In questa diretta del 25 gennaio 2025, Selene affronta il tema del risveglio della Kundalini, intesa come energia di natura sessuale e nervosa, rappresentata metaforicamente da un serpente in letargo avvolto alla base della colonna vertebrale. La sua attivazione consente di sbloccare i chakra, facilitando una profonda trasformazione dei vari aspetti dell’esistenza umana. Il risveglio della Kundalini non è prerogativa di chi pratica lo Yoga, ma è consigliato a chiunque si dedichi alla propria evoluzione spirituale e benessere psicofisico.
Per risvegliare la Kundalini è essenziale trascendere l’Io e coltivare uno stato di beatitudine interiore, aspetti resi possibili grazie a un approccio olistico che armonizzi la pratica energetica con la consapevolezza. Le sfide quotidiane vanno viste quindi come una manifestazione del desiderio profondo dell’anima e il desiderio di superare le barriere mentali. Questo processo può costituire una trasformazione incisiva e duratura, grazie a uno stato di coscienza adeguato.
Il Fascino del Risveglio di Kundalini: un viaggio attraverso i chakra
Da voi è sera ed è arrivato il momento di ritirarsi, di rilassarsi. Il momento ideale per parlare del risveglio di Kundalini, così come mi avete chiesto tramite i messaggi sui social e le email dirette alla segreteria. È un argomento interessante che, secondo me, può riguardare anche chi non pratica Yoga o chi non sa bene cosa sia la Kundalini. La Kundalini è l’energia nervosa a carattere sessuale che viene solitamente raffigurata come un serpente che dorme, avvolto in due spire alla base della colonna vertebrale, intorno al coccige. Il risveglio di questo serpente apre tutti i chakra, perché sale attraverso i chakra.
Cosa sono i chakra? I chakra sono le ruote della nostra energia psicofisica dove Kundalini, che all’origine è semplicemente energia nervosa a carattere sessuale, viene trasformata in tutte le varie possibilità umane.
A livello del primo chakra, che è il più basso e si trova nell’area del perineo e dello sfintere, Kundalini si esprime come forza guerriera e forza primitiva. L’uomo e la donna selvaggia, la fame primordiale, l’istinto di sopravvivenza. A livello del secondo chakra, situato negli organi genitali, Kundalini si esprime come emotività e anche come sessualità. Infatti, si dice che il secondo chakra sia abitato dallo spirito animale e dallo spirito del bambino interiore. Tutte le emozioni che abbiamo vissuto quando eravamo bambini non sono andate perdute, sono registrate qui, in quest’area del nostro corpo, che è morbida e non è protetta da una gabbia toracica. Poi, quando Kundalini sale ancora più in alto, nel terzo chakra, che è nell’area dell’ombelico, si esprime come potere di volontà. Infatti, si dice che nel terzo chakra risieda lo spirito del mago. Che cos’è la magia, se non l’arte di operare il cambiamento in conformità con la volontà? Per questo, nel terzo chakra c’è il mago. Più su, a livello del quarto chakra, che è al centro del torace all’altezza del cuore, Kundalini si esprime come potere di amare, capacità di innamorarsi, ma anche creatività. E il quarto chakra è anche la dimensione del maestro interiore, quindi ci sono ben tre personaggi psichici.
Nel quarto chakra, troviamo la dama, il cavaliere e lo spirito romantico, che interviene nell’innamoramento. Un po’ più in profondità, c’è il genio, lo spirito del genio, il genio della lampada, la creatività. Ancora più in profondità, c’è il nostro maestro interiore. Si dice che il nostro maestro interiore risieda molto in profondità dentro il chakra del cuore, è grande come il pollice di una mano ed è un bambino che ride.
Poi, a livello del quinto chakra, Kundalini si esprime come capacità di comunicazione. Si dice che nel quinto chakra ci sia lo spirito del drago. E sì, perché il drago rappresenta il potere dell’assertività, che vuol dire dire ciò che si deve dire senza sbottare e senza trattenersi. Così, il drago deve esprimere il proprio fuoco in modo equilibrato, senza esagerare – altrimenti brucia il suo obiettivo – ma senza neanche trattenere il fuoco, altrimenti implode. Questo è il potere dell’assertività. Più in alto ancora, nel sesto chakra, il terzo occhio, al centro tra le sopracciglia, Kundalini si trasforma in potere di visione. Infatti, qui si dice vi sia lo spirito dell’aquila, che è il simbolo della visione. Ovviamente, si parla di una visione sottile.
Poi, nel settimo chakra, il chakra della corona, alla sommità del capo, Kundalini diventa potere spirituale. È sempre la medesima energia, sessuale e nervosa a carattere sessuale, che è alla base del coccige e che, quando sale, si trasforma in tutti questi poteri. Quindi, capirai che risvegliare Kundalini è molto importante. Sri Aurobindo diceva che attualmente Kundalini sale negli individui facilmente fino al terzo chakra, però fare il salto dal terzo al quarto chakra è concesso solo a pochi. Non solo è un salto concesso a pochi, ma è anche un salto che porta dall’uomo al superuomo, come lo chiamava lui, o l’uomo dopo l’uomo, perché l’umanità attuale è a livello del terzo chakra, fissa lì, cioè al potere di volontà. Ma il quarto chakra è il chakra dell’amore, della vera creatività, del maestro interiore, dell’essere psichico. Bisogna conquistarlo. Se si riesce a far salire Kundalini al quarto chakra, si aprono questi poteri. Poi, se si riesce a farla salire fino al quinto, conquistiamo anche il carisma, la comunicazione assertiva; nel sesto, la visione; nel settimo, l’illuminazione. È chiaro che Kundalini sale e scende, perciò l’apertura dei chakra è a gradi di intensità diversi, varia da individuo a individuo, da momento a momento, da storia a storia. L’obiettivo è quello di risvegliare Kundalini con grande intensità, in modo da aprire tutti i chakra e sbloccare tutte le possibilità dell’esistenza in noi.
Oltre il Fisico: Il Risveglio della Kundalini attraverso la Coscienza e la Meditazione Esoterica
Lo yoga esoterico, a differenza dello yoga praticato in palestra, ha lo scopo di favorire la crescita personale attraverso un processo che include la meditazione. Tutti i percorsi di crescita personale autentici dovrebbero avere questo obiettivo. Tuttavia, non è sufficiente esercitarsi da un punto di vista energetico per risvegliare la Kundalini; è necessario anche agire su altri piani, quelli della coscienza. La Kundalini, pur essendo un’energia nervosa a carattere sessuale, è cosciente. Non dimentichiamoci di Satchitananda: “Sat” rappresenta l’esistenza, l’energia; “Chit” la coscienza; e “Ananda” la gioia. Questo concetto, che è già un mantra che rivela un segreto, indica che per risvegliare la Kundalini bisogna essere consapevoli e vivere in uno stato di gioia interiore, indipendentemente dalle circostanze esterne. Questa è la condizione del saggio. Quindi, per risvegliare la Kundalini è necessario fare un salto di coscienza, non limitandosi ad agire a livello energetico.
A livello energetico si agisce attraverso il controllo del respiro, i kriya, i mudra, i mantra e le asana. Un kriya in yoga è una pratica che combina questi elementi: controllo del respiro, mudra (gesto psichico), mantra (vibrazione) e asana (postura). L’obiettivo dei kriya è unire tecniche diverse che agiscano a livello fisico ed energetico. Questa è l’esperienza “figlio” nello yoga esoterico, ma è inutile senza l’esperienza “madre”, l’esperienza visionaria, ovvero la coscienza della visione.
La prima grande esperienza di coscienza che consente di risvegliare la Kundalini è il desiderio di superare l’ego, prendendo una ferma risoluzione di andare oltre il senso dell’io. La coscienza deve comprendere che il senso dell’Io è una struttura illusoria; l’Io e la mente sono essenzialmente la stessa entità, sviluppata dall’uomo per esercitare controllo e potere, meccanismi riduttivi che operano riducendo la realtà affinché la mente possa illudersi di avere il controllo. La mente analizza, divide, separa, a differenza dell’anima che aspira e risale. La Kundalini rappresenta l’anima, l’energia dell’anima. Si risveglia e aspira al proprio risveglio; è aspirazione, anima, desiderio.
L’aspirazione dell’anima: tra lotta quotidiana e il risveglio della Kundalini
La mente, descritta come una lama, si occupa di analisi. Anche Adler, il noto psicanalista, affermava che l’anima è caratterizzata da un’aspirazione ad emergere. Questa aspirazione può manifestarsi anche attraverso piccoli obiettivi quotidiani o piccole lotte di ogni giorno, che, seppur possano sembrare insignificanti, come il conflitto con un vicino per questioni banali, quali la posizione della pattumiera o un parcheggio privato, sono in realtà fondamentali per l’anima. Attraverso queste piccole lotte quotidiane, l’anima esercita la propria aspirazione ad emergere, mantenendo viva la Kundalini e aiutandola a liberarsi e a salire. Quando mancano queste lotte quotidiane, non si vive in uno stato di pace, ma piuttosto si può cadere nella depressione, specialmente con l’avanzare dell’età. La lotta è vista come una dimensione naturale e anche come espressione dell’amore, poiché amare implica una libera scelta di donarsi, una lotta contro le resistenze al donarsi.
