Alcune relazioni arrivano nella nostra vita con abiti molto discreti: amore, amicizia, fedeltà, senso del dovere, persino protezione. Eppure, se impariamo ad ascoltare il corpo, qualcosa comincia a parlarci: un irrigidimento quando arriva un messaggio, una contrazione prima di un incontro, una perdita di energia dopo una telefonata, un respiro trattenuto in presenza di una persona.
Il corpo possiede una sincerità antica: arriva prima della mente, conosce la verità prima che riusciamo a formularla.
Le relazioni tossiche spesso iniziano come un progressivo allontanamento da noi stesse. Nella mitologia greca esistono le Sirene: creature affascinanti che portavano i marinai a dimenticare la rotta con il canto, con la seduzione, con il fascino. Allo stesso modo, certi campi relazionali ci portano a ridurre i nostri desideri, a modificare il nostro comportamento, a impoverire l'energia vitale. La tossicità abita il campo relazionale che si crea — fatto di dipendenza, paura dell'abbandono, antiche ferite che cercano guarigione.
Riconoscere tutto questo richiede innanzitutto la capacità di osservare se stesse. Nel mio nuovo libro Risveglia la tua mente, dedicato alla meditazione quotidiana, descrivo proprio questo percorso: osservare il corpo, le emozioni, i pensieri e i modelli interiori con presenza e chiarezza. Quando osserviamo profondamente, scopriamo che certe relazioni continuano a esistere perché custodiscono un'antica immagine di noi stesse, la bambina che vuole essere amata, la donna che teme la solitudine.
La relazione tossica diventa allora uno specchio prezioso: mostra la parte di noi che ancora domanda guarigione. La domanda da porsi è questa: chi sto diventando dentro questa relazione?