Amo ergo sum

Settimo Chakra, Sahasrara: il loto dai mille petali e la mente che riceve

Sahasrara, il settimo chakra, è rappresentato come un loto dai mille petali che sboccia al vertice del cranio. Non è semplicemente un centro energetico: per Sri Aurobindo era già un’apertura verso i piani sovramentali, dimensioni di coscienza che trascendono la mente razionale ordinaria. Quando questo chakra si attiva, la mente cessa di operare solo attraverso l’analisi e il giudizio, e diventa ricettiva — aperta alla rivelazione, all’ispirazione, alla conoscenza che scende dall’alto piuttosto che essere costruita dal basso.

Smettere di cercare

Il paradosso del settimo chakra è che non si raggiunge cercandolo. L’apertura di Sahasrara è, nella sua essenza, una resa: smettiamo di volerci unire al divino e lasciamo che il divino si unisca a noi. Smettiamo di rincorrere la serenità, la chiarezza, l’amore, e li lasciamo arrivare. È l’esperienza che i mistici di ogni cultura hanno descritto come unione con il Tutto: la ierogamia all’ennesima potenza, le nozze alchemiche compiute.

In questo stato, la vita non è più una sequenza di problemi da risolvere ma una missione da compiere, istante dopo istante. Ogni momento acquista senso. Ogni incontro, ogni sfida, ogni perdita rivela il suo significato profondo nel quadro più grande del tuo cammino.

Il mondo come riflesso del cielo

Gli sciamani di ogni tradizione — dai siberiani ai nativi americani, dai tibetani agli aborigeni australiani — condividono una visione del mondo: tutto ciò che accade nella dimensione umana è il riflesso di dinamiche che si compiono nei mondi celesti. Le piccole e grandi battaglie della vita quotidiana, le crisi collettive, persino le guerre, sono l’eco di un’eterna lotta tra forze creative e forze distruttive che agiscono su piani più sottili.

Con il settimo chakra aperto, questa visione non è più una credenza intellettuale: è un’esperienza diretta. Vedi il tuo idolon — il Dio, la Dea, l’ideale che ti anima — e comprendi la tua missione. La tua anima è venuta qui con uno scopo preciso, e ora sai quale.

L’eidolon: il Dio che ti trova

Secondo la tradizione gnostica, ciascuno di noi è l’espressione di un ideale divino unico e irripetibile. Questo ideale — chiamato idolon dagli antichi — è il Dio o la Dea che ci anima. Ritrovare questo ideale, lasciarsi trovare da esso, è il significato ultimo dell’esistenza. È “ritrovare amore”: non come sentimento romantico, ma come libertà, verità, immortalità dell’anima.

Il settimo chakra è il luogo di questo incontro. Quando Sahasrara si apre, il tuo idolon ti trova — e da quel momento la serenità non è qualcosa che cerchi: è qualcosa che ti abita.

Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco

Selene

Attivista spirituale, fonda l’Associazione di Nonterapia e Imaginal Academy. Un approccio innovativo che regala una rivoluzione del metodo di pensiero.

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