Ieri sera, Aky e io abbiamo avuto un incontro speciale con un opossum nel parco vicino casa. Questo incontro notturno mi ha spinto a ricercare più informazioni su questi affascinanti animali e a riflettere sulla loro breve esistenza. L’impermanenza dell’opossum mi ha toccato profondamente, ricordandomi come l’effimero e il permanente si intreccino nella vita.
Ho poi collegato questa esperienza con l’importanza dell’immaginare, quella soglia liminale tra la vita e la morte, il conscio e l’inconscio, il visibile e l’invisibile. Nel mio percorso spirituale e nella pratica dello yoga sciamanico, ho imparato che attraverso il controllo del respiro e l’immersione nell’immaginare, possiamo accedere a una terra di mezzo dove tutto diventa possibile. Qui, ogni immagine, ogni visione, può manifestarsi nella realtà. Desidero condividere con voi come attraverso semplici pratiche di respirazione e una chiara presa di risoluzione, possiamo trasformare la nostra vita, avvicinandoci alla libertà e alla realizzazione dei nostri desideri più profondi.
Riflessioni notturne e la soglia tra vita e morte
Ieri sera Aky e io siamo uscite di casa: qui sotto c’è un parco e posso lasciarla libera, anche se non si dovrebbe. Alla sera non c’è quasi mai nessuno, a parte gli animali. Ieri sera c’era un opossum bellissimo: quando ci ha visti, ci ha guardato con curiosità, poi è rimasto immobile. Quando ci siamo avvicinati troppo, è salito su un albero. Affascinata, ho deciso di cercare tutte le informazioni possibili sull’opossum e ho scoperto che vivono solo tre anni, il che mi dispiace tanto perché è un animale così bello. Questa impermanenza dell’opossum mi ha reso l’animale ancora più caro. Ho anche scoperto che, quando si sente in pericolo, l’opossum fa finta di essere morto, sdraiandosi pancia in su e rimanendo immobile. Tutto questo mi ha fatto riflettere su come, a volte, il confine tra la morte e la vita, la soglia liminale, possa essere una salvezza per l’uomo. La grande Terra di Mezzo, Shamballa, Shangri-La, la terra dei Buddha del presente, del passato e del futuro, No Man’s Land, la terra di nessuno, Nirodha. Nella letteratura mistica e spirituale l’hanno definita in molti modi. Noi la chiamiamo la soglia, il confine liminale tra tutti gli opposti, dove nascono tutte le immagini che poi diventano eventi. Se riesci ad arrivare lì, puoi trasformare le cose.
L’arte di trasformare attraverso l’immaginazione
Se riesci ad arrivare nell’immaginare, diventi il maestro, il mago, lo sciamano, perché è lì che tutte le immagini, ossia tutti gli eventi, prendono origine. Puoi cambiare qualsiasi cosa, poiché ogni cosa ha avuto inizio nell’immaginare, alla soglia della grande Terra di Mezzo, ai confini tra vita e morte, sonno e veglia, conscio e inconscio, visibile e invisibile. Si potrebbe pensare che raggiungere Nirodha, Shamballa, o Shangri-La richieda enormi sforzi, ma in realtà basta trattenere il respiro. Nel kumbhaka, la ritenzione del respiro tra esalazione e inalazione, ti trovi in quel luogo. Trattenendo il respiro, la mente si ferma, liberando l’immaginazione e la coscienza. Questo è il cuore dello yoga sciamanico, dove insistiamo sulla ritenzione del respiro, poiché un corpo ossigenato e liberato dalle tossine può sperimentare il kumbhaka più a lungo, un momento privo di mente dove sei in Shamballa, nell’immaginare. Qui, l’intenzione con cui raggiungi questo spazio intermedio è fondamentale. Nel vero yoga sciamanico esoterico, c’è una contemporaneità di esperienza madre (visionaria e di coscienza) ed esperienza figlio (energetico-corporea), specialmente quando si respira intensamente e si pratica la ritenzione del respiro.
Integrazione di corpo e spirito attraverso il respiro
Durante la pratica, restiamo a lungo in ritenzione del respiro, come nel Kriya tantrico, un’esperienza che definiamo come figlio, centrata sull’energia e il corpo. Tuttavia, in un autentico percorso yoga, questa esperienza corporea è sempre affiancata dall’esperienza madre, che coinvolge la coscienza, la visione e la volontà. L’esercizio respiratorio, mirato a prolungate ritenzioni del respiro per raggiungere uno stato di assenza mentale, richiede l’accompagnamento di un’intenzione profonda, o presa di risoluzione. Prima di iniziare, è essenziale esplorare il proprio interiore per identificare la propria autentica intenzione. La presa di risoluzione diventa la dichiarazione del tuo scopo, la tua visione personale che deve guidare l’esperienza corporea, altrimenti la pratica si riduce a un mero esercizio fisico, privo del suo vero significato. Dopo aver stabilito fermamente il tuo intento, procedi con la pratica respiratoria. Raggiungendo una profonda ritenzione del respiro, o kumbhaka, accedi a Nirodha, Shamballa, la grande Terra di Mezzo, portando con te la tua presa di risoluzione. Questo approccio integrale, che unisce corpo e spirito, trasforma la pratica yoga in un autentico viaggio di trasformazione interiore.
L’arte di definire intenti per trasformare la realtà
Per esempio, se desideri più amore nella tua vita, più prosperità, o aspiri a conquistare l’eterna giovinezza simboleggiata dalla dea Ebe, è fondamentale avere un’intenzione ben definita e precisa. Non basta semplicemente desiderare una casa al mare; devi visualizzarla nei dettagli, specificando cosa farai in quella casa, quali esperienze vuoi viverci. Questa visione deve essere chiara e dettagliata.
Ad esempio, potresti pensare che desideri una villa con dodici stanze, ma ti fermi scoraggiato pensando ai 20 milioni di euro necessari, mentre il tuo conto in banca ne conta appena 20.000. In questo momento, ricordati che il compito di materializzare la visione non spetta interamente a te, ma dipende anche dal divino, dalla natura, o dall’universo. La tua responsabilità è quella di manifestare l’intenzione e di impegnarti con ferma risoluzione.
Se desideri cambiare la tua situazione di penuria, devi risalire all’origine di questa condizione, che trova le sue radici nell’immaginazione, nella grande soglia liminale di Nirodha, a Shamballa. Lì, cambiando la tua relazione con la penuria, potrai influenzare il suo destino. Per raggiungere questo luogo di potere, basta trattenere il respiro. Ma per essere efficace, devi portare con te una presa di risoluzione chiara e potente, una visione che sarà la tua guida in questo viaggio di trasformazione.
Il confine tra realtà e immaginazione: la chiave per la trasformazione
Quello che voglio condividere in questa diretta è che la soglia, l’immaginare, la grande terra di mezzo, rappresenta la nostra salvezza, non solo per l’opossum che simula la morte per proteggersi, ma per tutti noi. Rifugiarsi nel confine tra vita e morte, conscio e inconscio, sonno e veglia, visibile e invisibile, che definiamo come l’immaginare o la grande Terra di Mezzo, Shamballa, o Shangri-La, è la sorgente da cui nascono tutte le immagini che poi diventano realtà. Per cambiare qualcosa nella tua vita, è essenziale arrivare lì con un’intenzione chiara e ben definita, una visione ferma e stabile. Questo accesso a Shamballa avviene attraverso un’esperienza corporea, come il controllo del respiro. Tuttavia, per manifestare veramente il cambiamento desiderato, è necessario accompagnare l’esperienza corporea con una visionaria, chiara, solida, profonda, stabile e decisiva. Questa è l’essenza dello yoga esoterico e sciamanico, che diventa pura magia, utilizzando strumenti naturali dimenticati dalla società tecnocentrica. Respirare profondamente, purificare il corpo dalle tossine e ossigenarsi attraverso il respiro con un’intenzione precisa, nonostante sembri semplice, è potente. In un mondo che spesso ignora le soluzioni semplici, riscoprire questi strumenti naturali e semplici è fondamentale.
Ritorno alla semplicità in un mondo dominato dalla politica
Questo mondo, dominato da un linguaggio politico e modellato da una classe politica che sembra portarci sull’orlo della terza guerra mondiale per i propri interessi, ci dimostra quanto sia fondamentale ritornare alla semplicità. La follia di queste azioni mette in luce la necessità di distaccarsi da questo modello di vita e ritrovare la nostra essenza naturale. In un ambiente dove le soluzioni semplici sono spesso denigrate e ridicolizzate, è cruciale ricordare che i veri segreti della vita risiedono nella semplicità del nostro respiro e nel nostro corpo.
Il vero yoga, una pratica che insegna e rivela, ci invita a credere nelle nostre visioni e a prendere ferme risoluzioni per realizzarle, nonostante le pressioni di un mondo che cerca di ridurci a meri soldatini. La scuola di yoga sciamanico, di recente inaugurazione, rappresenta un’opportunità per imparare a ritrovare il contatto con il nostro io più profondo attraverso il respiro, offrendoci la possibilità di trasformare le nostre visioni in realtà. Questo percorso richiede fede nelle proprie visioni e la pratica di un yoga autentico che ci conduca alla scoperta dei segreti celati nel respiro e nel corpo, lontano dalle complicazioni imposte dalla società.
La semplicità della vita attraverso il respiro
Il metodo per ritrovare la semplicità e purificare il corpo è davvero semplice: respira profondamente, alimentati in modo sano, mantieni il corpo pulito attraverso una dieta bilanciata, l’acqua pura e l’aria più pulita possibile. Pratica yoga per mantenere il corpo elastico e dedicati a respirazioni profonde per liberare il corpo dalle tossine e ossigenarlo. Questa pratica, eseguita in un ambiente tranquillo e pacifico, ti porterà a Shambala, shangrillà, nella grande terra liminale, la soglia tra i mondi da cui nascono tutte le immagini che poi diventano eventi. Portando nel tuo cuore una presa di risoluzione forte e autentica, vedrai realizzarsi ciò che desideri.
Voglio condividere questo messaggio nella speranza che tu possa esercitarti questa settimana. Se riesci a dedicare anche solo 20 minuti al giorno a questa pratica, seguendo uno stile di vita sano, dormendo a sufficienza, rispettando i ritmi naturali e avvicinandoti il più possibile alla natura, vedrai risultati significativi. Questo approccio è valido sia se sei già immerso nel mondo dello yoga sciamanico, sia se sei alle prime armi. La chiave è la semplicità e l’autenticità dell’intenzione che porti nelle tue pratiche di respiro.
Tuttavia, esercitati. Ok, poi magari un giorno lo farai e diventerai anche tu un maestro di yoga sciamanico. Per ora, esercitati: è semplice, non lasciarti ingannare da questo mondo che vuole allontanarci dalla semplicità. Allora, ti abbraccio forte forte. Ci vediamo domani, venerdì, ma non qui; sarà solo su Instagram con Micaela per la diretta con le carte dei Nat. Ok, intanto, vi abbraccio forte e vi auguro una buona serata e una buona notte, perché da voi sarà sera. Io, invece, ho ancora tutta la giornata davanti, che devo dedicare al lavoro sul mio ultimo libro, che uscirà a metà marzo. È un libro che esplora i misteri eleusini, pitagorici, orfici e dionisiaci, e descrive il grande processo di purificazione di nove giorni che tutti gli iniziati ai misteri compivano prima dell’iniziazione. Sto facendo le ultime revisioni insieme all’editore; è un lavoro che richiede molta concentrazione, ma voglio che sia perfetto. A metà marzo lo avrete. Vi abbraccio forte e mi metto al lavoro.
Ritrova la semplicità attraverso la pratica
La pratica da fare questa settimana riguarda il controllo del respiro, specificatamente la ritenzione del respiro (kumbhaka), un elemento fondamentale dello yoga sciamanico. Sottolinea l’importanza di unire l’esperienza energetico-corporea con un’esperienza visionaria chiara e decisa, per rendere possibile la trasformazione e la realizzazione delle proprie intenzioni più profonde.
La pratica:
- Respirazione profonda e intensa: Prima di iniziare la ritenzione del respiro, è importante respirare profondamente e intensamente per un certo periodo di tempo. Questo aiuta a ossigenare il corpo e a liberarlo dalle tossine.
- Ritenzione del respiro (kumbhaka): Dopo aver respirato profondamente, si procede con la ritenzione del respiro. La ritenzione avviene tra l’inalazione e l’esalazione e, quando praticata dopo una respirazione profonda, il corpo, essendo ben ossigenato e liberato dalle tossine, è in grado di mantenere questa ritenzione più a lungo.
- Assenza di mente: Durante la ritenzione del respiro, si raggiunge uno stato di assenza di mente, in cui la mente non può pensare e la coscienza è libera. Questo stato permette di accedere a quella che viene chiamata la grande terra di mezzo, Shamballa, o l’immaginare.
- Presa di risoluzione: Prima di iniziare la pratica, è essenziale stabilire una presa di risoluzione, ovvero un’intenzione o un obiettivo chiaro e deciso che si desidera realizzare. Questa visione chiara deve accompagnare la pratica della ritenzione del respiro.
- Manifestazione della visione: Mentre si mantiene la ritenzione del respiro in questo stato di assenza di mente e con un’intenzione chiara, si è nel luogo ideale per manifestare la propria visione e realizzare il cambiamento desiderato.


