Amo ergo sum

Perchè impressioni di altre vite possono guarire il tuo presente

Data diretta: 19 Febbraio 2024
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Nella diretta del 19 febbraio 2024, Selene ci parla di Nirvana, vera conoscenza e viaggi astrali. Per riuscire a fare il “salto” occorre agire attraverso le pratiche spirituali, come le regressioni alle vite passate e la meditazione. Al centro dell’argomento del giorno troviamo la fede e l’amore, inteso come FedAmore: grazie a esso, visto come strumento,, si possono comprendere concetti profondi a livello spirituale, come la non esistenza.

Ricordiamo poi il mito di Amore e Psiche: il simbolo di come la fede sia cruciale per vedere l’invisibile.

Impressioni di vite lontane: illusione o realtà?

Oggi vi voglio parlare di un argomento che sto trattando anche nelle scuole dell’Imaginal Academy: perchè vedere immagini, avere impressioni, più che altro di vite passate o di vite future. La regressione alle vite passate, la progressione alla vita futura, ti può essere di aiuto perché avere impressioni di vite lontane. Queste vite sono esistite veramente? Sì/no? In realtà queste sono domande che non dovrebbero essere fatte. Che cosa è vero e che cosa non è vero ci allontana dalla verità che tutto ciò che ci accade è sogno, illusione, poiché viviamo in un moncdo simbolico. Quindi, se quello che ci accade nella nostra quotidianità è sogno, è immagine, è proiezione, come possiamo pensare che le vite passate siano esistite veramente o che lo saranno quelle future?

Oltre il visibile: fede e realtà nelle vite passate e future

Potremmo chiederci se queste immagini hanno più o meno realtà della vita attuale e la risposta è no. Non sono necessariamente più reali della vita attuale perché tutto è sogno, immagine, proiezione. Detto questo, noi riusciamo sempre, in qualche modo, ad agganciare impressioni che ci aiutano in questa vita. Le impressioni che noi abbiamo quando viaggiamo nelle vite passate, nelle vite future, non sono mai casuali ma sono sempre quelle di cui abbiamo bisogno per guarire questa vita e, ovviamente, anche se sono immagini, sogni, apparizioni, non sono reali.

Vedere l’invisibile è una questione molto difficile perché vedere l’invisibile vuol dire avere fede, sapere che c’è e avere fede nel fatto che c’è. Vedere l’invisibile è una questione di fede. E ce lo dice bene il mito di Psiche e Amore. Psiche era quella famosa fanciulla che aveva tutto perché era amata dal più bello di tutti gli dei, Amore. E però lui le aveva posto una condizione: “Io ti amerò al buio. Di notte tu non mi potrai mai vedere.” Viene poi convinta dalle sorelle invidiose – che rappresentano la sua stessa mente, la mente che dubita sempre di tutto – che le dicono: “Ah, ma sei sicura che questo che ti ama di notte, al buio, non si fa mai vedere e poi ti concede ogni cosa, ogni cosa che vuoi durante il giorno, sia davvero un dio? E se fosse che è il demonio?” E così Psiche accende il famoso lume una notte mentre lui le dorme accanto e vede che si tratta del più bello di tutti gli dei, comprendendo così la sua immensa fortuna. Tuttavia, lo perde proprio in quel momento in cui accende la luce: quel gesto porta in essere un’ombra che prima non c’era e così perde Amore. Quindi, vedere l’invisibile, essere in relazione con il dio vuol dire sapere che c’è e avere fede nel fatto che c’è, senza bisogno di vederlo.

