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Il segreto giapponese per abitare lo spazio sacro

22 Dicembre 2025
Il segreto giapponese per abitare lo spazio sacro

«Il Ma non è solo assenza: è presenza pura, un varco, un intervallo che permette allo spirito di manifestarsi», spiega l'autrice e sciamana, introducendo un concetto che sfida la nostra ossessione contemporanea per il pieno, per l'accumulo, per il riempire ogni spazio disponibile.

Nella cultura giapponese, il vuoto non rappresenta una mancanza ma una condizione necessaria affinché qualcosa di autentico possa accadere. Come in un giardino zen, dove ciò che colpisce non è la presenza delle pietre ma lo spazio tra una pietra e l'altra, il Ma diventa «un vuoto densissimo, una pausa tra due gesti, l'intervallo tra due respiri, il silenzio che precede una parola vera».

Viviamo in un mondo che teme il vuoto, dove riempire è diventato un riflesso automatico: riempiamo il tempo, le stanze, le agende, i pensieri. Ma Calloni Williams ci ricorda che «non c'è guarigione possibile senza il coraggio di creare uno spazio dove poter finalmente sentire». Il Ma diventa così una medicina antica: quando creiamo vuoto intorno a noi, accade qualcosa dentro di noi. Il corpo si regola, la mente rallenta, l'anima trova una soglia dove posarsi.

La pratica del Ma non richiede rivoluzioni: può iniziare da un angolo della stanza lasciato volutamente libero, da un ripiano essenziale, da un movimento lento. Ma soprattutto, il Ma vive dentro di noi: «È la pausa prima di reagire, il silenzio prima di giudicare, il respiro profondo prima di parlare».

«Ogni volta che creiamo Ma, stiamo dicendo allo spirito: "Puoi venire. Qui c'è posto"», conclude l'autrice, rivelando che il vuoto non è un'assenza ma un invito, la dimora dello spirito che attende di essere riconosciuto.

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