Amo ergo sum

Gemona: quando l’Archetipo della Madre si trasforma in Ombra

Una lettura in chiave di psicologia immaginale, un nuovo appuntamento della rubrica “Fare Anima”

L’omicidio avvenuto a Gemona del Friuli ha scosso l’opinione pubblica non solo per la brutalità dei fatti, ma per la complessa rete di relazioni familiari, inganni e fragilità psichiche che sembrano circondarlo. La cronaca racconta di Alessandro Venier, che sarebbe stato ucciso nella villetta di famiglia dalla compagna Mailyn Castro Monsalvo e dalla madre di lui, Lorena Venier. Dopo il delitto, il corpo sarebbe stato smembrato, occultato in calce viva e la sua assenza mascherata con una menzogna: Alessandro, dicevano, era partito per la Colombia. Si tratta di un’ipotesi al vaglio degli inquirenti.

Dai documenti ufficiali giunti dal Paese sudamericano sarebbe emerso che Mailyn, 26 anni, laureata in Psicologia, avrebbe sofferto da tempo di ansia, insonnia, paranoia, episodi depressivi e depressione post-partum. Una storia di fragilità che precederebbe l’arrivo in Italia e che si intreccerebbe con la tensione crescente nella casa di Gemona.


Oltre la cronaca: gli archetipi in azione

La psicologia immaginale ci invita a guardare oltre il dato fattuale, per cogliere i grandi temi simbolici e archetipici che prendono corpo negli eventi umani. Nel caso di Gemona, emergono con forza tre immagini primordiali.

1. La Madre Salvatrice che diventa Madre Demoniaca

La figura materna, archetipo universale di protezione e nutrimento, può, se ferita o distorta, trasformarsi nella sua ombra: la Madre Distruttrice. Lorena avrebbe agito, a suo dire, per “proteggere” Mailyn e la nipotina. Ma nella psiche, la linea tra protezione e possesso, tra cura e annientamento, può essere sottilissima. Quando l’archetipo materno viene posseduto dall’Ombra, il gesto d’amore si rovescia in gesto estremo.

2. L’Ingannatore e la costruzione di una realtà alternativa

L’ipotetico piano di nascondere il corpo e raccontare una storia fittizia agli assistenti sociali e al personale sanitario è la manifestazione dell’archetipo dell’Ingannatore (o Trickster). In psicologia immaginale, l’Ingannatore non è solo menzogna cosciente, ma forza psichica che plasma una realtà parallela per proteggere la mente dall’impatto del trauma e della colpa.

3. Il Sotterraneo: l’Ombra che non può emergere

Il possibile nascondimento del cadavere nella calce viva evoca l’archetipo del Sotterraneo, dell’occultato. Nella dinamica psichica, ciò che viene rimosso e sepolto non scompare: fermenta nell’inconscio. Qui, l’occultamento materiale diventa metafora dell’occultamento psichico: un tentativo di sottrarre all’occhio (interno ed esterno) la verità inaccettabile.

Dal mito alla clinica dell’anima

Queste immagini archetipiche trovano corrispondenza nei miti: la Madre che divora i figli (Ecate nella sua veste oscura, la Kali distruttrice), il Trickster che confonde il mondo (Ermes, Loki), gli Inferi dove le verità inconfessabili vengono nascoste (Ade).

In terapia immaginale, il riconoscimento dell’archetipo è già un atto trasformativo: nominare il mito che ci abita è il primo passo per non esserne dominati.

Nel caso di Gemona, le protagoniste sembrano essere state possedute da un “dramma interiore” che ha trovato nel teatro familiare e domestico la sua scena. La possibile malattia mentale di Mailyn, le dinamiche di potere e protezione, la presunta simbiosi madre-nuora avrebbero creato una camera di risonanza in cui l’archetipo ha potuto agire con potenza incontrollata.

Una lezione per la coscienza collettiva

L’invito, per chi osserva da fuori, non è quello di giustificare o assolvere, ma di riconoscere che dietro le tragedie più atroci si muovono forze psichiche antiche e impersonali. Nella visione immaginale, ogni atto estremo ci riguarda, perché parla di un potere dell’Ombra che abita in potenza ciascuna psiche.

Portare coscienza a questi archetipi non significa legittimare il male, ma evitare che la sua energia si scateni in forme distruttive. Significa anche interrogarsi su come la comunità, la famiglia e i servizi possano riconoscere per tempo i segni di un’archetipo in ombra, prima che diventi cronaca nera.

Formula meditativa

“Riconosco l’archetipo che mi attraversa.
Lo guardo negli occhi e lo nomino.
Così la sua ombra perde il potere di agire al posto mio.”

Domanda guida

Quale immagine antica sta agendo, silenziosa, nei sotterranei della mia psiche, e come posso illuminarla prima che diventi destino?

Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco