Il sesto chakra, chiamato Ajna o “terzo occhio”, è il centro energetico situato tra le sopracciglia: il suo nome in sanscrito significa sia “comando” che “percezione” ed è il chakra attraverso cui percepiamo la vera natura della realtà e acquisiamo il potere di co-crearla. Qui si incontrano i due grandi canali energetici dello yoga — Ida (lunare, femminile) e Pingala (solare, maschile) — dando vita all’esperienza della non dualità, in cui gli opposti non si escludono ma coesistono.
Dalla visione oggettiva alla visione simbolica
Quando il sesto chakra si apre, il modo in cui percepiamo il mondo cambia radicalmente e la realtà non appare più come un insieme di oggetti solidi e separati, ma come un sistema di simboli: ogni evento, ogni incontro, ogni immagine rivela un significato più profondo. La parola greca simbolo deriva da symballo, “mettere insieme”: tutto ciò che accade nel mondo sensibile serve a metterci in contatto con una dimensione invisibile ma presente, il vero significato delle cose.
Con il terzo occhio aperto, gli eventi della vita non trovare il loro significato all’esterno: si colgono direttamente, con una lucidità immediata che precede qualsiasi analisi razionale. Vedi le energie che muovono le persone, i falsi miti e le ideologie che plasmano le masse, e distingui chiaramente l’ideale autentico (l’eidolon, il Dio che ti guida) dall’ideologia manipolatrice.
Immaginazione creativa e responsabilità
L’apertura di Ajna risveglia quella che le tradizioni tantriche chiamano immaginazione creativa, la capacità di dare forma alla realtà attraverso la visione interiore. Come insegna il tantrismo cashmiriano, tutta la realtà è “fatta della stessa sostanza dei sogni”, e il sognatore – tu – può guidare il sogno: è il potere dell’anima di plasmare il mondo attraverso immagini luminose e profonde.
Ma vedere con tale chiarezza porta con sé una responsabilità: non puoi più chiudere gli occhi. Non puoi fare finta di non sapere. Per questo, l’apertura del terzo occhio è un’iniziazione, un passaggio che richiede preparazione interiore, una pratica autentica e la trasmissione di una tradizione vivente.
Come si apre il sesto chakra?
Una delle pratiche più antiche per risvegliare Ajna è la meditazione sul respiro nel triangolo tra le narici e il terzo occhio, tipica del tantrismo cashmiriano: unisce Ida e Pingala, il maschile e il femminile interiore, portando gradualmente all’esperienza della non dualità. Un’altra via maestra è quella del matrimonio mistico – la ierogamia – l’unione interiore con il divino che si trova al cuore di tutte le grandi tradizioni spirituali: dall’unione di Shiva e Parvati nell’induismo, alla Sofia degli gnostici, ai canti d’amore dei sufi, fino al Buddha tantrico in unione con la sua consorte.


