Amo ergo sum

Trasforma la rabbia in forza creativa

L’insegnamento di Kali e dello Yoga Sciamanico per trasformare l’energia distruttiva in saggezza illuminata

Secondo l’insegnamento dello Yoga Sciamanico di Selene Calloni Williams, la rabbia non rappresenta un errore da correggere, ma un atto d’amore selvaggio verso sé stesse. È la chiamata di Kali, la dea oscura del tantrismo, che ci invita a pronunciare “no” dove abbiamo detto troppi “sì”.

Kali, nera come il mistero e selvaggia come la natura, non è solo distruttrice ma colei che dissolve le illusioni e recide i legami che impediscono la libertà. È la madre che fa rinascere attraverso il dolore, restituendoci alla nostra verità più profonda.

Nello Yoga Sciamanico, ogni emozione è considerata un’immagine viva, uno spirito portatore di messaggi. La rabbia parla con la voce della verità taciuta, delle volte in cui non siamo state ascoltate, viste o rispettate. Non va temuta ma onorata: se repressa diventa ombra, se accolta diventa rivelazione.

La trasformazione avviene attraversando la rabbia come un ponte di fuoco, non reprimendola né agitandola. È energia grezza che può diventare nettare se offerta al fuoco della consapevolezza. Il corpo diventa laboratorio di trasformazione, il cuore il crogiolo dell’alchimia emotiva.

Nel cosiddetto “Yoga del Calore”, la rabbia si trasfigura in saggezza irata. Le Dakini, danzatrici del cielo dal volto feroce, rappresentano aspetti dell’illuminazione che spezzano le illusioni. Quando una donna incarna la sua Dakini interiore, ogni gesto diventa atto di verità.

La pratica sciamanica suggerisce di fermarsi quando sale la rabbia, riconoscerla come messaggio personale, accendere una candela e immaginare Kali danzare nel ventre, lasciando che la sua spada recida ciò che non appartiene più. Tutto ciò che accettiamo si trasforma; tutto ciò che rifiutiamo persiste.

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Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco