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La stanchezza come soglia: rallenta!

La psicologa e insegnante spirituale invita a non combattere la stanchezza, ma ad attraversarla come un rituale di passaggio verso una presenza più autentica

4 Maggio 2026 Io Donna
La stanchezza come soglia: rallenta!

C'è una stanchezza che non si risolve con il riposo. Una nebbia interna che persiste nonostante il sonno, le pause, i tentativi di "staccare". È di questa stanchezza, diffusa, silenziosa, spesso fraintesa, di cui parla Selene Calloni Williams, psicologa, insegnante spirituale e fondatrice dell'Imaginal Academy, nel suo nuovo articolo pubblicato sulla sua rubrica Agorà per Io Donna.

Nel testo, intitolato "Come trasformare la stanchezza in ascolto attraverso il corpo", Selene propone una lettura radicalmente diversa di un'esperienza che molti affrontano come un problema da risolvere. Dal punto di vista della psicologia immaginale, disciplina di cui è una delle principali voci in Italia — la stanchezza non è solo una condizione fisiologica. È un'immagine, un gesto di verità del corpo che non dice non ce la fai, ma non così.

Attraverso un racconto autobiografico, SCW descrive il momento in cui ha smesso di chiedere al proprio corpo di funzionare e ha iniziato a chiedergli cosa volesse davvero. La risposta non è arrivata come pensiero, ma come movimento: lentissimo, impercettibile, capace di aprire una qualità diversa di presenza. Un'esperienza che ha poi sviluppato nel suo lavoro di ricerca e nel volume Yoga sciamanico, volontà senza paura.

Al centro dell'articolo c'è una proposta pratica quanto controintuitiva: muoversi dentro la stanchezza, non contro di essa. Gesti rallentati, quasi rituali, che trasformano il peso in profondità e la chiusura in ascolto. «La presenza non nasce dall'energia alta, ma dall'energia sensibile», scrive Selene. Una terza via rispetto al fermarsi del tutto o al forzarsi ad andare avanti.

L'articolo include un piccolo esercizio corporeo, muoversi come se si fosse sott'acqua: un invito a esplorare la stanchezza non come nemico da sconfiggere, ma come guida verso una forma diversa di vitalità: radicata, sobria, vera.

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