Sono felice di ritrovarvi per fare una diretta dedicata alla cappa magica. Sì, perché mi avete scritto più di una volta per chiedermi di parlare della cappa magica e di come questa vada indossata, ovviamente. Allora, che cos’è la cappa magica? La cappa magica è considerato tra gli oggetti di potere. Gli oggetti di potere sono quelli che il mago o lo sciamano usa per le sue pratiche sciamaniche. Noi, nella famiglia dell’arcobaleno fiammeggiante, il lignaggio dello yoga sciamanico definito famiglia dell’arcobaleno fiammeggiante, utilizziamo molti oggetti di potere.
Gli oggetti di potere nella pratica sciamanica: significati e usi
Fra gli oggetti di potere troviamo per esempio il tamburo, gli animali di potere. Uno sciamano non opera mai in prima persona, qualunque sia il suo obiettivo, che sia una guarigione, una caccia all’anima, un soul retrieval, un recupero dell’anima o qualsiasi altra operazione sciamanica. Chiede sempre agli spiriti di operare per lui. Nel nostro lignaggio vengono riconosciuti diversi spiriti animali: la mucca; il coniglio; il cavallo; la scimmia; il drago bianco; il drago nero, che lanciamo nell’underworld, nel mondo infero. Per andare a ripescare frammenti d’anima, energie, doti, possibilità, ricordi, anche ricordi che sono stati apparentemente perduti ma che si trovano nell’underworld. L’underworld, d’altra parte, è la dimensione di tutto ciò che è invisibile. Quindi, utilizziamo gli animali di potere, il tamburo, altro strumento sciamanico importantissimo, gli oracoli – per chi è iniziato al Mantra Madre -, poi abbiamo il sigillo del mago, ormai conosciuto e impresso su tutti i gioielli che produce il nostro Giovanni. Gli anelli, i ciondoli, il sigillo del mago, i profumi.
Abbiamo il profumo del drago, abbiamo anche le creme perché abbiamo bisogno di creme speciali quando massaggiamo alcune parti del corpo, specialmente durante i ritiri sul digiuno immaginale o i seminari di tantrismo. Tra i vari oggetti di potere annoveriamo anche la voce, i mantra e le formule psichiche. Il nostro carissimo Rino Capitanata ci ha aiutati a fare delle musiche con i mantra e le formule psichiche. Quindi, abbiamo la voce anche come strumento, la parola, il corpo, il cibo e tanto altro.
Noi, nella nostra accademia, abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo un percorso per ritrovare una relazione sacra con il cibo, per fare anima attraverso l’atto del cibarsi. Io ho scritto un libro su questo che è Il Cibo del Risveglio, che invito tutti voi a leggere. Poi il prossimo marzo, quindi tra pochissimo, uscirà il libro nuovo che si intitola Il Digiuno Immaginale, che raccoglie tutte le esperienze di oltre 40 anni di lavoro con gli Immaginalisti, sul recuperare un rapporto vero con il cibo, cioè sacro.
Riassumendo: la voce, la parola, il cibo, il corpo, gli oracoli, il tamburo, gli animali di potere, sono tutti strumenti sciamanici, noi li chiamiamo Shamanic Tools. Alcuni di questi li potete trovare anche sul sito Selene Calloni Williams. Andate lì a vedere, se volete, l’anello del mago e così via. Si tratta di oggetti del tutto artigianali, che le persone legate ai progetti Shamanic Tools fanno al momento con le loro mani e li fanno per gli Immaginalisti. Non si tratta di business, perchè è qualcosa che offriamo agli Immaginalisti, perché non si può fare sciamanizzazione senza gli oggetti di potere e quindi in qualche modo dovevamo metterli a disposizione.
La cappa magica e il turbante: simboli di protezione e potere
Non esiste sciamano in nessun luogo del mondo che non abbia i suoi oggetti di potere, che sia anche solo il costume sciamanico, il cappello sciamanico, i turbanti o la cappa magica. La cappa magica richiama proprio il costume sciamanico. Lo sciamano non sciamanizza mai in abiti normali perché la sciamanizzazione è evocazione degli spiriti, quindi gli spiriti ti ascoltano, ti sentono, ti annusano, ma anche ti vedono, quindi devi assolutamente presentarti in un certo modo.
La cappa magica ti serve proprio per presentarti in un modo che non è ordinario, non è consueto. La cappa magica è sempre un oggetto molto speciale, molto particolare. Le nostre, per esempio, quelle che fanno Clara e Denise, sempre per gli Immaginalisti…
Sembra che stia facendo merchandising, ma noi non ci guadagniamo nulla. Sono oggetti che questi stupendi artigiani mettono a disposizione degli Immaginalisti, noi semplicemente mettiamo il link ai loro siti sul nostro sito. Ecco, per esempio, queste cappe magiche che fanno le ragazze, Clara e Denise, hanno il drago.
Sono particolari. Hanno qualcosa in più, perchè non sono una cosa di tutti i giorni. Per esempio guarda quella che indosso, sembra la mantella del Papa. La indosso anche qui a Los Angeles, quando vado giù al parco a portare il cane. Qui vestono tutti con la felpa, magliettina, pantaloncini, flip flop. Io indosso la cappa magica, così ho un tocco di eleganza e diversità allo stesso tempo. Mi fermano tutti per strada: “Oh, nice, oh, very nice, I love your scarf”. E io dico “Not a scarf”. Ovvero, “Mi piace la tua sciarpa”. E io rispondo: “No, non è una sciarpa, ma un mantello magico”. In realtà non glielo dico, altrimenti mi fanno un TSO immediato, visto che qui basta poco perchè chiedano un trattamento sanitario obbligatorio.
Il cammino dello sciamano
Ho anche la cappa magica nera, di seta. Questa va bene per certi tipi di rituali particolari: è fatta con una seta bellissima, pregiatissima. La cappa magica, dicevamo, imita il costume dello sciamano. Lo sciamano sciamanizza sempre con il costume rituale e la cappa magica evoca il costume che lo sciamano utilizza per presentarsi agli spiriti in un certo modo, ovvero un modo di potere. Ecco perché si chiamano oggetti di potere.
Quando tu ti presenti agli spiriti, li evochi. Non puoi presentarti come una vittima, ma come un uomo, una donna di potere, capace anche di guidare gli spiriti, pacificare quelli che sono perturbati, aiutarli, sostenerli. Gli spiriti devono riconoscere in te un maestro, una guida, qualcuno che è capace. Qualcuno in grado di indicare il cammino se si tratta di spiriti smarriti, oppure capace di alleviare la loro sofferenza se si tratta di spiriti sofferenti. Se invece sono spiriti potenti, come i maestri di luce, devono vedere qualcuno che vale la pena di istruire. Quindi, in ogni caso, devi presentarti come un uomo, una donna di potere, come uno sciamano, una sciamana. Devi avere una certa forza, una certa dignità, anche nell’aspetto. La forma è importante.
Pensa che quando ho conosciuto Noburo Okuda Do, coautore di alcuni miei libri sul Giappone, come Shinrin Yoku o Ikigai, l’ho approcciato chiedendogli che cosa insegnasse. Mi ha risposto: “Insegno la forma”. Quindi, insomma, la forma, in quanto immagine nel dialogo con gli spiriti, ha la sua importanza. Non si tratta di quella forma soggetta ai canoni estetici, commerciali, che diffondono le aziende consumistiche. Si tratta di un altro tipo di forma e di bellezza.
Quindi la cappa magica ti serve come presentazione, per presentarti all’universo spirituale. Pensa anche al morente. Non lo seppellisci o lo bruci così com’è: viene lavato, vestito e preparato al massimo. Avvolto in un telo, quello che veniva chiamato sudario. Perché? Perché il morto deve presentarsi agli spiriti. Ecco quindi che la cappa magica diventa importante come strumento di presentazione, ma non solo. Diventa importante anche all’interno del viaggio rappresenta l’abbraccio dello sposo, della sposa invisibile, o amante mistico.
Il matrimonio mistico
Ogni sciamano, ogni sciamana di questo mondo è tale proprio perché ha contratto un matrimonio mistico, quello che gli alchimisti chiamano le nozze alchemiche. Il rito del matrimonio mistico è presente in tutte le tradizioni sciamaniche dei popoli. Viaggiando molto, ho potuto constatarlo, toccarlo con mano. Per esempio nel libro Le Carte dei Nat, racconto la mia esperienza in Myanmar, dove gli sciamani ancora oggi praticano la cerimonia del matrimonio con i Nat. Anche nello sciamanismo turco-mongolo, nello sciamanismo altaico, ci sono i riti di matrimonio con lo spirito guida, quello che gli antichi chiamavano il daimon. Nel tantrismo poi l’obiettivo è proprio l’unione erotica con il divino, nel suo aspetto di sposo/sposa mistico/a. Dato che il tantrismo è trasversale rispetto alle tradizioni spirituali dei popoli, lo possiamo trovare all’interno di tutte le religioni. Hanno tutte un cuore esoterico, profondo, tantrico. Nell’Islam si chiama sufismo, nell’induismo si chiama shaktismo, nel Buddhismo si parla appunto di tantrismo e anche nel cristianesimo possiamo trovare una parte molto esoterica. Pensiamo all’Eucarestia, quando si mangia, metaforicamente, carne umana, si beve sangue umano, che è il corpo e il sangue del Cristo. Questo aspetto è la sopravvivenza di un rito tantrico. Nel cristianesimo, lo gnosticismo, l’aspetto più esoterico del cristianesimo, la coppia è formata dal Cristo e dalla Sophia, nell’induismo da Shiva e Parvati, nel Buddhismo troviamo il Vajrapani, ovvero il Buddha raffigurato nella sua unione erotica con la sua compagna. Nel sufismo si canta dell’amore carnale fra l’umano e il divino, nell’ebraismo di Salomone e della sua sposa.
Stiamo parlando quindi di un simbolo presente in tutte le tradizioni spirituali e religiose dei popoli, il matrimonio mistico Noi Immaginalisti celebriamo il rito del Mantra Madre: vi invito a ricevere l’Iniziazione. Per farlo dovete trovare un Custode Attivo, perchè con me potete fare solo l’iniziazione avanzata, del Custode. Quest’anno sarà ad Edimburgo, per un pellegrinaggio spirituale bellissimo. Quindi dovete trovare un Custode Attivo che vi dia l’iniziazione al matrimonio mistico e al Mantra Madre.
Il matrimonio mistico si collega forse fortemente alla cappa magica, perché rappresenta l’abbraccio dello sposo, della sposa invisibile, del nostro amante mistico. Quindi, quando ci avvolgiamo nella cappa magica, sappiamo di essere protetti e ci presentiamo agli spiriti come uomini e donne di potere, con tutta la forza del nostro amante mistico che è con noi e che ci protegge. L’amante mistico è anche spirito guida. Ecco perché non esiste sciamano in nessuna parte del mondo che non sia divenuto tale attraverso un matrimonio mistico, perché poi il suo sposo, la sua sposa invisibile, come lo chiamerebbe Svetlana, la protagonista dei miei libri, Il Profumo della Luna, “Discorso alla Luna“. Questo elemento del matrimonio mistico è simboleggiato dalla cappa magica. Quando tu vedi qualcuno che fa un rito con indosso la cappa magica, ecco, quello è sicuramente qualcuno che è iniziato al matrimonio mistico, ha uno sposo, una sposa invisibile che è con lui, con lei, e lo protegge. E la cappa magica ti dice questo: “Attento. Non avvicinarti a me con sentimenti negativi perché io sono protetto”, è un simbolo e poi ti fa anche stare bene.
Quando io indosso la mia cappa magica, mi sento bene. Questo semplice atto dell’indossarla, rinnova il tuo matrimonio, la tua unione. Personalmente dormo avvolta nella cappa magica, anzi due: una sulla testa e con l’altra mi avvolgo il corpo. È difficilissimo che dorma sotto il piumone o sotto le lenzuola. Mai, specialmente quando vado in giro. Dormo sopra le lenzuola con le mie cappe magiche. Una la stendo sopra il letto, una l’avvolgo sulla testa e la calo sempre un po’ anche davanti agli occhi. Perchè nelle stanze non c’è mai buio completo, come avviene invece in natura. In questo modo creo il buio più totale. E poi dormo sempre con la finestra un po’ aperta. Anche se cerco sempre dei luoghi in cui non si avverte tanto rumore. Se fa freddo, è giusto dire un po’ di freddo, anche se non ti devi congelare. Se fa caldo è giusto essere esposti un po’ al caldo, anche se non ti devi bruciare.
Non sono buone abitudini coprirsi troppo con il piumone per non sentire freddo o accendere l’aria condizionata per non sentire caldo. Da un punto di vista spirituale, si intende. Perché anche il freddo e il caldo sono spiriti, numi, dèi, ed è giusto relazionarsi con essi grazie a una relazione pacifica, sana, non conflittuale e non di paura.
Ci sono certi riti in cui, avendo la testa scoperta, l’elemento terra tende ad uscire dal settimo chakra e a disperdersi. Anche per questo è buona cosa indossare la cappa magica. Ha una specie di tendina, tipica degli sciamani mongoli, siberiani. Crea l’effetto vedo non vedo, che è fondamentale per l’incontro con gli spiriti.
Gli spiriti si incontrano laddove luce e ombra si uniscono. Mai nella luce piena, totale, e mai nel buio, ma laddove luce e ombra si incontrano. Ed è lì che si possono “vedere” meglio gli spiriti.
Il turbante
Il turbante è un modo per tenere coperto il settimo chakra e quindi evitare la dispersione dell’energia attraverso di esso. In altri momenti diventa un semplice copricapo. Lo trovo un oggetto straordinario e poi mi ricorda la famiglia. Sono stata iniziata tanti anni fa allo Yoga Sciamanico dal mio maestro Michael Williams. Quando ha lasciato il corpo, anzi dopo un po’ di tempo, nel 2016, ho fatto l’ultima cerimonia di conferimento dell’iniziazione a maestro dello Yoga Sciamanico e maestro del Mantra Madre. Quel giorno il sacerdote sciamanico che officiava il rituale, ha travasato il contenuto di una coppa piena in una coppa vuota, dicendo: “Adesso il maestro è con te”. E da quel momento lì in poi, il lignaggio vuole che il discepolo porti il nome del maestro. Non l’ho fatto per un bel po’ di tempo, perché il cognome Williams è un po’ tanto inglese. Michael era un Tamil, ma era stato adottato da una famiglia inglese. Aveva perso i suoi genitori da piccolo e quindi aveva questo cognome. Mi sembrava strano farmi chiamare Williams. Dopo aver deciso di no, ci ho ripensato. Una notte ho visto Michael in sogno e ho capito che era giusto così. Da allora mi chiamo Selene Calloni Williams.
Mi ricordo che quando ho fatto questo rituale, gli yogin presenti erano tutti membri della famiglia tantrico-siamanica dell’arcobaleno fiammeggiante. Indossavano il turbante e da allora anche io lo porto sempre.
L’abitudine di fasciarmi la testa la ho da quando ho vissuto sei anni nella foresta, durante l’eremitaggio che ho affrontato a 19 anni. Ho studiato il Buddhismo, praticato la meditazione sotto la guida del maestro, dormivo in una grotta. Negli eremitaggi della foresta si dorme nelle grotte, che sono dei buchi nella roccia, che poi possono essere più o meno arredati come vuoi. Il mio maestro aveva arredato benissimo questi buchi nella roccia, nella foresta di Habarana: aveva messo le assi, aveva messo il quadro per la meditazione e addirittura degli scaffali per i libri. Quando superi il primo shock, poi ti rendi conto che dormire in natura è tutto un altro sonno, è una cosa meravigliosa.
Il mio maestro mi aveva insegnato come avvolgermi completamente nella veste, la veste arancione, la veste color zafferano, che anch’io indossavo nell’eremitaggio della foresta. I monaci lo fanno per dormire più tranquilli, in modo che i piccoli insetti evitino di entrare nelle aperture, come le narici, la bocca, le orecchie. Guardavo il mio maestro che si fasciava, che si avvolgeva tutto con la veste arancione, quella del monaco. Anche io, appena ho avuto questa veste a disposizione, ho fatto lo stesso. Ve lo consiglio: provateci. Non sentirete nulla, caldo o freddo. O per lo meno non li sentirete come nemici. Imparerete a familiarizzare con questi spiriti, lo spirito del caldo, lo spirito del freddo.





