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Tutti i modi per trasformare l’ansia

Data diretta: 22 Febbraio 2024
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In questa diretta del 22 febbraio 2024, Selene ci parla dell’ansia in modo approfondito. Lungo il suo cammino spirituale ha cercato di trasformare sempre le sfide in grandi opportunità di crescita e fra queste troviamo l’ansia. Grazie ai mantra e ai riti tantrici, ha scoperto gli strumenti per affrontare e trasformare quest’energia, spesso travolgente. “Vauṣaṭ“: un semplice ma potente Bīja mantra, che è diventato un faro nel suo percorso, aiutandola a distaccarsi dalle preoccupazioni e a vedere l’ansia sotto una nuova luce.

Secondo le tradizioni tantriche, l’ansia non deve essere vista come un nemico da combattere, ma come un’energia da comprendere e trasformare. Questo approccio non solo ti permette di affrontare le tue paure e incertezze ma apre anche la porta a una maggiore consapevolezza di te stessa/o e del mondo che ti circonda. La nostra vera essenza, quella divina, è il fulcro di tutte le energie che ti influenzano. Riconoscere questo significa accettare e valorizzare la tua unicità, trasformando ogni sfida in un’opportunità per evolvere.

Trasformare l’ansia: mantra e riti tantrici

Desidero condividere con voi un mantra eccezionale per affrontare l’ansia, che non è da intendersi come un’arma contro l’ansia, poiché l’ansia non è il nemico. È un’energia con la quale possiamo trasformare il nostro modo di interagire. Grazie alla tradizione tantrica, ricca di mantra, mandala e yantra, abbiamo un mantra straordinario per lavorare sulla trasformazione dell’ansia. Questo mantra è sorprendentemente semplice, è un Bīja mantra, un mantra-seme, molto breve, che è “Vauṣaṭ“. Questa vibrazione facilita il distacco dalle preoccupazioni.

Ho discusso dei riti del nyāsa, che significano sovraimpressione e che ho inserito nei miei libri. Questi riti tantrici sovrappongono al corpo la vibrazione di un mantra o di un’immagine specifica. Il libro che approfondisce maggiormente il nyāsa è l’ultimo, Kintsugi: L’arte di guarire le ferite dell’anima con l’oro della consapevolezza, ma ne parlo anche nel mio primo libro, Iniziazione allo Yoga Sciamanico, pubblicato nel 1999. Come puoi vedere, il rito del nyāsa ha percorso tutta la mia carriera letteraria, dal mio primissimo fino all’ultimo libro pubblicato, e presto ne uscirà un altro, Digiuno immaginale, disponibile online dal 4 marzo e successivamente anche nei negozi fisici dal 12 marzo.

In conclusione, sia nel primo che nell’ultimo libro, affronto questo rituale che si basa su mantra e immagini sacre, inclusi i Bīja mantra tantrici dei chakra, come “Lam, Vam, Ram, Yam, Ham, Aum”, e poi tutti gli altri, come “Hum, Path, Klim”, e naturalmente “Vauṣaṭ“.

Trasformazione dell’energia stagnante tramite il mantra

Il mantra dello scorrimento rappresenta lo strumento mediante il quale è possibile liberare ciò che è fermo o bloccato. In particolare, l’ansia, che non è altro che energia in stasi, può essere metamorfosata utilizzando il mantra “Vauṣaṭ“, consentendoti di liberare tale energia.

Raffaella, intervenendo nella chat, si interroga sull’esistenza di energie che ci circondano e che possono influenzarci. Effettivamente, Raffaella, è importante riconoscere che siamo noi stessi il centro di queste energie. Ogni elemento che ci circonda riflette la nostra essenza; non si tratta del nostro “Io” superficiale, percepito dalla mente come l’individuo, ma della nostra vera essenza divina, la quale proietta tutte le immagini in cui ci riconosciamo.

Vauṣaṭ” è il mantra che facilita il flusso di ciò che è immobile, soprattutto l’energia che si concretizza in ansia. La strategia più efficace per trasformare l’ansia risiede nell’amplificare la nostra consapevolezza. Essere consapevoli e attenti, in particolare riguardo all’ansia, implica un’attenzione profonda verso le nostre sensazioni, accogliendole come un’espressione unica e propriamente nostra. La diversità costituisce il principale mezzo attraverso il quale la natura evolve, procedendo per diversificazione. In questa molteplicità, la natura esplora differenti vie evolutive, rendendo ogni diversità un meccanismo evolutivo.

Sul piano umano, l’uomo stesso determina quale diversità o unicità emerga, attraverso le proprie azioni consapevoli e la propria consapevolezza, favorendo così la prevalenza di determinate caratteristiche rispetto ad altre.All’orizzonte del nuovo umano: tra evoluzione e singolarità

Condivido appieno il pensiero del venerato yogi Sri Aurobindo, il quale sostiene che l’essere umano non costituisca l’apice dell’evoluzione naturale. Al contrario, dopo di noi dovrebbe emergere il “nuovo uomo” o “dopouomo”, una concezione di Sri Aurobindo che già inizia a manifestarsi nell’umanità contemporanea. La selezione di quali diversità, unicità o caratteristiche distintive prevarranno in questo processo evolutivo, dallo stadio umano a quello del “dopouomo”, non è più un’esclusiva prerogativa delle forze inconsce della natura. Piuttosto, l’essere umano stesso, con piena consapevolezza, contribuisce attivamente a tale determinazione.

Se possiedi attributi, peculiarità o aspetti unici che ti differenziano dagli altri, ma non riesci a valorizzarli come catalizzatori evolutivi, né a far sì che prevalgano, rischi di esserne sopraffatto. Queste singolarità, che in potenza rappresentano strumenti di evoluzione, si trasformano in cause di ansia quando non riesci a fare una scelta consapevole a loro favore. L’ansia, quindi, può essere interpretata come l’espressione di quelle diversità e singolarità trascurate o non accettate, che hai cercato di modificare seguendo un approccio terapeutico tradizionale. Quest’ultimo, infatti, tende a filtrare l’essenza dell’individuo attraverso categorie diagnostiche, percependo la tua unicità come una patologia, o hai forse valutato le tue peculiarità alla luce dei valori convenzionali imposti dalla famiglia o, ancora peggio, dalla cultura dominante.

Alla scoperta dell’unicità soffocata: dalla percezione di difetto all’evoluzione

Adottando i valori dominanti, non solo hai trascurato di valorizzare le tue peculiarità e differenze, ma sei arrivato a considerarle come imperfezioni, giudicandole secondo gli standard prescritti dalla società o dalle convenzioni familiari. In questo processo, hai tentato di sopprimerle, correggerle o cambiarle, esemplificato dalla volontà di modificare un tratto distintivo come un naso pronunciato, nonostante questo possa essere ritenuto attraente.

La voce delle tue diversità e unicità, che aspirano a manifestarsi in quanto autentici catalizzatori di evoluzione, si trasforma in ansia quando viene repressa o alterata. Tuttavia, questa ansia non è altro che un’ulteriore espressione della tua individualità e distinzione, che cerca di farsi sentire nonostante l’abbia soffocata. Sopprimere questa voce modifica il suo tono e la sua vibrazione, mutandola in ansia. Di nuovo, l’ansia rivela il tuo potenziale evolutivo e necessita di essere ascoltata prima di essere erroneamente catalogata come patologia o prima di avviare qualsiasi tentativo di cura.

Ascoltare l’ansia equivale a connettersi con una vibrazione interna che vibra su ritmi e frequenze insoliti, essendo il riflesso della tua unicità e differenza. Però, la mentalità prevalente tende a interpretare ogni deviazione dalla norma come qualcosa di negativo da correggere. Il fine della terapia diventa quindi la normalizzazione, con l’obiettivo di riallinearti a una “normalità” presunta.

All’essenza del quotidiano: la sacralità nelle piccole cose

È cruciale imparare a sentire questa vibrazione da una prospettiva che si discosta dall’ordinario, un’impresa che esige coraggio, fede ed energia. Guardare oltre la superficie richiede un’attenzione meticolosa ad ogni aspetto della vita: l’importanza di ciò che mangiamo è indiscutibile, ma ancora più significativo è il modo in cui ci approcciamo al nutrimento, un tema poco esplorato. Il mio libro “Il cibo del risveglio” si distingue come uno dei pochi, se non l’unico, a trattare non solo dell’alimentazione ma anche del come approcciarci al cibo, sottolineando la sacralità intrinseca nell’atto di alimentarsi. “Digiuno immaginale“, la mia prossima pubblicazione, si dedica interamente alla sacralità del rapporto con il cibo. Pertanto, ogni aspetto, dal cibo che ingeriamo al modo in cui respiriamo, muoviamo e dormiamo, fino alla qualità del nostro sonno e agli oggetti che ci circondano, assume un’importanza capitale. La presenza di almeno una pianta in casa è fondamentale per favorire uno scambio energetico con la natura; un ambiente privo di vegetazione è un luogo dove l’energia tende a svanire.

