Alcune catene sono fatte di parole. Ogni giorno, ripetiamo delle formule che appartengono a una cultura patriarcale, come “uomo” per intendere “umanità”, “padreterno” per il divino, “essere isterica” per sminuire un’emozione. In questo modo con ogni parola, ci spinge a creare un’alleanza con l’archetipo maschile dominante.
Liberarci dal patriarcato è una trasformazione interiore e linguistica. Il linguaggio rappresenta il respiro della mente collettiva e implica cambiare il modo in cui pensiamo, amiamo, creiamo.
Selene Calloni Williams ne parla nel nuovo articolo per la rubrica Agorà su iO Donna. La scrittrice ci parla della sua vita nel bosco, dove “sento che le parole si ritirano come onde”. Il linguaggio della natura le ha insegnato di nuovo a parlare, grazie al potere evocativo degli alberi. La natura ci insegna che il linguaggio nasce per appartenere, come ha sottolineato anche nel suo libro Shinrin Yoku, l’immersione nei boschi.