L’amore, quindi, è lotta e natura, e la natura stessa è intrinsecamente legata alla lotta, come un albero che lotta per farsi strada nella foresta verso la luce. Tuttavia, questa lotta non ha lo scopo di distruggere l’avversario, un concetto che appare soltanto nell’essere umano con tragici esiti come i genocidi. La lotta nella natura non ha un vero perdente; ad esempio, un albero che non riesce a raggiungere la luce diventa dimora per licheni, erbe, animali, contribuendo alla creazione del sottobosco.
Il primo passo nel cambiamento dello stato di coscienza è riconoscere che l’Io e la mente sono legati all’analisi e al giudizio, dimensioni che vanno superate per risvegliare la Kundalini. Mente e senso dell’io agiscono come barriere che impediscono alla Kundalini di salire verso il chakra successivo. Solo superando queste barriere, quindi, è possibile il risveglio della Kundalini.
Superare le Barriere per il Risveglio della Kundalini: Tra Pratica e Consapevolezza
Quando la Kundalini incontra barriere, rimbalza indietro perché non riesce a superarle. È quindi fondamentale rimuovere queste barriere, un processo definito come “esperienza madre”. Se porti avanti un’esperienza “figlio”, ossia un impegno quotidiano nell’energia corporea, attraverso sforzi continui e costanti negli allenamenti per risvegliare l’energia della Kundalini, ma non compi un salto di coscienza che vada oltre l’io e oltre la mente, la Kundalini si alzerà e cadrà in un ciclo continuo, il che potrebbe persino manifestarsi negativamente anziché positivamente.
Ci sono molte meditazioni e metodi per superare l’Io e la mente. Abbiamo discusso di vari approcci nelle nostre dirette, disponibili anche su canali come Spotify, e nel libro “Guerrieri Immaginali“, acquistabile su Amazon o preferibilmente nelle piccole librerie per supportare i librai. Questo libro raccoglie le migliori dirette fatte durante il periodo del COVID, complete di un QR code per ascoltare le sessioni.
Una delle tecniche più basilari ed efficaci è quella di “aerare la mente”, un concetto che approfondisco nel corso di “Imaginal Academy“, attraverso la scuola di “Ikigai Mentoring“, una branca del Life Coaching Immaginale. Nel percorso Ikigai Mentoring, che si svolge attraverso due webinar online, spiego il processo di “hackeraggio” della mente e dell’Io. Questo processo consiste nel posizionare la coscienza al centro della relazione, senza identificarsi con l’osservatore o l’oggetto osservato, ma riconoscendosi nell’atto stesso dell’osservare o del gioire.
Ad esempio, se sto accarezzando il mio gatto e mi godo una bella giornata di sole con l’oceano sullo sfondo, la meditazione che va oltre l’io mi insegna a non identificarmi né con il corpo che accarezza né con l’essere che accarezza o viene accarezzato. Io sono l’atto puro dell’accarezzare. Questa tecnica di meditazione aiuta a deprogrammare la mente e il senso dell’io ed è estremamente utile per rimuovere tutte le barriere al risveglio della Kundalini, motivo per cui la consiglio vivamente a tutti.
Trasformare le sfide quotidiane in percorso di crescita e risveglio spirituale
Non lamentarti e non sentirti mai vittima delle piccole o grandi battaglie che affronti quotidianamente, come il vicino che non taglia la siepe o parcheggia nel tuo posto riservato, anche se ciò ti costringe a rivolgerti a un avvocato. Benedici queste situazioni perché rappresentano la condizione del guerriero. Può sembrare una lotta stupida, inutile, eppure non è così. Queste lotte non sono messe in scena dall’universo per essere stupide o inutili; l’anima, che è l’atto stesso dell’immaginare, immagina questi eventi perché ne ha bisogno. La vittoria o la sconfitta in queste lotte non è ciò che conta per l’anima; ciò che importa è il processo di lottare.
L’anima non si identifica né con te che desideri la vista libera né con il vicino che non taglia la siepe. Non si identifica nemmeno con te che possiedi il posteggio né con il vicino che lo occupa. L’anima trascende l’Io; non si identifica in un “Io” o in un “Tu”. L’anima è un principio universale, l’Anima Mundi, l’anima del mondo, e questa è la tua vera natura. Il senso dell’Io è illusorio, una costruzione mentale derivante dal desiderio di controllo e potere. Senza questo desiderio, l’io scompare. Tu sei l’anima del mondo, e in queste lotte, tu sei l’azione di lottare, perché sei amore. Abbiamo detto che la lotta è amore, e il tuo obiettivo non è far vincere una parte sull’altra o distruggere, ma esprimere l’aspirazione ad emergere che risiede nell’anima e risvegliare doti, talenti e capacità attraverso la lotta, che sono manifestazioni della Kundalini.
Benedire queste situazioni, chiamate talvolta “rogne”, è fondamentale. Spesso ricevo messaggi di persone che si lamentano continuamente delle difficoltà che incontrano nella vita. L’anima continua a generare queste sfide perché non vengono affrontate correttamente; non si utilizza l’opportunità offerta da queste situazioni per risvegliare e utilizzare le capacità dell’anima, gli eventi come occasioni di crescita e risveglio della Kundalini.
OMI
Le persone che rifiutano la lotta e il risveglio finiscono per subire, non rispondendo alle esigenze dell’anima. Di conseguenza, l’anima insiste inviando altre sfide, facendo sì che queste persone subiscano ancora di più, trasformandosi in vittime degli eventi generati dalla propria anima. Ricorda, l’anima del mondo è il soggetto dell’immaginare, e tu sei parte di questa anima universale. Gli eventi che viviamo sono le immagini proiettate dall’anima.
Per compiere il salto di coscienza necessario a risvegliare la Kundalini, dobbiamo “aerare” la mente. Questo si può fare praticando “OMI – One Minute Immersion” più volte al giorno, prendendoci un momento per riflettere sulle nostre azioni e dicendo a noi stessi: “Io non sono né X che agisce né Y che subisce l’azione. Io sono la pura azione.” Questa consapevolezza ci permette di percepire l’azione in modo più intenso, posizionandoci al centro tra X e Y e accettando di essere l’azione stessa. Questo approccio intensifica la nostra esperienza di vita, creando lo spazio affinché la Kundalini possa salire.
Il secondo grande salto di coscienza riguarda il benedire le nostre lotte quotidiane, grandi e piccole, che affrontiamo ogni giorno. Ora, ti offrirò una pratica molto efficace per risvegliare la Kundalini. Tuttavia, è importante che la Kundalini venga risvegliata in un organismo capace di tollerarla, quindi in uno stato di salute ottimale, con una corretta alimentazione, praticando yoga, e mantenendo un buon benessere fisico. Idealmente, la Kundalini dovrebbe essere risvegliata sotto la guida di un maestro, che non è necessariamente superiore a te ma qualcuno che ha già percorso questo cammino e conosce i rischi e le direzioni da prendere.
Esercizio di consapevolezza, come risvegliare Kundalini
Concludendo, un esercizio di consapevolezza, o “esperienza madre”, è cruciale, presupponendo che tu sia già impegnato in un’esperienza “figlio”, ovvero in un impegno energetico e corporeo attraverso la pratica dello yoga, possibilmente uno yoga sciamanico, e che stai lavorando sulla tua salute e benessere fisico. Questa è la base su cui costruire l’esperienza madre, la più efficace per fare questi due salti di coscienza.
Ti sei reso disponibile a dissociarti dal tuo Io, a non identificarti né con te stesso né con l’altro, ma a posizionarti nel mezzo, riuscendo a benedire piuttosto che subire le varie lotte quotidiane. Così facendo, non ti trovi più nella condizione di vittima. Questo stato si raggiunge quando sono presenti tre condizioni: un buon livello di esperienza “figlio”, cioè esperienza energetica e corporea; la disponibilità a superare il senso dell’Io; e l’uscire dal ruolo di vittima.
C’è una pratica straordinaria per risvegliare la Kundalini che coinvolge gli spiriti elementali: Terra, Acqua, Fuoco, Aria. Questi elementi sono potentissimi nel processo di risveglio della Kundalini, poiché la Kundalini stessa è intrinsecamente legata a questi elementi. La materia è energia: la Terra, il Fuoco, l’Acqua e l’Aria sono forme di energia, sono Kundalini.
La Kundalini non può risvegliarsi in modo permanente all’interno della gabbia dell’ordinarietà; se ciò accade, è un evento accidentale e il risveglio non sarà duraturo. La gabbia dell’ordinarietà è quella sensazione che le cose siano oggettive, indipendenti dalla nostra volontà di immaginarle. In realtà, gli eventi sono immagini dell’anima, e noi viviamo all’interno di queste immagini. Questa anima che immagina non è un principio individuale, ma l’Anima Mundi, l’anima del mondo, e tu sei parte di questa anima universale. Pertanto, la tua realtà è la tua immaginazione, è come un sogno: la tua realtà è percepita come se fosse vera, ma in verità è un sogno, un prodotto della tua immaginazione.
Se desideri risvegliare la Kundalini, devi farlo nello stato di coscienza associato allo stato di sogno. Se non sei cosciente in questo stato, il risveglio della Kundalini non sarà efficace; continuerà a salire e scendere senza stabilità, intrappolata nella “gabbia dell’oggettività”. Solo quando la coscienza compie un significativo movimento verso la comprensione dello stato di sogno, la Kundalini può risvegliarsi in modo definitivo e permanente, poiché questa comprensione porta alla dissoluzione della gabbia dell’oggettività.
Il metodo per risvegliare la Kundalini implica l’immaginazione degli elementi: terra, acqua, fuoco e aria, associati alle qualità di pesantezza e leggerezza, sofficità e durezza. Dovresti respirare profondamente, con esalazioni più brevi e intense rispetto alle inalazioni. Immagina una sensazione di pesantezza, come la terra, alla base del coccige; con ogni esalazione, spingi questa energia verso l’alto, trasformandola in leggerezza o durezza.
Successivamente, immagina l’acqua come un torrente in piena che, con ogni esalazione, sale, simile a un’altalena in cui il respiro cade e l’elemento acqua sale. Con il respiro che scende all’inalazione, ricordati di riempirti dal basso verso l’alto. Questa è la respirazione a vaso, dove inali riempiendoti dal basso verso l’alto e esali svuotando dall’alto verso il basso.
Per risvegliare la Kundalini, inizia con nove respiri, immaginando con ogni esalazione che la terra, rappresentata dalla pesantezza, salga e si trasformi in leggerezza. Poi, per altri nove respiri, immagina l’acqua che sale come un torrente in piena. Successivamente, con altri nove respiri, visualizza il fuoco che sale come una fiamma. Infine, per altri nove respiri, immagina l’aria che sale come folate di vento. Con ogni esalazione, mentre il respiro scende, visualizza la Kundalini che sale, rappresentata dagli elementi di terra, acqua, fuoco e aria, poiché la materia è energia e questi elementi sono espressioni della Kundalini.
Per risvegliare la Kundalini, è essenziale praticare sia nello stato di sogno sia in quello di veglia. Devi immaginare un luogo visto in sogno, idealmente la notte precedente per una maggiore chiarezza di memoria. Per esempio, se hai sognato la tua casa d’infanzia trasformata in un giardino al piano superiore, posizionati mentalmente in questo giardino e svolgi quattro serie di nove respiri, ognuna dedicata a uno degli elementi: terra, acqua, fuoco, e aria. Successivamente, immagina una situazione che la tua mente percepisce come reale, come un conflitto con un vicino per una siepe non tagliata, e anche in questo contesto, esegui le quattro serie di nove respiri per ciascun elemento.
Questa pratica, ripetuta costantemente due o tre volte al giorno per diversi giorni, è potentissima per il risveglio della Kundalini. La Kundalini si risveglia laddove lo stato di sogno e di veglia si fondono, permettendoti di comprendere che entrambi sono stati di sogno e che la materia, come la Kundalini, è energia.
È importante, però, intraprendere questo percorso sotto la guida di un maestro, specialmente se ti senti insicuro. Nel frattempo, puoi cominciare a riconoscere lo stato di sogno in cui vivi, ripetendoti più volte al giorno “sto sognando”. Questo aiuterà a sciogliere la gabbia che imprigiona la Kundalini. Ricorda, la Kundalini, una volta liberata, si risveglierà quando sarà il momento giusto. È un’energia consapevole e intelligente che non ti sopraffarà a meno che non sia risvegliata impropriamente o accidentalmente senza che tu sia adeguatamente preparato.
Infine, eventi come il parto possono risvegliare la Kundalini, a condizione che tu sia in uno stato di coscienza adeguato. Ogni risveglio è un’esperienza unica e irripetibile, simile alla natura che non produce mai due fiori identici. Pratica costantemente, poiché il cammino spirituale è un empirismo radicale che richiede esperienza diretta. Continua a praticare per trarne sempre maggior beneficio.





