In questa diretta, Selene continua a parlare delle chiavi sciamaniche, concentrandosi sulla chiave alchemica che apre ogni porta e risolve problemi quotidiani, focalizzandosi sulla relazione tra vita e morte. Viene esplorata la percezione culturale che separa questi principi, mentre in realtà sono inseparabili, sottolineando come l’amore richieda un annullamento del sé che porta a una profonda conoscenza.
Attraverso esempi concreti di relazioni e la pratica di diventare l’altro, viene illustrato come questo processo possa trasformare conflitti in serenità, offrendo una nuova prospettiva sulla conoscenza e sulla relazione con il mondo circostante. L’autrice sottolinea l’importanza di essere accompagnati in questo percorso di trasformazione e di esprimere la chiara volontà per innescare cambiamenti profondi.
L’alchimia dello sciamanismo: scoprire le chiavi iniziatiche
Ho ricevuto dei commenti molto positivi sul fatto che sto affrontando le chiavi sciamaniche del libro “Il profumo della luna“. Ho deciso quindi di proseguire con le chiavi sciamaniche che sono contenute in questa favola di potere, così come le chiamano gli sciamani dell’Altai. Chiamano così quei nuclei narrativi attraverso i quali loro danno delle chiavi iniziatiche a chi ascolta, o come in questo caso, a chi legge. Al centro del libro troviamo un mito altaico che mi è stato dato da Svetlana – la sciamana che poi troviamo nei panni di protagonista – e che io, grazie allo storytelling, ho reso un romanzo.
Vita e morte, amore e conoscenza: i principi inseparabili
Dunque, oggi volevo parlare della chiave alchemica che, come dice sempre Svetlana, apre ogni porta, risolve ogni problema, anche nella più piccola quotidianità, nelle piccole piccolissime cose. A un certo punto nel libro si dice: “La vita si gioca tutta tra due estremi, l’amore e la morte. Questi sono gli unici termini che contano veramente; essi si ritrovano in tutte le cose.” Apparentemente si tratta di due realtà diverse, in verità sono principi distinti ma non separati. Il grande problema della nostra cultura, che è la cultura del potere, del controllo, è quello di aver separato la vita dalla morte. Ogni volta che amiamo, effettivamente moriamo perché l’amore comporta un annullamento del nostro “Io”. Ogni volta che amiamo, conosciamo veramente. Quando ami veramente, divieni ciò che ami e quindi hai una vera conoscenza, l’unica possibile: divenire ciò che conosci. Perché, fintanto che non divieni ciò che conosci, hai solo una conoscenza mentale.
Diventare l’altro: il percorso verso la vera conoscenza
Perché le persone hanno dell’altro o dell’altra solo una conoscenza di tipo mentale e non una vera conoscenza? Da anni, ormai, lavoro nel campo della relazione: attraverso il counseling immaginale e il coaching immaginale, aiuto molte coppie con questa pratica sciamanica alchemica di “diventare l’altro”. Se state litigando e non andate d’accordo, la vostra separazione può trasformarsi in una guerra che fa vittime da tutte le parti, inclusi voi stessi. Potete scegliere di separarvi con rispetto, addirittura con amore, in modo da non far del male a nessuno. Oppure, potete scegliere di rimanere insieme, agendo con rispetto e amore. Qualsiasi decisione prendiate, può essere fatta in modo che sia d’aiuto a tutti per crescere. Oppure, potete scegliere di agire con violenza, distruggendo tutto ciò che avete costruito, compresi i vostri figli.
La chiave per trasformare una relazione da campo di battaglia a luogo di serenità, è nella vera conoscenza dell’altro. Tuttavia, l’altro è inconoscibile dalla mente. Per conoscere veramente l’altro, devi diventare l’altro. Solo così si possono risolvere i problemi. A volte, nel processo di diventare l’altro, si diventa consapevoli delle proprie barriere e delle proprie credenze, accumulate oltre la propria consapevolezza. Ho visto numerose coppie in cui uno dei partner disprezzava l’altro, e, accompagnandoli alla vera conoscenza dell’altro, si sono resi conto che tale comportamento era qualcosa assimilato inconsciamente. Magari perchè seguivano l’esempio dei loro genitori o nonni, che si disprezzavano a vicenda. Solo tentando di diventare l’altro, puoi diventare veramente consapevole di te stesso, perché ci conosciamo attraverso l’altro. Quindi, questo tentativo di diventare l’altro è una forma di meditazione suprema che ci porta a conoscere noi stessi.
Se ti siedi un attimo e provi a evocare l’immagine della persona che disprezzi di più, quella che consideri nemica nella tua vita, e tenti di immedesimarti in questa persona, ti renderai conto di una serie di divieti, barriere e credenze che hai assorbito. È molto difficile riconoscere queste credenze come tali, poiché spesso si sono trasformate in certezze all’interno di noi. Le nostre certezze, come sosteneva Nietzsche, sono le nostre più grandi menzogne. Pertanto, è arduo riconoscere una credenza perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di una menzogna radicata in noi. Ecco perché è estremamente utile essere accompagnati in questo processo da un coach, un counselor immaginale, un maestro o uno sciamano. Essere guidati è cruciale, altrimenti è difficile superare le credenze che sono diventate certezze e che ci bloccano.
Per esempio, qualche settimana fa, un’allieva che sta affrontando un divorzio mi ha chiesto aiuto perché sua figlia aveva iniziato a praticare l’autolesionismo. Abbiamo parlato a lungo ed è stato evidente che, in questa separazione particolarmente conflittuale e nociva che stava conducendo con suo marito, la più colpita era proprio la figlia. Quindi, era chiaro che, proseguendo con questa separazione in modo così distruttivo, questa donna stava danneggiando non solo se stessa e il partner, ma anche la propria figlia. Era necessario, quindi, cambiare approccio. Così, l’ho guidata in una profonda meditazione e in un percorso di empatia verso l’altro, abbattendo molte barriere e credenze infondate, come quella secondo cui “lui non fa nulla”.
Superare le barriere culturali e personali: un viaggio di trasformazione
“Lui è depresso, passa tutto il giorno sul divano. Io, invece, sono costantemente impegnata, dalla mattina alla sera, e non riesco a tollerare un comportamento del genere; lo disprezzo”. Perchè non provi a metterti nei suoi panni, le ho chiesto. “Non riesco ad immedesimarmi in qualcuno che non fa nulla tutto il giorno. È una mancanza d’amore, perché dovrebbe almeno tentare di reagire per amore della figlia, di alzarsi da quel divano.”
Per amore della figlia, dovrebbe sicuramente trovare la forza di cambiare, di agire. Questo sembra indiscutibile, una verità assoluta, ma non è altro che una credenza. Se si eliminano i preconcetti, la cultura dell’efficienza, del capitalismo, la psicologia e la cultura di massa, cosa resta della nostra ‘verità’? La convinzione che lui debba cambiare per amore della figlia potrebbe non reggere più. Trasportando questa situazione in un’altra epoca storica, in un’altra civiltà, per esempio tra i vichinghi del V secolo o la tribù del Triangolo d’Oro, la nostra presunta verità potrebbe non essere più applicabile, poiché il contesto, la civiltà e i criteri di valutazione cambiano.
Quindi, una teoria è soltanto una credenza. Certo, esiste un intero mondo che la supporta, ma questo non la rende automaticamente vera. Immagina di trasportare questa situazione presso gli antichi vichinghi; l’uomo che non è un guerriero né un cacciatore potrebbe essere il sacerdote della tribù. Leggendo le descrizioni dei sacerdoti di queste tribù, si scopre che spesso ricoprono ruoli simili, rimanendo nella capanna principale, che funge da tempio.
Cambiare prospettiva
Ci sono persone che non escono mai alla luce del sole, rimanendo sempre in penombra, luogo dove credono di poter vedere gli spiriti. Questo muta radicalmente la percezione culturale: così, la depressione di tuo marito, che passa le giornate inattivo sul divano, si trasforma nella qualità distintiva di un sacerdote tribale che comunica con le ombre. Non è più visto come una persona depressa, ma come colui al quale tutti portano offerte. Evidentemente, non abbandona il suo divano perché sono gli altri a venire da lui. Di conseguenza, il contesto, la cultura e la definizione di depressione cambiano totalmente. Le tue convinzioni diventano allora ostacoli personali.
Comprendo quanto sia difficile amare qualcuno quando l’idea iniziale del matrimonio era quella di lavorare insieme per costruire e arricchire la famiglia, per poi ritrovarsi in una situazione dove lui rimane seduto sul divano e tu devi occuparti di tutto. Amare sotto queste condizioni è arduo, ma se ci riesci, otterrai un potere immenso. Ho spiegato a un’allieva, che anni fa si trovava nella stessa situazione, come un’altra donna, lamentandosi continuamente del marito depresso che non lasciava il divano, sia stata accompagnata in un viaggio per sciogliere le proprie convinzioni e immedesimarsi nell’altro. Questa donna, grazie proprio alle emozioni depressive del compagno e alle energie oscure, è riuscita a esplorare profondamente il suo mondo interiore, risvegliando un’energia incredibile. In origine una sarta, è diventata un’imprenditrice nel settore tessile.
Fa così tanti soldi che non solo riesce a mantenere i suoi tre figli in uno stato di prosperità e abbondanza, ma la sua forza e il suo esempio hanno anche influenzato positivamente il suo compagno. Pur rimanendo in uno stato di introversione, ha iniziato a dedicarsi alla musica, trovando così un proprio canale di espressione. Mentre lei si immerge nel mondo imprenditoriale, lui si dedica alla cura dei figli a casa. Talvolta, è proprio ciò che percepiamo come difficoltà nell’altro che può aiutarci a risvegliare la nostra forza interiore. Dobbiamo imparare a immedesimarci nell’altro, accettando che le caratteristiche che meno ci piacciono possano essere quelle che ci spingono a superare noi stessi. È importante smettere di giudicare e aprire la mente a questa esperienza, lasciando andare le nostre convinzioni preconcette, anche se ciò richiede di essere accompagnati in questo percorso.
Un viaggio nell’underworld
Questa, a mio avviso, è l’essenza della vera psicologia e della terapia di stampo sciamanico. Quaranta anni fa, quando ho fondato la società di Nonterapia, che oggi si è evoluta nell’Associazione di Nonterapia e nell’accademia degli immaginalisti e di Voyageillumination, intendevo esattamente questo. Dobbiamo abbandonare l’approccio che parte da una mancanza di fede in ciò che ci circonda, presupponendo che ogni esperienza sia negativa. La terapia tradizionale spesso interpreta la realtà attraverso categorie diagnostiche, tendendo a evidenziare aspetti negativi. È necessario superare questo approccio e cercare di conoscere in modo autentico, al di là della mera comprensione intellettuale. Conoscere veramente significa diventare ciò che si conosce, immergersi pienamente nelle esperienze e nelle relazioni.
Quando ti immedesimi in qualcuno, scopri che non è intrinsecamente cattivo. Ad esempio, se lui è depresso e passa tutto il giorno sul divano, prova a immedesimarti in quella condizione. Vedrai che inizierai un viaggio, un’esplorazione sotterranea che ti porterà sempre più in profondità nell’underworld, nel mondo sotterraneo. È essenziale essere accompagnati in questo viaggio da uno sciamano, un immaginalista, un coach o un counselor immaginalista; non è un percorso da affrontare da soli. Anche Dante non ha esplorato l’inferno da solo, ma era accompagnato da Virgilio. Durante questo viaggio, scoprirai tesori nascosti, perché i nostri beni più preziosi si trovano proprio lì, nell’underworld, in quello che la mente tende ad evitare perché lo associa alla morte, alla tristezza, alla depressione, alla rabbia – a tutto ciò che è considerato negativo. Tuttavia, scendendo nell’underworld guidato da uno sciamano, scoprirai che in realtà vi risiede l’amore.
Acquisirai una forza immensa, trovando il “ruggito della tigre” proprio nella più oscura delle tenebre, che non è l’assenza di luce ma il segno del tuo vero potere. È per questo che la mente, strumento del sistema, ti spinge a fuggire da quest’ombra. Lì trovi il tuo potere, il tuo ruggito, e poi risali con una forza straordinaria, compiendo azioni che prima ti sembravano impossibili. Ecco come la morte e tutto ciò che ne deriva, che in realtà è amore, può trasformarsi e aiutarti. La vita oscilla sempre tra questi due estremi: la morte e l’amore. Se riesci a trasformare la morte in amore, se riesci a convertire la tristezza, la depressione, la rabbia, l’insicurezza, la paura – tutta la progenie della morte – in amore, allora hai vinto.
È un viaggio sciamanico che non si può affrontare da soli. Serve coraggio, specialmente nel mondo di oggi. Per questo è fondamentale avere una comunità, una “famiglia spirituale”, che offra sostegno e incoraggi il pensiero divergente, la capacità di vedere le cose da prospettive non convenzionali. Quando vedi nell’altro l’impotenza e lo disprezzi, prova a cambiare prospettiva.
Il filtro del giudizio comune
Tutto ciò che desideri è separarti, ma esiste un ostacolo: il filtro del giudizio comune attraverso il quale stai osservando. Non sei nemmeno consapevole di ciò che realmente provoca quel tumulto interiore; vedi solo attraverso il tuo giudizio personale, solo la tua interpretazione mentale della realtà. Prova a immedesimarti nell’altro, ad entrare nell’underworld, e lì scoprirai una forza immensa. Se riesci ad amare l’impotenza, essa si trasformerà in una potenza superiore. Questo principio si applica a tutto: ogni cosa che riesci ad amare si trasforma in forza, luce, conoscenza, libertà e possibilità.
“Il profumo della luna” è il libro che offre la chiave per questo viaggio sciamanico, fornendo gli strumenti per intraprendere questa trasformazione, per accedere a questa profonda conoscenza. Nel libro si legge inoltre che la potenza di un rito sacrificale aumenta con il passare del tempo. Ieri abbiamo discusso di come Svetlana abbia compiuto un rito sacrificale, utilizzando una ciocca di pelliccia di sua madre, l’oggetto più prezioso che le rimanesse di lei. Ha inserito questa ciocca di pelo in una palla di neve e l’ha lanciata. Questo gesto simboleggia un sacrificio personale: offrire ciò che si ama di più. E attraverso questo atto, si possono sciogliere credenze profondamente radicate.
Il rito sacro della volontà: esprimere per trasformare
Si narra che il potere di un rito sacrificale cresce col passare del tempo. L’immagine della ciocca di pelo della pelliccia che Anastasia aveva offerto a una sorgente magica permetteva alla ragazza di vivere viaggi sempre più intensi. Era come un seme che guadagnava forza giorno dopo giorno, notte dopo notte. Pertanto, nonostante la difficoltà di immedesimarsi nell’altro, il solo tentativo di farlo, con il tempo, diventa sempre più potente all’interno di noi, fino a che, infine, ci si riesce: diventiamo l’altro e intraprendiamo il viaggio.
Dunque, è importante riconoscere che questo universo è magico e basta esprimere una chiara volontà d’azione. Io dichiaro la mia intenzione di superare le mie convinzioni mentali, di amare ciò che prima disprezzavo, di conoscere prima di giudicare. Il problema è che spesso condanniamo qualcosa senza nemmeno tentare di comprenderla o di esperirla direttamente.
Prendiamo ad esempio le malattie. La medicina tradizionale le etichetta come male, senza tuttavia comprenderne completamente la natura. Consideriamo il cancro: la medicina può elencare vari fattori di rischio come l’età, la predisposizione genetica, lo stile di vita e l’inquinamento. Un paziente può essere stato esposto a molti di questi fattori e quindi sviluppare il cancro. Ma il “perché” preciso rimane spesso un mistero. Una persona potrebbe nascere in un’area ad alta incidenza di inquinamento o avere una predisposizione genetica, ma la medicina tradizionale raramente può spiegare il motivo esatto del manifestarsi di una malattia specifica.
La medicina cerca di curare senza avere una piena comprensione dell’essenza della malattia stessa. Questo approccio evidenzia un limite nel nostro modo di affrontare il benessere e la guarigione, sottolineando l’importanza di esplorare e comprendere oltre le convenzioni.
Quando inizi a esplorare cosa significa veramente il femminile, scopri che possiede un potere immenso, un ruggito straordinario che spesso il mondo teme e, di conseguenza, etichetta come male o malattia, tentando di evitarlo. Questo universo è intrinsecamente magico, tessuto di magia, e spesso basta esprimere una chiara intenzione per innescare un cambiamento. Dichiarando la volontà di comprendere profondamente una situazione, una persona o un sentimento che provoca rifiuto o rabbia, intraprendi un processo trasformativo.
Esprimere questa intenzione diventa un atto sacro, un vero e proprio rito di sacrificio, in cui rinunci a una convinzione radicata. Questo gesto simbolico, come il sacrificio compiuto da Anastasia che ha lanciato un pezzo di pelliccia nella neve, rappresenta l’abbandono di una credenza cara in favore della conoscenza e dell’accettazione. Con il tempo, questo rito sacro acquista forza, dimostrando come, grazie alla magia dell’universo, l’espressione di una volontà chiara possa essere sufficiente per avvicinarsi all’altro, per iniziare a comprenderlo, a diventarlo.
Questo viaggio di trasformazione si svolge quasi da sé, guidandoti gradualmente a identificarti con l’altro, a conoscerlo e a esprimere la sua essenza. Ti imbarcherai in un viaggio sciamanico, un’esplorazione profonda dell’underworld, da cui emergerai arricchito di nuove forze, energie, poteri e capacità. Questo ruggito interiore sfiderà i tuoi limiti, permettendoti di superare te stesso.
È preferibile essere accompagnati in questo percorso, dato che i pericoli possono essere numerosi e un guida esperta può offrire protezione e comprensione lungo il cammino. La mente è sempre pronta a insidiarci, a spaventarci e a fermarci. Tuttavia, a volte, grazie alla magia intrinseca di questo universo, esprimere una chiara volontà d’azione per immedesimarsi nell’altro o in una situazione che inizialmente ci respinge può essere sufficiente per avvicinarci e comprendere ciò che prima giudicavamo senza conoscere.
La pratica
Proviamoci questa settimana, fino al nostro prossimo incontro. Vi invito a scegliere almeno una situazione che vi disturba profondamente, che vi fa desiderare di fuggire o di cambiarla, e provare a immedesimarsi in essa, esprimendo la chiara volontà di farlo. Ogni giorno, dedicate almeno un minuto a questa immersione, rinnovando la vostra volontà. Solitamente, una settimana di pratica costante è sufficiente per vedere i risultati, ma questa volta potremmo avere fino a 15 giorni.