Oltre le immagini: insegnamenti di meditazione e la ricerca dell’invisibile

Ricordo il mio maestro, il venerabile Gata Thera e un Full Moon Day, un giorno di luna piena, una festa nazionale in Sri Lanka. Tanti fedeli ci raggiungevano per ricevere gli insegnamenti sulla meditazione dal maestro. Mi ricordo che un giorno hanno fatto una meditazione importante e molti avevano visto immagini particolari di tutti i tipi e quindi raccontavano di queste immagini che avevano visto durante la meditazione. Io mi sono sentita un po’ così, sai, quella dell’ultimo banco, che non aveva vista nulla. E quindi ho detto: “Non ho visto nulla”. E il maestro ha detto: “E certo, è bene, è questo che si vede a occhi chiusi: nulla”. Allora ho detto: “E allora tutte le immagini, tutte le impressioni?”. “Tutte chitta maya”, ha detto lui, “Chitta” vuol dire inganno della coscienza. Se le immagini che vedi durante il giorno sono chitta, inganno della coscienza, se le immagini che vedi durante il sonno, nei sogni, sono chitta maya, inganno della coscienza, perché mai le immagini che vedi in meditazione o in una regressione non dovrebbero esserlo? Tutto è inganno della coscienza. Allora che cosa vuol dire vedere l’invisibile? Che cosa vuol dire veramente regredire alle vite passate, progredire alle vite future? Che cosa vuol dire entrare in contatto con la divinità nella meditazione? Vuol dire sapere che c’è e avere fede nel fatto che c’è, vuol dire sapere.”

Incontri astrali e la realtà dell’invisibile

Fra pochi giorni faremo un seminario sul viaggio astrale: è molto importante perché essere capaci di incontrare i maestri in astrale è qualcosa che può aiutare molto nel proprio percorso. Cosa vuol dire incontrare i maestri in astrale? Cosa vuol dire andare nelle accademie astrali e, ugualmente, cosa vuol dire regredire alle vite passate, avere impressioni di vite passate o progredire alle vite future, avere impressioni di vite future? Che cosa vuol dire, in meditazione, avere impressioni?

Tutte le impressioni che hai, tutte le immagini che vedi, sono chitta maya, inganno dei sensi. Quello che conta, quello che devi ritenere quando veramente puoi dire di aver visto l’invisibile, è quando, ritornando dal viaggio, sai. E questo sapere è un sapere che non si riferisce mai a nulla in particolare. Perché, in verità, non c’è nulla; tutto è inganno, immagine, apparizione. Quindi questo sapere non si riferisce a una cosa in particolare, come “compro quella casa?” No, perché è un inganno; quella casa è un’illusione, non esiste veramente. “Come trovo l’uomo della mia vita?”. No, perché anche quell’uomo è un inganno, un’illusione, non esiste veramente. “Come cambio lavoro?”. No, perché quel lavoro è un inganno della coscienza, chitta maya. È un sogno, stai sognando, non esiste veramente.

Allora, questa conoscenza che hai quando vedi l’invisibile, non si riferisce a nulla in particolare. È uno stato d’essere che si manifesta in tutte le cose, non in una cosa particolare ma in tutte le cose. Vedere l’invisibile vuol dire sapere che c’è e avere fede nel fatto che c’è. Quindi, hai la conoscenza, hai una conoscenza che prima non avevi, ma non è una conoscenza che si riferisce a qualcosa in particolare. Per cui, non è corretto dire “hai una conoscenza”; si dovrebbe dire “c’è una conoscenza che non si riferisce a nulla in particolare”. E questa conoscenza è fede, è uguale alla fede. Allora puoi dire di avere viaggiato. Allora puoi dire di essere stato in una vita passata. Allora puoi dire di essere stato in una vita futura. Allora puoi dire di essere stato in astrale e di aver incontrato i maestri, i maestri nelle dimensioni sottili, di essere andato in un’accademia astrale. Se no, è tutto inganno dei sensi.

