In questo nuovo articolo per la sua rubrica su Eticamente, Selene Calloni Williams sul ruolo centrale dei cani nella sua vita, descrivendoli come figure chiave nel suo percorso emotivo e spirituale. Fin dall’adolescenza, i randagi accolti in casa materna hanno svolto una funzione quasi magica: Lila, simile a un pastore bergamasco, era una confidente, mentre Alan incarnava una guida per superare sfide quotidiane. Trasferitasi in Sri Lanka per lavoro, incontra Jacqueline, una cagnetta randagia che la protegge dai pericoli, inclusi i cobra e un socio misogino. La morte sospetta di Jacqueline la segna profondamente, rafforzando la sua opposizione al perdono come concetto imposto, preferendo un’idea di giustizia equilibrata affidata al divino.
Tornata in Europa, i cani continuano a essere pilastri familiari. Mike, un Bovaro del Bernese, è affidabile al punto da trasportare i figli su uno slittino; Usa, un Bull Mastiff distruttivo ma amatissimo, e Zoe, un Sanbernardo maestoso regalatole, diventano simboli di amore incondizionato. La morte improvvisa di Zoe la traumatizza, ma l’arrivo di Aky, un Lhasa Apso visto come sua reincarnazione, e Oliver, un golden retriever vivace, confermano il legame trascendente con questi animali.
L’autrice sottolinea come il rapporto uomo-cane superi la compagnia fisica, divenendo una connessione spirituale. I cani offrono amore puro, riducono lo stress e favoriscono benessere emotivo attraverso meccanismi biologici come il rilascio di ossitocina. La loro sensibilità empatica aiuta a sviluppare consapevolezza interiore e resilienza, mentre la cura quotidiana insegna lealtà e responsabilità . Agendo come ponti tra mondo materiale e spirituale, i cani guidano verso una percezione più profonda della realtà , arricchendo l’esperienza umana. Il legame, dunque, si configura come un viaggio condiviso di crescita e elevazione reciproca.





