Amo ergo sum

La meta è conseguita senza un cammino da percorrere

Data diretta: 3 Ottobre 2023
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Se volete saperne di più sull’ansia, andate a risentire o rileggere le dirette del passato. Ma se vi interessa questo tema dell’iniziazione riascoltate la diretta di ieri, la prima. Oggi continuiamo e, se non esauriamo l’argomento oggi, anche la prossima settimana.

Ieri si diceva che la mente non è un vaso da riempire piuttosto è una fiaccola da accendere e quando la si accende la mente brucia poi dalle ceneri di questa mente ordinaria nasce una mente poetica, una mente ispirata quella che Aurobindo chiamava l’overmind, la sovramente. Non è che nasce nel senso che prima non c’era: si manifesta, perché questa mente è da sempre lì, solo che la mente ordinaria la ratio ci impedisce di vederla. La mente ordinaria, continuamente giudicante e analizzante, è una mente ansiosa e ansiogena perché crea giudizio tra bene-male, giusto-sbagliato. E poi ti dibatti tra quello che è giusto e quello che è sbagliato e sei in ansia, sei nel trambusto, sei nel brusio continuo che copre la vera mente dotata di Logos, capacità di dialogare con l’invisibile, dotata di capacità poetica, di cocreare la realtà insieme al Divino. La vera mente è coperta dal brusio della mente ordinaria che è uno strumento del sistema: attraverso tutto questo giudizio compie un lavoro di separazione, ci separa dal vero noi stessi e ci porta una maschera che è una grande limitazione di quello che noi siamo veramente.

L’iniziazione è, quindi, quella scintilla che accende la fiaccola della mente e così la mente ordinaria brucia e poi dalle ceneri di questa mente ordinaria si intravvede la vera mente che piano piano appare e si manifesta sempre più intensamente: bruciare la mente ordinaria vuol dire bruciare il senso dell’Io (quello che filosoficamente parlando chiamiamo mente psicologicamente parlando è l’io, è il senso dell’Io), questa sensazione di essere qualcuno.

Non è facile. Occorre farlo piuttosto che pensarlo. Come diceva Borges: “Nessun uomo è qualcuno ma un solo uomo immortale è tutti gli uomini”. Andare al di là dell’Io è andare al di là della mente: quando la mente brucia, brucia il senso dell’Io. Ecco perché l’iniziazione ti rende così potente. L’iniziazione non è un concetto, non è una teoria. Non è qualcosa che viene ad aggiungersi a tutti i contenuti che già ci sono nella mente; la mente non è un vaso che va riempito. Piuttosto la mente è una fiaccola che va accesa e l’iniziazione è proprio quella scintilla che, dall’origine del tempo, si trasmette e brucia e accende la fiaccola della mente.

Bruciare la mente

Cosa vuol dire bruciare la mente, bruciare il senso dell’Io? Che cos’è l’Io? L’Io è un cumulo di credenze, di teorie, di metodi, di sistemi, di strategie. Quando brucia tutto questo, bruciano tutte le credenze: credere che questo sia meglio di questo, che questo sia giusto e questo sbagliato, questo sia vantaggio e questo sia svantaggio. Brucia tutte le teorie, tutti i metodi, i sistemi. Tutto, tutto brucia. Alla fine, quando è bruciata la mente, quando è bruciato l’Io, la coscienza è in una condizione di libertà, la condizione in cui sa di non sapere. E allora non c’è più questa sensazione che alcune cose siano preferibili e altre non lo siano. C’è il fuoco, il fuoco della passione: la missione dell’anima diventa preponderante, potente. Il fuoco è la missione. Il fuoco è la passione. E allora senti questa missione, questa passione fortissimamente.

A volte ci troviamo nella situazione in cui l’anima si è perduta. Lo sciamanismo ha in effetti molto a che vedere con la caccia all’anima, col recupero dell’anima. Può succedere di perdere l’anima. L’anima è una realtà complessa in cui la parte è nel tutto e il tutto è nella parte. Dire che ho perso un frammento d’anima o dire che ho perso l’anima, si equivale. Ci sono situazioni in cui si è persa l’anima. E in questi casi, quando brucia la mente ordinaria, la mente poetica (che poi è la mente dell’anima, il pensiero del cuore, il pensiero dell’anima) non si manifesta perché l’anima è perduta. E allora si ha la follia, la malattia sciamanica e bisogna fare il recupero dell’anima. Quando l’anima si è perduta, la scintilla dell’iniziazione fa molta paura e non può essere accolta perché la persona sente che se accoglie quella scintilla e brucia il proprio io poi si perde perché non c’è un’anima pronta a manifestarsi.

Al di là delle ceneri dell’Io, l’anima è perduta e quindi non c’è. L’iniziazione è sempre, costantemente e continuamente a disposizione per tutti. Per tutti prima o poi arriva questa scintilla ma non sempre e non da tutti viene accolta. Per accogliere la scintilla dell’iniziazione bisogna avere l’anima. Se l’anima si è perduta bisogna fare il soul retriver, il recupero dell’anima. Ma non sempre la perdita dell’anima si manifesta come disagio, disturbo, problema o malattia; non sempre si sente la necessità di fare la caccia all’anima e, quindi, molti vivono senza anima ma senza nemmeno sentire il bisogno di recuperarla. Stanno lontani dall’iniziazione; la scintilla arriva e non la accolgono, le voltano le spalle perché sanno che, se la mente ordinaria brucia, poi non c’è nulla che possa manifestarsi. L’anima è perduta.

So di non sapere

Quando l’iniziazione viene accolta, subito dopo succede che la mente brucia e che tutte le credenze tutte le teorie bruciano e si arriva alla condizione in cui io so di non sapere. So di non sapere, ogni credenza brucia.

Questa è la condizione di Suprema conoscenza e intelligenza. L’uomo veramente intelligente, che ha tanta anima, presenta questa condizione di sapere di non sapere. Abbiamo visto ieri che l’ignoranza è Karma pesante. Il karma è ignoranza. Fondamentalmente è il velo che si mette davanti agli occhi, si cala davanti agli occhi. L’ignorante sa sempre, sa tutto. Ma l’anima è assenza di credenze.

Quindi, quando l’iniziazione arriva, devi essere disponibile a consentire questo falò delle tue credenze. Questo vuol dire anche che, se non ci sono credenze, non ci sono teorie, non ci sono più metodi, non ci sono più sistemi, non c’è una strada per arrivare e non c’è un cammino da percorrere. Aveva ragione Naropa quando diceva che la Suprema condotta è assenza di sforzo e che la meta degli esseri risvegliati è conseguita senza un cammino da percorrere: come già dicevo ieri da qui nasce l’importanza che, quando l’iniziazione arriva e la scintilla arriva e la mente brucia, si sia affiancati da un maestro. Il maestro è semplicemente qualcuno che ha fatto questo rito sacro prima di te, che ha bruciato la mente prima di te, che ha vissuto l’esperienza prima di te, che ha percorso Il cammino che non c’è prima di te.

Adesso siamo in assenza di mente e, quindi, non c’è più logica, c’è solo il cammino che non c’è. Il maestro è colui che ha percorso Il cammino che non c’è prima di te e quindi semplicemente sa dove sono le difficoltà, ha quell’esperienza che tu stai compiendo e, quindi, ti può rassicurare.

Andaere oltre la mente

Il passaggio è molto delicato perché andare oltre la mente significa andare oltre il giudizio valoriale di bene-male, vantaggio-svantaggio, giusto-sbagliato. Quando la mente brucia, chi osserva dalla prospettiva della mente vede ancora il giudizio e può pensare che ancora esista un bene e un male. Bruciare la mente, entrare nella situazione di chi sa di non sapere, dissolvere tutte le credenze e con esse il proprio io e procedere verso la libertà percorrendo il cammino che non c’è, per chi osserva ancora dalla prospettiva della mente, è bene. Al contrario rimanere nella mente e non accogliere l’iniziazione, rimanere nell’io, è male.

Ma per chi brucia non è più così. Per chi brucia non c’è più un bene e un male, semplicemente c’è il risveglio dell’anima, la passione, il fuoco, l’ideale, la missione. Oppure non c’è nessuna di queste cose. Ma non è che una cosa sia bene e l’altra sia male: in verità è così dall’origine. Non è che c’è quello bravo che è riuscito a bruciare la mente e l’io e quello che invece non c’è riuscito. No, quando la mente brucia, si esce da tutto questo e si recupera la scintilla dell’iniziazione che è la scintilla dell’origine: è così da sempre. Quando la mente brucia ci si rende conto che, in verità, questa passione, quest’anima, questo ideale è con noi da sempre. Ti rendi conto che, semplicemente, c’è la missione, l’ideale da sempre. Solo è stato offuscato dalla mente, da un velo. Quando questo velo brucia, l’ideale e la passione (che è passione per la libertà) si manifestano  e allora si è guerrieri. La libertà è amore. Amore è libera scelta di darsi. L’amore e la libertà coincidono. L’amore è libera scelta di darsi e la libertà comporta una resistenza; la resistenza all’amore è un attaccamento, una resistenza al darsi.

Quindi, l’amore, la libertà, è lotta contro la resistenza. Perciò il guerriero si manifesta quando la mente resiste. Ma questa condizione di bruciare la mente, di essere guerriero dell’anima e la vittoria dell’anima sono simultanee per cui il guerriero è anche il re cioè colui che ha trionfato. Questo passaggio è molto conosciuto da chi pratica lo yoga e, tra le varie forme e i vari tipi di yoga, in particolare il ragia yoga (lo yoga regale). Il guerriero è anche il re. la via del guerriero e la via del re coincidono perché il vero guerriero è quello che ha vinto fin dall’origine. il vero Samurai non scende mai sul campo di battaglia senza aver già vinto. Nell’arte della guerra si dice chiaramente che il vero guerriero è quello che scende in battaglia avendo già vinto altrimenti in battaglia non ci va. Se il guerriero è il re, la guerra e la vittoria coincidono. Per questo alla fine non c’è mai violenza: il guerriero spirituale è un guerriero di pace perché ha già vinto fin dall’origine e, quindi, non ha bisogno di distruggere il nemico. Pur tuttavia ce l’ha perché la lotta deve manifestarsi. L’amore, ripeto, è lotta contro gli attaccamenti, contro le resistenze. Capisco che tutto questo che sto dicendo non è logico. D’altra parte sto parlando di iniziazione, del momento in cui la mente razionale, la mente logica brucia ed è chiaro che se mi ascolti ancora dalla prospettiva della mente logica e razionale non capisci quello che dico. Probabilmente stai dicendo che sono pazza ma dipende dalla prospettiva dalla quale mi ascolti. Per il guerriero non può esserci giusto sbagliato, buono cattivo.

Bruciare la mente

Ha bruciato la mente: semplicemente c’è la missione da compiere e la missione da compiere e il compimento della missione sono simultanei. La passione, il fuoco della passione che brucia e la manifestazione della libertà dell’amore, sono simultanei. L’anima, l’ideale e la loro manifestazione sono simultanei. Non può esserci bene-male, giusto-sbagliato perché non c’è più un cammino da percorrere. Ma per chi rimane nella mente, nell’io e non brucia, continua a esserci questo cammino da percorrere e quindi questa sensazione del prima e del dopo, del bene e del male, del giusto e dello sbagliato, del vero e del falso. Voi direte che non è logico quello che sto dicendo. Certo, l’ho premesso. Non è logico. Sto dicendo che da una parte non c’è più l’io e ognuno, come diceva Borges, è tutti gli uomini mentre dall’altra parte sto dicendo che c’è ancora l’individuo: questa è la non dualità, è proprio questa. Questo è il dualismo advaita, distinti ma non separati. Questo è il segno dell’anima, la manifestazione della non dualità. Chi non è nel fuoco dell’anima è nel dualismo. Chi è nel fuoco dell’anima è nella non dualità che non è uno, è il due in uno, distinti ma non separati. Vuol dire che è vero A ma simultaneamente è vero anche B.

A e B sono veri simultaneamente. Ecco perché non c’è più la logica perché nella logica o è vero A oppure è vero B, ma A e B non possono assolutamente essere veri simultaneamente. Questa è la ratio ma nell’iniziazione, nella scintilla che brucia la mente, nella mente poetica, nella vera mente A e B sono veri simultaneamente. Tutto questo si può riconoscere solo col cuore quindi bisogna già aver accolto la scintilla dell’iniziazione perché se la mente razionale si mette davanti al pensiero del cuore tutto questo non può essere assolutamente accolto. Avendo accolto la scintilla dell’iniziazione ti rendi conto che la meta è conseguita senza un cammino da percorrere, non c’è nessun cammino da percorrere o meglio Il cammino è il cammino che non c’è. L’aspirazione, il fuoco della passione e il conseguimento sono simultanei, il guerriero e il re sono simultanei: la meta è conseguita fin dall’origine. Il guerriero, l’iniziato, è sempre nella condizione in cui sa che non poteva essere diversamente. Sono un guerriero spirituale, ho un ideale, ho un fuoco dentro, ho anima e faccio anima e non può essere diversamente, non può essere diversamente, perché è così fin dall’origine.  Può solo passare tempo: questa sensazione peraltro illusoria che ci ho messo tanto tempo ad arrivare, a scoprire la mia natura di guerriero, oppure la sensazione che ho ancora bisogno di un po’ di tempo, avviene perché c’è ancora della mente. Di fatto, quando veramente l’ideale si manifesta, la passione, il fuoco della passione che brucia l’anima, si palesa, ti rendi conto che è così da sempre fin dall’origine per cui non poteva andare diversamente.

Essere eletti

Per questo si dice che l’iniziazione è un fenomeno elettivo: uno è eletto fin dall’origine del tempo. Questo ovviamente a chi è ancora totalmente nella mente non piace perché non lo capisce, lo vede dalla prospettiva della logica e, quindi, gli sembra ingiusto: l’iniziazione come un fenomeno elettivo è una brutta cosa se la vedi dalla prospettiva della mente, dell’Io,  dell’individuo. Chi è risvegliato non la vede più dalla prospettiva dell’Io e dell’individuo perché per chi è risvegliato un solo uomo è tutti gli uomini. Non c’è più l’io, non c’è più. Quindi, questo fatto che l’iniziazione sia un fenomeno elettivo non è né giusto né ingiusto perché non c’è più giusto-sbagliato, vero-falso, buono-cattivo, bello-brutto.

Con la mente è impossibile capire. Ma questo io l’ho premesso subito, appena vi ho detto che avrei fatto delle dirette sull’iniziazione: vi ho detto che l’iniziazione ti porta oltre la mente e che andare oltre la mente con la mente non è assolutamente possibile. Non puoi capire con la mente perché non puoi andare oltre la mente con la mente. Non puoi capire la non dualità con la mente e che l’iniziazione è un fenomeno elettivo e che questa elezione non è discriminazione perché un solo uomo eletto è tutti gli uomini. Non c’è discriminazione. Ma questo con la mente non lo puoi capire perché la mente rimane nel senso dell’Io, rimane nella separazione e nel giudizio. Per capire questo devi già essere iniziato, devi già avere un fuoco dentro che brucia la tua mente, devi già essere oltre la mente.

Salvare il mondo o cambiare mondo?

L’iniziato poi non ha la missione di salvare il mondo: non c’è bisogno. Chi ha la missione di salvare il mondo è ancora nella mente. L’iniziato non ha la missione di salvare il mondo: non si può salvare il mondo. Si può cambiare mondo e, quando la mente brucia, cambi mondo perché tutte le immagini che abiti sono immagini dell’anima e quando l’anima si risveglia cambia mondo. Cambia mondo, non cambia il mondo. Cambiare il mondo, salvare il mondo, non è possibile ma l’iniziato non ha questa necessità. Non ha neanche la necessità di manipolare gli altri e di convincere gli altri. Può succedere che ci siano epoche in cui la scintilla, il fuoco dell’anima, si manifesta numericamente in modo più elevato e ci sono più individui che lo ascoltano e lo seguono e che ci siano altre epoche in cui la scintilla dell’anima non si manifesta in modo numericamente elevato ma in modo più intenso e meno meno diffuso. Però per l’iniziato queste due cose si equivalgono. Non fa differenza. Per lui, che la scintilla si propaghi o sia in un unico punto più intensamente, la forza è sempre quella. Anche per la storia delle epoche, l’epoca dell’oro, l’epoca dell’argento, l’epoca del bronzo, l’epoca del ferro non c’è differenza.

Per chi è nell’epoca del bronzo o del ferro, che sono stati mentali, ancora c’è l’io e c’è la discriminazione. Ma quando sei nell’epoca dell’oro che è quando il fuoco brucia, quando sei nella passione, quando sei nell’anima, in questo stato di coscienza non c’è più questa sensazione che una un’epoca sia bene e l’altra sia male o che viviamo in un’epoca storica negativa. Riconosco tutte le caratteristiche di questa epoca. Siamo nel Kaliyuga. Certo, è un’epoca di violenza, è un’epoca in cui si vende cibo già cotto sulle piazze, è un’epoca in cui chi più mente più ha posti di rilievo in seno alla società, è un’epoca in cui è pieno di falsi profeti. Certo, riconosco tutti questi tratti dell’epoca in cui vivo. Ma non dico che questo è bene e quell’altro è male. Proseguendo nella profezia sulla nostra epoca, infatti, negli antichi testi si legge che però questa è anche un’epoca in cui chi ha l’aspirazione e il fuoco più facilmente può ardere e incontrare la libertà e liberarsi. Quindi vedete che non c’è bene o male, non c’è un’epoca che è bene e l’altra che è male. L’l’iniziato perde ogni senso di vittimismo e di lamentela. Non c’è più bene-male, non c’è più niente di cui lamentarsi e non c’è neppure niente di cui gloriarsi.

Lo scintillio di lucciola

Ieri vi ho detto che uno dei simboli dell’iniziazione, i simboli del giorno e della notte conosciuti all’interno dell’iniziazione sciamanica (quella del lignaggio dello Yoga sciamanico) è lo scintillio di lucciola. Lo scintillio di lucciola è  semplicità e umiltà. L’iniziazione è semplice, è la cosa più semplice del mondo. Ecco perché si rischia di non riconoscerla, perché quando viene a noi e noi siamo ancora nella mente rischiamo di non riconoscere la semplicità. Lo scintillio di lucciola è il primo segno su cui bisognerebbe meditare per accogliere l’iniziazione: è contemplare le piccole cose, essere consapevoli delle piccole cose, della povertà ricercata, dell’umiltà delle piccole cose. Se tu sei in questa condizione in cui puoi gioire della povertà ricercata delle piccole cose, se sei in una condizione di vera umiltà è molto più facile che tu possa riconoscere la scintilla dell’iniziazione quando arriva a te. Se ne parlava ieri.

La seconda grande immagine su cui meditare è il fuoco che brucia la mente, brucia il senso dell’Io e che è il fuoco della passione. Non puoi definire questa passione perché se la puoi definire non è più passione, non è più vera passione, è un concetto. Ancora una volta è la mente. La passione dell’anima, il fuoco, non è definibile in termini mentali e questo è il secondo simbolo su cui bisogna meditare. Naropa parlava del fuoco del dumo. Il dumo è un fuoco che nasce circa tre dita sotto l’ombelico nel centro vitale; è una fiamma che nasce lì e sale e sale e brucia e brucia e brucia e brucia la mente, è pura passione. Quando questo fuoco sale raggiunge il tiglé, che è una perla di luce che sta nella fronte; il tiglé si scioglie generando amrita, il nettere degli Dei che è proprio l’ideale della libertà. L’ideale non può essere definito in termini mentali; come può la mente che è paura, giudizio, separazione e che quindi è non amore, non inclusione, non libertà, come può definire la libertà, l’inclusione e l’amore? Non è possibile. La mente non può cogliere l’obiettivo del fuoco della passione non può cogliere l’ideale. Possiamo però sentirlo, sentire di avercelo in questo fuoco.

Il fuoco del dumo

Il secondo simbolo su cui vi chiedo di meditare in questa settimana è proprio questo: il fuoco del dumo. Almeno per un minuto al giorno, almeno un paio di volte al giorno, facciamo un Omi, One Minute immersion, che aggiungiamo a quello di ieri. Andiamo avanti per tutta la settimana: per un minuto al giorno contempliamo lo scintillio di lucciola fruendo e godendo della povertà ricercata, delle più piccole cose che ci circondano, dell’umiltà delle piccole cose.  Almeno per un minuto al giorno, almeno due volte al giorno, e poi almeno per un minuto al giorno, almeno due volte al giorno, ci sediamo respirando un po’ più profondamente rispetto al ritmo spontaneo del respiro. Possiamo farlo dalla bocca o dal naso o dalla bocca e dal naso simultaneamente. Visualizziamo questo fuoco che sale dalla pancia; il nostro respiro è come un mantice e con il respiro soffiamo sul fuoco e lo facciamo crescere, crescere, crescere, divampare, divampare e divampare e sentiamo che abbiamo un ideale, una pulsione, una passione che va al di là di tutto ciò che conosci, di tutte le credenze mentali, di tutto il senso del bene del male, del giusto dello sbagliato, del vantaggio dello svantaggio;  è qualcosa che va al di là, va oltre tutti gli obiettivi definiti dalla mente. Va oltre, va oltre, va oltre, va oltre, va oltre, va oltre, va oltre…

Sentiamo che c’è questo fuoco e coltiviamo questo fuoco . Questo fuoco nasce dalle profondità. Naropa diceva che il fuoco della concupiscenza viene dall’ombra per cui, quando facciamo questa meditazione, vengono fuori anche i nostri inaccettabili, i nostri inarrivabili, cioè tutti i nostri desideri oscuri e profondi. Ecco dobbiamo avere il coraggio di lasciarli uscire, dobbiamo avere il coraggio di lasciarli uscire; nel momento in cui li lasciamo uscire si trasformano in fuoco, quindi si trasformano in luce. Sono inaccettabili solo fintanto che li reprimiamo. Ma quando consentiamo ai nostri desideri inaccettabili (il fuoco della concupiscenza, come dice Naropa) di bruciare e di emergere si trasformano in luce. E quindi lasciamo bruciare questo fuoco mentre respiriamo, coltiviamo tutto il nostro desiderio anche quello più profondo e oscuro. Sentiamo che diventa un fuoco che punta verso qualcosa che trascende totalmente la mente, diventa passione e aspirazione per qualcosa che la mente non può più cogliere, non può più definire. Ecco il fuoco del dumo è il fuoco interiore; il fuoco della passione è il secondo grande segno dell’iniziazione.

Allora questa settimana facciamo queste due due meditazioni. Se le fate due volte al giorno, vi richiedono 4 minuti in tutto. Il segreto è farle con costanza tutti i giorni perché se lo faccio con costanza tutti i giorni per una settimana riesco a innestare il potere automatico dentro di mecome diceva Aurobindo. Lui usava proprio questa espressione “l’innesto del potere automatico”. Quindi tutti i giorni almeno dedichiamo 4 minuti al giorno due per la meditazione dello scintillio di lucciola e altri due per il fuoco del dumo.

Poi la prossima settimana vi parlo dei segni della notte i segni del giorno i segni della notte insieme sono i segni dell’iniziazione. Quando incontri questi segni in qualcuno, vuol dire che quel qualcuno è un iniziato e quindi è tutti gli uomini.

Immagine di Morgan K Barraco

Morgan K Barraco