Anche tu puoi contribuire a recuperare il senso del sacro e a farlo “circolare” ricordando di ringraziare per la bellezza che ti circonda, ogni volta che ti troverai in un luogo naturale, una foresta, un bosco, sulle rive di un lago, o semplicemente nel giardino di casa o nel parco cittadino. Ricorda anche di portare con te qualcosa da poter offrire, chicci, semi, acqua, cibo per gli animali. Se non hai nulla con te puoi sempre offrire un pensiero d’amore e il tuo intento di metterti al servizio della Natura.Il Nat numero 16 indica la foresta, e per estensione la natura, come luogo di ispirazione rappresentato dal baniano che è associato alla fertilità creativa. Il baniano ha sia radici sotterranee, sia radici aeree che scendono dai rami verso terra: questa è un’immagine forte dell’unione tra vita e morte, del viaggio iniziatico tra le due dimensioni, l’esistenza e la non-esistenza.
Il “padre solitario dell’albero del baniano”, come è definito Nyaung-gyin Nat, ci indica che la natura è maestra di ispirazione, ma per poter accedere alla rivelazione naturale, si rende indispensabile la capacità di annullare il proprio Io nella terra, compiendo il viaggio iniziatico nella morte mistica, per poi rinascere a mezzo di un atto creativo.
Ogni creazione comporta una morte: questo tutti quanti i Nat ci dicono fortemente. In particolare il Nat 16 indica la capacità di viaggiare nella morte e nella vita, la riunificazione dei due mondi, simboleggiata dalle radici dell’albero di baniano che collega il cielo e la terra, come condizione indispensabile all’ispirazione creativa.