Oltre l’inganno: la sfida di vedere l’invisibile

Ora, io non vedo perché la gente si diverta vivendo una vita ingannevole. In più, si diverte a fare regressione alle vite passate, andando a prendere suggestioni che pure sono inganni. Cioè, a che cosa serve? Non ne abbiamo abbastanza degli inganni della quotidianità? Desideriamo anche gli inganni delle vite passate? No, vedere l’invisibile vuol dire sapere che c’è e avere fede nel fatto che c’è. È difficilissimo, non dico che sia facile. Perché altrimenti lo farebbero tutti. Non è facile, è semplice perché è una condizione naturale vedere l’invisibile, però non è facile in virtù del fatto che abbiamo una mente. E la mente, nel mito di Psiche e Amore, è rappresentata dalle sorelle. Queste sorelle che rompono: “Ma sei sicura che questo qui che ti ama di notte, al buio, non si fa mai vedere e poi ti dà tutto quello che vuoi di giorno, sia veramente un dio? E se fosse il demonio?” Quindi, la mente, che divide il bene dal male, il giusto dallo sbagliato, il vero dal falso, questa mente è un disastro, ci rende succubi della paura. E quando siamo succubi della paura, siamo suggestionati dalla nostra stessa paura.

Oltre il delirio: la mente e il potere della suggestione

Ma voi vi rendete conto di cosa è successo in Italia qualche giorno fa? C’è una notizia di cronaca pazzesca che, cioè, ho dovuto andare a cercare diverse fonti perché, appena l’ho vista, ho detto no, non è possibile, non può essere successo. Un padre di famiglia ha sterminato la sua famiglia per esorcizzarle dal demonio, perché pensava che fossero posseduti dal demonio, con l’aiuto di due complici, assatanati anche loro di spiritualità.

Cioè, in pieno delirio, e questo però non è giusto definirlo delirio mistico. Queste persone credevano che la moglie di lui e i due figli fossero posseduti dal demonio; li hanno prima torturati per far uscire il demonio e poi uccisi. Ecco, capite dove ci può portare la mente? Quando le sorelle, cioè la mente, dicono a Psiche: “Ma sei sicura che questo qui che ti ama di notte, al buio, e non si fa mai vedere e ti concede tutto di giorno, sia veramente un Dio? E se fosse che è il demonio?” Capite fino a dove può portarci la mente?

Allora, la mente è in grado di dimostrare tutto, il contrario di tutto, simultaneamente. La mente ci suggestiona e attraverso questa suggestione del male, la suggestione del male. Terribile. La suggestione del male è il male stesso, la suggestione dell’inferno è l’inferno stesso, la suggestione del demonio è il demonio stesso, e chi ti suggestiona? La mente.

La mente, al di là di questa suggestione, non esiste nel male, nel bene, nel buono, nel cattivo; esiste solo la Chiara Luce, esiste solo l’amore, al di là di questa suggestione. Quindi, è la suggestione del male che porta in essere il male, è la suggestione del demonio che porta in essere il demonio, è l’idea che qualcosa possa nuocerci che porta in essere la malattia.

Oltre le suggestioni: la visione di Aurobindo sulla salute

Ecco perché Aurobindo diceva in quel famoso aforisma, che pochi capiscono, estremamente provocatorio: “L’umanità era naturalmente sana prima che la scienza medica la riempisse di orde di microbi voraci e tremendi e di malattie di ogni genere.” Estremamente provocatorio, però, insomma, è anche fondamentalmente vero, perché è l’idea che qualcosa possa nuocere, l’idea del male, che porta in essere il male. Prima che nella mente si creasse l’idea della malattia, la malattia non esisteva. È chiaro, perché, primo, noi siamo narrazione e, quindi, se una cosa non ce la narriamo, questa cosa non esiste. E secondariamente, perché il male, la suggestione del male, è essere suggestionati dall’idea che il male esista.

Quindi, ragazzi, vogliamo lasciare andare queste suggestioni una volta per tutte. Sono della mente. Allora, io mi dico, ma se uno è già suggestionato nella sua quotidianità, che bisogno ha di andare a fare regressione alle vite passate, viaggi nel futuro, viaggi in astrale, per andare a trovarsi altre suggestioni? Ma dai, non ha senso. Devi andare a viaggiare fuori dalla mente per liberarti dalle suggestioni, non per andare a trovarti altre suggestioni in altri mondi. Fare diversamente vuol dire rimanere dentro la mente.

Oltre le suggestioni mentali: il viaggio astrale secondo Michael Williams

“No,” dice, “Ah, sai, ho viaggiato in astrale”. Hai viaggiato in astrale, un corno! Hai viaggiato dentro le suggestioni della tua mente.” Ecco perché il mio maestro, grande maestro di yoga sciamanico, Michael Williams, l’uomo di cui porto il nome per una questione di lignaggio, si riferiva al viaggio in astrale non come OBE (Out of Body Experience), ma come OMBE (Out of Mental Body Experience). Cioè al di fuori del modello mentale di corpo, non al di fuori del corpo, ma al di fuori del modello mentale del corpo, perché sennò resti sempre dentro la mappa mentale. Che senso ha? Allora, dove vai alla fine? Da nessuna parte. Quindi, tutte quelle suggestioni che ti occorrono, che ti succedono, hanno lo stesso grado di realtà, di realismo, della quotidianità. Cioè zero. Se vuoi andare fuori da lì, cosa c’è fuori da lì? Niente, niente c’è fuori da lì, il nulla, la vacuità, ah, la pace, il vuoto. Questo vuoto che non è niente, è la volontà di esistere; quindi, non esiste, è non esistenza. Tutto ciò che esiste è illusione; ciò che non è illusione è la non-esistenza, come dicono gli sciamani.

La non esistenza come vera esistenza dell’Essere

L’avete letto il mio libro, “Iniziazione allo Yoga Sciamanico,” che alla fine riporta tutti i rituali della non-esistenza?

Praticate i rituali della non esistenza. La non esistenza è ciò che esiste veramente, cioè la volontà di esistere, il desiderio di esistere che è il desiderio di darsi, di offrirsi. Perché esistere vuol dire esistere per la morte, e quindi è volontà di darsi, di offrirsi. Questa è l’esistenza vera, la volontà di darsi. Ecco perché è non esistenza, perché quando vai a cercare di prenderla, non c’è, non esiste, è vacuità. È vacuità perché il desiderio di darsi è amore, è amore. L’unica cosa che esiste veramente è l’amore, ma l’amore è non esistenza perché è desiderio di darsi, di offrirsi, e quindi se vai a prenderlo, non c’è, non c’è, non c’è. È il famoso “un uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume” di Eraclito.

Quindi, che cosa c’è al di là di tutte queste suggestioni, impressioni che hai nella quotidianità e che poi, quando ti metti a meditare, a viaggiare in astrale, nelle vite passate, di nuovo hai suggestioni, impressioni, e quando dormi che dici: “Ah, finalmente, abbandono la mente, entro nel sonno, dormo,” e di nuovo, suggestioni, sogni? Cioè, quando tutto questo marasma di suggestioni, di impressioni, di chitta maya, inganno della coscienza, si spegne, quando vai fuori di lì, finalmente vai al di là, che cosa c’è? Nulla, che non è niente, il vuoto, che non è niente, è il puro desiderio di esserci, inteso come volontà di darsi, è amore.

E l’amore è l’unica vera forma di conoscenza. Si può conoscere solo attraverso l’amore. Non esiste un’altra conoscenza. Esiste chitta maya, l’inganno della coscienza, l’inganno della mente, e lì dentro poi c’è di tutto. No, tutti calcoli della mente, tutte le sue teorie, le sue credenze, le sue analisi.

Viaggio astrale: oltre le impressioni alla vera conoscenza

Ma la vera conoscenza sta al di là, è amore. Perciò, quando realmente viaggi, quando compi veramente un viaggio astrale, esci dalla mente, esci dalla mappa mentale della realtà, lasci il “chitta”, il mondo dell’illusione della coscienza, e ciò che ti accade non è che tu riceva impressioni, poiché non ci sono più le impressioni nel modo in cui comunemente si intendono; ottieni conoscenza, che è qualcosa di diverso. Ecco perché chi ha realmente effettuato un viaggio astrale o è stato in una vita passata, al suo ritorno, non avverte mai il bisogno di parlare, di raccontare, di chiedersi cosa significhi ciò che ha visto. Sa che ciò che ha ottenuto è conoscenza e quindi non necessita di elaborare, di parlare, di analizzare. La conoscenza non si analizza, si possiede e basta. Questa è la vera conoscenza.

Ecco perché il viaggio astrale o nelle vite passate è così significativo; in fin dei conti, è sempre lo stesso viaggio. Dipende solo dalla destinazione, che però varia, ma tutte le destinazioni portano alla conoscenza, e puoi dire di aver veramente viaggiato quando sai, semplicemente sai.

Chitta maya, torni dal viaggio senza nulla, ma nei giorni, nelle settimane, nei mesi successivi, addirittura negli anni successivi, non sei più lo stesso di prima, perché sai, sai ciò che prima ignoravi, qualcosa in te è cambiato per sempre, poiché la conoscenza, la vera conoscenza, è qualcosa che ti trasforma profondamente.

Tra sogno e realtà: la visione di James Hillman e Naropa

Ecco, questo è il viaggio e questo è quello che vale la pena di fare, assolutamente. Ma i sogni notturni, quindi, pensi non sono uno strumento prezioso per guidarci nella vita? No, assolutamente, mi chiede Roby. Ho letto un messaggio; no, lo diceva sempre anche il grande Hillman, James Hillman: guai ad analizzare i sogni. Cioè, svegliarsi al mattino con un bellissimo sogno e chiedersi che cosa voglia dire. Tutto questo è fornire ad Ade il pretesto per chiuderci i cancelli del suo regno. Quando analizziamo i sogni, Ade si perturba, si arrabbia. E quando sogniamo, non siamo liberi? No, tesoro, lo stato di veglia e lo stato di sogno sono ugualmente stati di ipnosi.

Infatti, il grande Naropa, diceva sempre che lo yogin, il praticante di Yoga sciamanico dovrebbe sempre, prima dell’inizio della sua giornata, rivolgersi al suo maestro interiore e dire: “Maestro, sto per affrontare una nuova giornata. Ti prego, aiutami in questa giornata a riconoscere lo stato di sogno: sto sognando, sto sognando, sto sognando.” Ma anche la notte, prima di addormentarsi, lo yogin dovrebbe rivolgersi al suo maestro dicendo: “Maestro, sto per addormentarmi. Mi rendo conto che, nello stato di sonno, potrebbe essermi molto più difficile riconoscere lo stato di sogno. Ti prego, maestro, aiutami a riconoscerlo, riconoscere sia di giorno sia di notte, sia quando sei nello stato cosiddetto della veglia sia quando sei nel cosiddetto stato del sonno, che stai sognando, stai sognando. È chitta maya, è inganno della coscienza, non è reale.”

E infatti, il Bardo Thodol (Bardo Tösgrol), il Libro Tibetano dei Morti, poi ci dice che il morente è chiamato a fare esperienza della luce chiara, che è l’unica reale natura di tutte le cose. Tutte le cose sono luce chiara e, nella morte, la luce chiara si manifesta. La luce chiara è il simbolo della verità. Quindi, il morente è chiamato a fare esperienza del fatto che tutto ciò che ha vissuto in vita è stato solo come se fosse vero; in realtà, è stato un sogno, un’immagine, una proiezione. Allora, se la tua vita è stata un’immagine, vuoi che non lo sia quello che vedi nei sogni o in meditazione? Certo che lo è.

Nirvana: oltre le impressioni alla vera conoscenza

L’unica verità è fuori da lì, è la cessazione di tutte le impressioni, e questo è quello che i buddhisti chiamano Nirvana. La parola Nirvana vuol dire estinzione o cessazione ed è quello stato in cui tutte le impressioni cessano, finiscono. E allora lì hai accesso alla vera conoscenza, di cui tutto è semplicemente metafora. L’accademia in astrale, i maestri astrali sono metafore.

Ma se tu non comprendi la dimensione metaforica dell’universo, se tu non comprendi che tutto è metafora, tutto è simbolo, e che non c’è nulla di reale, allora veramente viaggiare in astrale diventa difficilissimo e anzi anche fonte di frustrazione. Perciò, bisogna prepararsi bene, è una cosa da fare bene, con le dovute conoscenze. Vedo che mi state facendo un sacco di domande, e l’Io dove va a finire? L’Io è la mente, quello che filosoficamente parlando chiamiamo mente, psicologicamente parlando chiamiamo io, è il contenitore di tutte le illusioni ed è illusione esso stesso. Perciò, svanisce come svanisce la mente.

Mi viene in mente il film di Troisi, il postino, che dice che tutto è metafora, esattamente. Claudio, tu è tanto che non sogni? Non è segno di niente, semplicemente prendi atto di questo. So che è da tanto tempo che non sogno. Questo rinunciare ad analizzare l’esistenza, rinunciare ad analizzare le immagini, rinunciare ad analizzare gli eventi è il grande segno della spiritualità. Non analizzo.

Oltre le metafore: alla ricerca del divino

Capite, dire che tutto è metafora, dire che tutto è simbolo, non vuol dire dire che significhi qualcosa. La parola simbolo viene dal greco “symballo”, che significa mettere insieme, unire. Dire che tutto è metafora e tutto è simbolo vuol dire che serve a unirci a qualcosa, alla verità, alla libertà, e che è il divino. Quindi, il simbolo non va analizzato. Dì a te stessa, a te stesso: “Emaho, meraviglia, ho fede. Ho fede in quello che accade, non lo analizzo, non lo giudico.” Altrimenti diventi il creatore dei tuoi mali. Perché a furia di giudicare e di analizzare, crei il bene e il male, e poi il male ti rincorre e ti perseguita. Se invece tu riesci a stare nell’atteggiamento spirituale, l’atteggiamento spirituale è l’atteggiamento del non analizzare, non giudicare. È la pura consapevolezza, scevra da analisi. “So che, so che, so che ho fatto un sogno, so che non sto sognando da tanto tempo quando dormo, e, ma oh meraviglia e magia, ma non vuol dire questo, vuol dire quello. E perché, senò, sono nella mente, senò sono dentro nella mente. L’universo non vuol dire qualcosa, è pura bellezza, è amore. L’amore non ha un significato, è darsi.”

Quindi, quando tu hai impressioni, suggestioni, tu prendi: “Io ho questa impressione, io ho questo sogno, io ho questa suggestione. Prendi, prendi.” Quando entri nel Nirvana, che cessano tutte le suggestioni, è quello il momento in cui ti dai, la mente, l’Io si dissolve. E allora entri in contatto con il divino, che poi è tutto ciò che ancora ci resta da conoscere, e sai, e sai. E allora si può dire che hai fatto il viaggio. Le accademie astrali, le carte dei Nat, qualcuno mi ha chiesto: “Allora, quando usi le carte, le immagini degli antenati, sono tutti espedienti, cioè simboli, non vanno analizzati, servono a metterci in contatto con l’invisibile. Ma vedere l’invisibile significa sapere che c’è e avere fede nel fatto che c’è, perché vedi l’invisibile solo quando si estinguono tutte le impressioni. Perciò, fintanto che ci sono delle impressioni, non stai vedendo l’invisibile, sei nel mondo della metafora.” Ora, ci sono metafore che servono a rinforzare l’io e a rinforzare la mente, e ci sono invece metafore che servono a condurti verso il Nirvana, quindi a dissolvere l’Io, a dissolvere la mente.

In quanto tali, tutti gli insegnamenti dei maestri sono metafore che puntano al Nirvana, all’estinzione delle impressioni, alla conoscenza. Le metafore del mondo, invece, che si basano tutte sul senso dell’analisi, della discriminazione, del giudizio, del bene, del male, del vantaggio, dello svantaggio, del buono e del cattivo, ecco quelle, invece, rinforzano l’Io, rinforzano la mente. Perciò, tutto è simbolo, tutto è metafora, e però ci sono metafore spirituali che hanno lo scopo di dissolvere l’illusione, aiutarti a dissolvere l’illusione, e metafore invece materiali, mentali, egoiche, che rinforzano l’illusione.

Vedere l’invisibile: la conoscenza

Quando vedi l’invisibile, tutte le metafore svaniscono perché vedere l’invisibile è la cessazione di ogni impressione. Ecco, questo ti aiuta tantissimo, questo sì che ti aiuta tantissimo. Anche una sola frazione di secondo in cui tu vedi l’invisibile, grazie a una meditazione profonda, a un viaggio in astrale, a una regressione alle vite passate, anche solo una frazione di secondo in cui tu vedi l’invisibile, in cui si estinguono tutte le impressioni, ecco, è una grazia, è un tesoro immenso che può aiutare tantissimo ogni momento, ogni attimo, ogni istante della tua vita. Perché la conoscenza che tu acquisisci nella relazione con l’invisibile non è una conoscenza che si riferisce a qualcosa in particolare, ma è la vera conoscenza che si riferisce a tutto e quindi a ogni cosa. E quindi, l’essere stato anche solo una frazione di secondo in contatto con questa conoscenza poi ti permette di migliorare, di guarire ogni aspetto della vita, di crescere in ogni aspetto della vita e, quindi, ne vale proprio la pena.

“Mi spiego, cos’è che dici, Francesca? Da quando ti seguo, meno di un anno, ho proprio sperimentato tante cose che tu dici. Selene, e l’avere fede in situazioni dove nessuno ci credeva, ha realizzato cose apparentemente, a detta di tanti, impossibile, mentre io avevo fede ed ho vinto. Grazie, grazie a te, Francesca.” È proprio così, se abbiamo fede non c’è nulla, nulla di impossibile. Ma quando hai fede, sei nel Nirvana. Cioè, sei al di là di tutte le impressioni fenomeniche perché non le analizzi più, non ti riguardano più, sei a contatto con l’invisibile.

Che cos’è la fede per chi non ne ha? La fede è la cessazione di tutte le credenze e quindi la cessazione del dell’Io, perché fintanto che tu credi in qualcosa, lo credi reale, lo credi vero, e quindi vuoi analizzare, giudicare, analizzare, calcolare, no, elaborare, perché dai una realtà oggettiva a qualcosa, quindi hai una teoria. Fintanto che hai una teoria mentale, fintanto che hai delle credenze mentali, queste sono vincoli alla fede perché la fede non è fede in questo o fede in quello, quella è una credenza. La fede è fede, punto, è una forza, è un’energia, è la forza di andare al di là di tutte le impressioni, di darti a questa vera esistenza, che poi è la non esistenza, è l’amore. Infatti, io uso addirittura una sola parola, a volte, fede d’amore, fede d’amore per me è un’unica parola.

Fede e Amore: un viaggio incondizionato verso il Nirvana

Fede e amore, fede amore, è un’unica parola; è la capacità di darti, di offrirti incondizionatamente. E allora, quando ti dai incondizionatamente, viaggi, vai dove vuoi, non hai più ostacoli. Vai dove vuoi, vai in astrale, in tutte le accademie astrali, incontri tutti i maestri. Vai nelle vite passate, nelle vite future, e sai che tutto è illusione, tutto è simbolo, metafora, espediente. E dovunque vai, cerchi il Nirvana, la cessazione di tutte le impressioni, cioè la verità.

E se hai fede, veramente la trovi. E questo tesoro che trovi, a gradi di intensità diversi, variabili, anche se lo trovi solo in una briciola, è tutto, perché è la conoscenza vera.

Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco