Amo ergo sum

Amo ergo sum

SCW: «La felicità è di questo mondo e si può apprendere»

«Ti ho vista bellissima, delicata, meravigliata, e ho inteso che tutto ciò che è nuovo è incerto e fragile, deve lottare per sopravvivere e affermarsi. C’è sempre un periodo in cui il nuovo deve combattere con il vecchio, è nelle leggi di questo mondo. In quel momento le forze della quiescenza potrebbero vincere, e allora il nuovo dovrebbe ritornare da dove è venuto.»Una nonna, una figlia, una nipote. Tre generazioni, quelle di Bianca, Lisa ed Eva, il cui succedersi risulta dominato da una costante comune: la ricerca di sé, il cambiamento sottile e, al contempo, vulcanico che conduce alla scoperta del proprio potenziale e di quell’energia irrinunciabile che pulsa nelle nostre essenze.Un cammino spirituale in cui ogni donna – e ciascun essere umano – muoverà inevitabilmente alcuni timidi passi nel corso della sua esistenza, giungendo, talvolta, a “tappe” della propria interiorità ignote e ricolme di inedite sorprese. Ed è proprio un itinerario intimo e catartico quello si dipana ne “Il Bosco di Eva”, il nuovo romanzo della scrittrice e ricercatrice di successo Selene Calloni Williams edito da Edizioni Studio Tesi (Edizioni Mediterranee).

A fornire l’abbrivio a tale processo, una visione fugace di Eva: quella di una «bimba del futuro», capace di accogliere nella sua figura il compendio del «grande cambiamento» già intrapreso da Eva e dalle altre donne della famiglia, ossia la nonna Bianca e la madre Lisa. Sarà, dunque, la stessa Eva a parlare e incontrare metaforicamente questa figlia «lontana, ma già parte del nostro mondo», cui si rivolge mediante una lunga lettera che reca con sé i ricordi e le esperienze vissute dalle tre generazioni coinvolte, di cui sono riportate le lotte, le gioie, le conquiste e le vitalità che, da sempre e in maniera inconsapevole, annunciano, preparandolo, il suo arrivo.

Morgan K Barraco

Morgan K Barraco