L’insieme di questi dettagli, una volta integrati, ti consente di affrontare la voce dell’ansia in maniera insolita. Per percepire in questa maniera unica è necessario disporre di coraggio, fede ed energia, tutti elementi che scaturiscono dallo stile di vita adottato. Questo spiega l’importanza vitale delle piccole abitudini e comportamenti quotidiani. Se possiedi la consapevolezza, la fede e la determinazione necessarie per ascoltare la vibrazione dell’ansia senza lasciarti influenzare dai pregiudizi comuni, inevitabilmente la identificherai come pura energia.

Trasformare l’ansia in un’alleata: visione sciamanica

Se possiedi la forza, la fede, il coraggio e la consapevolezza necessari per percepire la vibrazione, diventa evidente che l’ansia non è altro che energia, pura forza. Trasformare l’ansia in una risorsa richiede semplicemente la consapevolezza della sua essenza energetica e la fede, ovvero la capacità di fidarsi di questa particolare vibrazione, di ascoltare questa voce interna, di accogliere questa energia. Avendo fede nella tua ansia, intraprendi il mio ruolo di Bardo, lo sciamano che trasforma e rielabora la tua storia personale in una completamente nuova. Ogni persona è portatrice di una propria storia; lo sciamano accoglie questa storia, la trasforma e la restituisce al suo interlocutore. Pertanto, il mio compito si articola nell’utilizzare le parole per riformulare il modo in cui narri te stesso e la tua vita, ridefinendo di conseguenza il tuo rapporto con l’ansia.

Ricevo spesso messaggi in cui mi si dice: “Selene, da quando ti seguo sto meglio e non capisco il motivo”. La spiegazione sta nel fatto che, attraverso la voce, la narrazione e le parole, compio un’azione sciamanica che trasforma il tuo modo di vedere le cose. Passi da una narrazione in cui ti senti vittima a una in cui diventi artefice della tua realtà. Questa metamorfosi rappresenta l’essenza del ruolo dello sciamano, il psicopompo, colui che guida attraverso i cambiamenti.

Di conseguenza, l’ansia si trasforma nella tua più grande alleata, una divinità che ti sussurra all’orecchio, spingendoti a liberare la tua unicità e diversità da giudizi negativi e repressioni. L’ansia esiste per questo scopo: è un’alleata, un compagno di viaggio, una voce che emerge dalle profondità per indirizzarti verso la libertà e l’affermazione della tua unicità. La tua ansia diventa una guida. Il problema emerge quando, in questo mondo, si diventa vittime della propria ansia, affrontandola secondo il giudizio comune, inclusa l’interpretazione terapeutica, che non punta alla tua vittoria, al tuo successo e alla tua libertà, ma piuttosto ti induce a considerare la tua guida interiore come una patologia.

Ascoltare l’ansia: verso una riscoperta dell’autenticità

La tua unicità e diversità sono state soffocate, una condizione che la società trova accettabile. Essere allineati con la norma è considerato ideale secondo i criteri convenzionali. Eppure, l’ansia rappresenta la voce della tua singolarità che vuole emergere, interrogandoti sul motivo per cui l’hai repressa, marginalizzata, criticata, o perché cerchi di trattarla come una patologia. La società, d’altra parte, propone di sopprimere anche questa espressione, talvolta ricorrendo a soluzioni farmacologiche.

Potresti, tuttavia, iniziare a considerare la tua ansia come un’alleata preziosa, una guida benevola, una Ḍākinī, consentendole di esprimersi liberamente attraverso il potente mantra “Vauṣaṭ“. Questo mantra attinge alla sua efficacia anche dall’energia di tutti i maestri che lo hanno invocato prima di te. “Vauṣaṭ“, mantra derivato dalla tradizione tantrica, è stato da sempre intonato con l’intento di liberare l’energia stagnante e di sciogliere i blocchi energetici. Non reprimere né contenere la tua ansia; permettile di liberarsi con “Vauṣaṭ“.

Così facendo, scoprirai che la tua unicità e diversità, che avevi represso e cercato di sanare come fossero malattie, inizieranno a manifestarsi. Facendole fluire con fede, si riveleranno non come elementi da reprimere, ma come preziosi strumenti evolutivi offerti dalla natura. Alla fine, è indispensabile avere la determinazione di percorrere questa strada, poiché, a partire dall’essere umano, l’evoluzione assume la forma di un processo consapevole, una deliberata scelta, un gesto di profonda consapevolezza. Scegliendo di valorizzare la tua diversità e unicità, conducendole al successo e alla realizzazione, esse si trasformano nel meccanismo evolutivo scelto dalla natura perché tu hai deciso di farlo. Scegli, dunque, di essere te stesso.

Esplorazione dell’ansia: un momento di consapevolezza al giorno

La metodologia prevede un’immersione quotidiana, per la durata di un minuto, in un esercizio di consapevolezza noto come “One Minute Immersion” (OMI). Consacra almeno sessanta secondi al giorno per focalizzarti sulla tua ansia, interrogandoti: “Dove la percepisco?” e “In che modo la percepisco?”. L’ansia si manifesta in luoghi differenti per ciascuno di noi: può essere nel plesso solare, nel collo, sulle spalle, nelle gambe o nella testa. Il modo in cui la sentiamo può essere associato ai cinque elementi fondamentali: Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Etere, i quali si esprimono attraverso sensazioni di morbidezza o durezza, pesantezza o leggerezza, umidità o secchezza, calore o freddo, e movimento o stasi.

Pertanto, le domande essenziali per intensificare la consapevolezza sono: “Dove la percepisco?” e “In che modo la percepisco?”. Indirizza la tua attenzione verso il punto del corpo dove risiede l’ansia e, attraverso la vibrazione del mantra “Vauṣaṭ“, permetti a questa energia di fluire senza timore, vedendola come un’opportunità positiva.

Dietro la sensazione fisica dell’ansia si cela sempre un’emozione, ed è in questo istante che la consapevolezza si approfondisce. Immagina di sentire un peso sullo stomaco; lascia che questa sensazione si espanda liberamente attraverso il corpo con il mantra “Vauṣaṭ” e poi chiediti: “Quale emozione sta dietro a questa sensazione di pesantezza?”. Scoprirai che l’ansia può celare la paura, ma anche altre emozioni quali insicurezza, senso di inadeguatezza, solitudine o vulnerabilità. Queste sono variazioni sottili, ed è fondamentale identificare quella che meglio descrive la tua personale esperienza. Dare attenzione ai dettagli è vitale, poiché sono le piccole cose a comporre la differenza significativa. Determina quale sfumatura di paura ti appartiene: qual è il tuo specifico grigio? È insicurezza, solitudine, vulnerabilità? Riconoscerlo rappresenta il passo iniziale per trasformare l’ansia da ostacolo a compagna di viaggio.

Oltre l’analisi: lasciarsi trasportare dall’emozione

Pertanto, presta attenzione a non cadere nell’analisi in questo momento cruciale, perché l’analisi può intrappolarti in un ciclo di domande senza fine. Potresti trovarti a riflettere: “Sto provando un senso di incompiutezza o di solitudine? È questa solitudine il risultato di essere stato trascurato fin da piccolo dai miei genitori?” Oppure, ti potresti chiedere: “È un senso di incompiutezza dovuto al fatto che non riesco a completare nulla, proprio come accadeva a mia madre o mia nonna?” Evita di analizzare in questa fase; l’analisi attenua l’intensità dell’emozione. Un’emozione giustificata da un “perché” perde di forza rispetto a un’emozione pura, priva di spiegazioni. Così, non devi indulgere nell’analisi; è una strada più semplice e meno tortuosa. Sospendi il giudizio razionale. Interrogati sull’emozione che si cela dietro la sensazione di pesantezza nello stomaco o la fredda sensazione nelle gambe. Accogli tale emozione e permettile di esprimersi liberamente con “Vauṣaṭ“. Non attribuire valori di giudizio alla tua emozione; essa non è né positiva né negativa e non necessita di una giustificazione; semplicemente, lasciala fluire.

Noterai che, quando l’emozione si intensifica e le concedi il permesso di fluire senza restrizioni, come un fiume in piena, essa spazzerà via ogni pensiero, guidandoti verso lo stato di non-mente. È in questo preciso istante che si apre una breccia, un varco che collega la coscienza all’infinito, attraverso il quale fluiscono informazioni, energie e saggezze che trascendono il concreto. È allora che comprenderai la vera finalità della tua ansia: aprire un passaggio.

Affrontando l’ansia con pazienza, consapevolezza e fede, essa si trasforma in un potente strumento evolutivo, capace di portarti allo stato di non-mente, l’apice dell’esperienza. Questo attimo, benché effimero, si estende oltre il tempo, facendoti entrare in contatto con l’infinito. In quel momento, sarai inondato di informazioni ed energie che risveglieranno la tua unicità e diversità, invitandoti a valorizzarle come leve evolutive. È qui che scoprirai di possedere la forza necessaria per superare ogni sfida.

Dal confronto con l’ansia alla piena realizzazione di sé: un percorso di accettazione

L’emozione che giace al cuore della tua ansia, sia essa la paura della solitudine scaturita da esperienze di abbandono vissute nell’infanzia o qualunque altra, si trasforma nella tua sfida più significativa, divenendo uno strumento potente per la tua evoluzione personale e realizzazione. È noto che le divinità, come la dea della solitudine, mutano una volta raggiunto il loro scopo. Consentendo alla tua paura o solitudine di realizzare il suo fine evolutivo, essa non si ripresenterà nella stessa forma, aprendo la strada a nuove sfide, ma superando quella specifica. Questa trasformazione inizia riconoscendo l’ansia come un potente alleato, non come un disturbo da curare.

Affrontare questo viaggio non è semplice, benché sia un processo naturale. Per questa ragione, spesso è indispensabile avvalersi della guida di professionisti, quali coach o counselor immaginalisti, capaci di fornire supporto mirato in questo percorso. L’Immaginal Academy offre diverse opportunità, dal Coaching Immaginale al Counseling Immaginale, includendo pratiche di meditazione e Mindfulness ad Approccio Immaginale. La nostra scuola di mindfulness aderisce strettamente alla tradizione originaria del buddismo Theravada, onorandone le radici profonde.

Attraverso la mia esperienza in Sri Lanka, ho appreso l’importanza di esaminare il corpo non solo nei suoi aspetti generativi ma anche in quelli di dissoluzione, seguendo gli insegnamenti del Canone Pali e del Dhammapada. Questa metodologia ci guida a scrutare il corpo dall’interno, consentendoci di apprendere gradualmente a identificare sia gli elementi che lo alimentano sia quelli che concorrono alla sua dissoluzione.

Riconvertire l’ansia in energia: verso l’affermazione di sé

Le cellule del nostro organismo si rinnovano costantemente, alcune nascono mentre altre periscono; il metabolismo ci fornisce energia e nutrimento, mentre il catabolismo si occupa dell’eliminazione di scarti come feci, urine e tossine. Prestare attenzione sia ai processi di crescita che a quelli di declino del nostro corpo è cruciale per mutare l’ansia nel nostro alleato più potente, stimolando il risveglio delle nostre peculiarità e differenze. Al cuore di ogni timore – siano essi insicurezze, vulnerabilità, la paura dell’isolamento o il sentirsi incompleti – si trova il nostro rapporto con la fine e i processi di decomposizione del corpo.

La via per convertire l’ansia in una forza alleata è incredibile. Sono consapevole che non sia sempre semplice e che, frequentemente, ci sia bisogno dell’accompagnamento di un professionista, di una guida o persino di una comunità che condivida questo percorso. Nonostante ciò, esistono gli strumenti per intraprenderlo. Iniziare con la pratica del mantra “Vauṣaṭ” può essere di grande aiuto; questo mantra, ripetuto con intenzione, ha il potere di dissolvere gli ostacoli interni. Utilizzalo per permettere all’ansia di fluire liberamente dentro di te, affrontando con coraggio ciò che si cela dietro.

Ogni giorno, impegna te stesso a diventare più resiliente e vigoroso, poiché è attraverso la costanza che si fortifica l’esistenza. Emanuela, anche processi come l’esfoliazione della pelle traggono beneficio dal “Vauṣaṭ“, che risulta efficace nel dissolvere stasi e accumuli, comprese le cisti e le congestioni mucose. È essenziale, tuttavia, che la recitazione del mantra sia sostenuta da coraggio e fede; in assenza di questi, perde significato. È imperativo che tu scelga di valorizzare la tua individualità; il mondo tende costantemente a sopire, curare o reprimere ciò che ci distingue. Al contrario, devi abbracciare la tua essenza e guidarla verso il trionfo. Questo rappresenta il futuro.

Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco