Amo ergo sum

Uno dei principali segreti del denaro e della sua progenie

Data diretta: 5 Febbraio 2024
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In questa diretta del 5 febbraio 2024, Selene anticipa la stampa del suo nuovo libro Digiuno Immaginale, prevista per il giorno del suo compleanno. Come ci racconta, questa sua nuova opera esplora l’importanza dell’immaginazione attraverso nove tappe di disintossicazione, ispirate alle tradizioni misteriche antiche e che mira a dare grandi benefici agli Immaginalisti sotto molti punti di vista.

Nel corso della diretta, SCW spinge a riflettere sulla nascita, la morte, e l’impermanenza, sottolineando come la vita sia un continuo donarsi che culmina nella morte, vista come una contrazione dell’espansione vitale. Per raggiungere la prosperità è di cruciale importanza il proprio contributo, così come dedicare i meriti ottenuti grazie alla pratica, da intendere come strumento spirituale per amplificare il bene generato. Selene conclude invitando a una riflessione personale su come essere d’aiuto, sostenendo che questa disposizione interiore apre la strada verso l’abbondanza e la prosperità.

La vigilia della stampa

Sto vivendo una giornata piena di impegni per me: qui in Messico sono solo le 3:30 del pomeriggio, quindi immagino che in Italia sia già sera. È stata una giornata molto intensa perché domani il mio nuovo libro andrà in stampa. Quindi, oggi è il giorno decisivo in cui bisogna dire “Sì, si stampi”, occupandomi di tutte le ultime correzioni. Il libro, che uscirà a marzo, si intitolerà Digiuno Immaginale e mira a diffondere l’importanza della visione immaginale a un vasto pubblico, beneficiando tutti coloro che, negli anni, sono diventati counselor immaginalisti, life coach immaginalisti, insegnanti di mindfulness ad approccio immaginale, costellatori ad approccio immaginale, operatori della regressione ad approccio immaginale, e non da ultimo, gli insegnanti di yoga sciamanico.

Pertanto, se avete bisogno di un life coach, assicuratevi che sia un life coach immaginalista; se cercate un counselor, che sia un counselor immaginalista; e così via, anche per medici, psicologi o psicoterapeuti, è fondamentale che adottino un approccio immaginalista.

Filosofia di prosperità: riflessioni sull’essenza della vita

Oggi voglio parlare del denaro, in occasione dell’imminente stampa del mio libro. Nel riflesso dello specchio potete vedere Adelaide, che adesso si sta occupando della membership Premium delle lezioni di pilates, alle quali partecipo anche io. È fantastico alternare il pilates allo yoga sciamanico.

Domani, oltre a essere il giorno di stampa del libro, è anche il mio compleanno. Questo libro, a cui tengo moltissimo, descrive nove tappe di un importante processo di disintossicazione dell’organismo che si compie in nove giorni, includendo anche due giorni di dieta solo liquida. Questo metodo si ispira alle grandi tradizioni misteriche, come i misteri eleusini, pitagorici, orfici e dionisiaci. Con l’aiuto del mio figlio Michelangelo, esperto di classici, abbiamo esplorato queste antiche pratiche per creare una dieta di nove giorni che purifica sia il corpo che la mente.

Riflettendo sulla mia presenza qui in Messico, mi sono soffermata sul concetto di nascita e morte, simili al pulsare di una stella, e sull’impermanenza di tutte le cose, come insegnato dal Buddha. Nello yoga sciamanico diciamo che tutto appare e svanisce come un lampo di luce, non permanendo mai.

Il Buddha parlava, infatti, di impermanenza. Anche Eraclito, per citare un esponente della nostra tradizione, affermava che “un uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume” perché tutto scorre e nulla permane; l’attimo dopo, il fiume non è più lo stesso, poiché tutto è in costante mutamento. Ad ogni pulsazione, l’universo si ricrea incessantemente da zero, rinnovandosi continuamente. Questa illusione di continuità è, secondo i Buddhisti, un inganno della coscienza; in realtà, ogni immagine si ricrea da zero ad ogni istante.

Le pulsazioni della vita, dalla nascita alla morte, si manifestano come un’unica grande espansione o contrazione. Un neonato, ad esempio, percepisce tutto in relazione a sé stesso, costruendo il proprio senso dell’Io con un’assoluta centralità. Egli è, letteralmente, al centro dell’universo, incapace di esistere senza il sostegno di tutto ciò che lo circonda: la madre, il padre, la natura. Così, ogni evento, ogni accadimento, è interpretato come diretto a lui, per il suo bene.

Man mano che la vita procede, si apre come un fiore, in un processo di donazione del Sé che culmina con la morte. Questa è intesa come una contrazione, al contrario della vita che rappresenta un’espansione. Anche nella natura, la morte non segna un termine definitivo ma è parte di un ciclo: la quercia è contenuta nella ghianda e, al momento della “morte”, l’intera essenza dell’albero si ritrova nel seme, pronto per una nuova crescita. La vita, pertanto, è un’incessante espansione, un donarsi che è essenziale anche quando si parla di prosperità e abbondanza.

Il potere della dedica dei meriti: la generosità spirituale e la prosperità

Le persone che ottengono successo, specialmente in ambiti onesti e creativi come il life coaching, il counseling, lo yoga o la meditazione, sono quelle che agiscono non per sé stesse ma con la costante domanda su come poter essere d’aiuto agli altri o alla natura. Questo desiderio di contribuire, di essere utile, è fondamentale per raggiungere la prosperità. La vita, secondo questa visione, ci premia nella misura in cui noi ci doniamo.

Per coloro che faticano a ricevere, la pratica della dedica dei meriti può essere un potente strumento spirituale. Dedicare i benefici delle proprie azioni spirituali a chi ne ha bisogno, sia esso un individuo specifico o la natura stessa, amplifica i meriti acquisiti e facilita il processo di ricezione. È un’espressione della profonda convinzione che, attraverso il dono di sé e l’aiuto agli altri, si possa effettivamente accedere a una maggiore abbondanza e prosperità.

Nel Buddhismo Theravada si afferma che ogni merito dedicato viene restituito dall’universo mille volte amplificato, migliorando significativamente il risultato delle nostre azioni. Quando si dona un merito, si riceve in cambio molto di più, ma questo non dovrebbe diventare un calcolo mercantile, poiché il Buddhismo include sia insegnamenti elevati sia aspetti più accessibili al grande pubblico. Ho menzionato questo concetto per illustrare quanto sia fondamentale il dare e il contribuire per raggiungere prosperità, ricchezza e abbondanza. La dedica dei meriti può essere effettuata con un’intenzione psichica o tramite il mantra Sabbe Satta Sukhi Hontu, che significa “Possano tutti gli esseri essere felici”.

Questo rappresenta un atteggiamento profondo di utilità, in netto contrasto con la mentalità sterile di chi si confronta costantemente con la privazione e la povertà. Quest’ultima è tipica di chi non ha superato una fase infantile in cui l’Io è al centro di tutto, e la coscienza è ancora chiusa nel bocciolo, senza essersi ancora “nata” veramente. Si dice che non basta nascere per essere veramente umani; bisogna diventarlo.

A volte, un individuo può restare bloccato in questa fase iniziale, centralizzando tutto su di sé, il che può portare allo sviluppo di disturbi psicologici. In psicologia, si considera “malato” colui il cui Io è eccessivamente rigido e la cui coscienza è imprigionata da questo senso dell’Io, quasi come se fosse chiusa in una fortezza. Questa condizione può facilmente sfociare in atteggiamenti paranoici o schizoidi, che, anche se non raggiungono il livello di vera e propria patologia, possono comunque ostacolare il raggiungimento di prosperità, ricchezza e abbondanza. Pertanto, se si riconoscono in sé tali tendenze, è necessario intraprendere un percorso di crescita personale, attraverso pratiche come la meditazione, lo yoga, il life coaching e il counseling con un approccio spirituale, per sciogliere questi nodi interni e aprire la strada verso la prosperità.

Ovviamente, mi riferisco sempre a quella ricchezza che si ottiene onestamente e attraverso pratiche creative, non a quella acquisita in modo disonesto. Quella è un’altra questione, lasciamola da parte; non è l’argomento della nostra discussione di oggi.

Oltre il bocciolo: espansione e crescita

Riflettendo, dato che domani è il mio compleanno e anche il giorno in cui il mio nuovo libro va in stampa, ho pensato a come la vita, sin dalla nascita, sia un continuo movimento di espansione, mentre la morte rappresenta un movimento di contrazione. Siamo tanto più vivi, tanto più umani, e partecipiamo più intensamente alla prosperità e all’abbondanza naturale, quanto più ci espandiamo verso gli altri e verso la natura, quanto più ci doniamo e ci offriamo. Avere costantemente dentro di sé l’interrogativo su come essere d’aiuto è essenziale per raggiungere ricchezza e prosperità. Se si rimane chiusi nel bocciolo della primissima infanzia, quando la coscienza è completamente assorbita dall’io, si rimane in quella fase di completa dipendenza in cui tutto deve essere fatto per noi dalla madre, ma anche dalla “grande madre”, ovvero la natura. In questo stato, il bambino sviluppa un io autoreferenziale, interpretando ogni evento come centrato su di sé. Questo approccio può portare a traumi profondi nei bambini, specie quando eventi gravi come il litigio o la morte dei genitori accadono, poiché il bambino interpreta tali eventi come centrati su di sé. Questa percezione può evolversi in un senso di colpa man mano che la morale viene assimilata dalla società come strumento di controllo.

Nello sciamanesimo, affrontiamo questi traumi attraverso la pacificazione delle immagini, a differenza della psicoterapia o della psicologia che possono seguire altri percorsi. Se si rimane chiusi in questo bocciolo di autoreferenzialità, si vive in uno stato di permanente attesa da parte degli altri, del mondo e della natura, di qualcosa che non possono fornirci, risultando in una costante delusione e in un ruolo perpetuo di vittima. È fondamentale che questo bocciolo finalmente si apra, un processo che può avvenire attraverso l’esperienza spirituale. Oggi c’è un vento meraviglioso; ora vi lascio, vado in spiaggia a godermi il vento. Adoro il vento.

Bisogna uscire dal bocciolo; è necessario che il bocciolo si apra per raggiungere l’abbondanza e la prosperità. Tuttavia, è importante sottolineare che questo processo di sbocciare avviene a gradi di intensità variabili e crescenti. Quindi, potrebbe essere che ciascuno di noi debba sbocciare ancora di più. Sì, forse sei già sbocciato bene, ma puoi sbocciare ancora più intensamente. Infatti, non dovrebbe esserci un limite alla capacità della vita di far sbocciare il bocciolo. Come il vento caldo in Messico, dove oggi fa particolarmente caldo.

La pratica del fiore che sboccia e OMI

Pertanto, vi lascio con una meditazione. Questa pratica si può chiamare “la pratica del fiore che sboccia”, che mira a conquistare la prosperità e l’abbondanza in modo sempre più intenso. Poniamoci questa domanda, che è più di una presa di risoluzione, una volontà: “Come posso essere d’aiuto?” Significa prendere la ferma risoluzione di essere d’aiuto. Mantenendo questa affermazione dentro di noi, cerchiamo di rivedere tutti gli aspetti della nostra vita. Ho costruito questo, ho acquistato quello, ho fatto una passeggiata in spiaggia. Per chi? Per me. Ma se c’è la volontà di essere d’aiuto, allora è giusto fare queste cose anche per se stessi, purché non si faccia solo per sé. Questo non porterà mai vera abbondanza o prosperità.

Inserire ogni azione, ogni parola, persino ogni pensiero, in questa presa di risoluzione di voler essere d’aiuto significa che se riesci a fare ciò, ogni azione, ogni pensiero, ogni respiro, ti porterà verso la prosperità.

Non posso dirvi esattamente quando arriverete all’abbondanza, se sarà domani o tra mille giorni, e neanche come accadrà. Tuttavia, sono certa che raggiungerete la prosperità e l’abbondanza se mantenete questa convinzione profondamente radicata in voi.

Vi invito quindi a riflettere attentamente sulla vostra vita: esaminate ciò che possedete, ciò che state facendo e la vostra attuale situazione, prestando attenzione ai dettagli. Alla luce di questa riflessione, che può manifestarsi sia come una domanda sia come un’affermazione – “Come posso essere d’aiuto?” – prendete la ferma risoluzione di essere d’aiuto, anche senza un obiettivo specifico, sia che si tratti di aiutare gli altri, la natura o l’universo. Questo perché è il movimento della coscienza che fiorisce, che finalmente si attiva, diventando pienamente umano, con pieno diritto alla prosperità, all’abbondanza e alla ricchezza.

Vi lascio con questo compito, questa meditazione, che potrebbe benissimo essere un’Immersione di Un Minuto (OMI), da praticare per almeno un minuto al giorno, ma idealmente tre volte al giorno, in momenti diversi. Reinterpretate tutti gli aspetti della vostra vita in funzione di questo impegno a essere di aiuto. Nessuno può dirvi esattamente quando o come ciò porterà alla prosperità, ma vi assicuro che lo farà.

Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco