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€760,00 €520,00

Corso Intensivo di formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale. 

DATE DISPONIBILI
  • 1
    APR
    2021
  • 2
    APR
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  • 3
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  • 5
    APR
    2021

SEMINARIO ONLINE IN DIRETTA

Orari: 

  • giorni feriali dalle 8 alle 14
  • sabato e domenica dalle 7 alle 13

Condotto da Selene Calloni Williams

Il  corso si rivolge a chi desidera svolgere una professione  come costellatore ad approccio immaginale e a  chi vuole conoscere la  psicogenealogia e sperimentare le costellazioni  familiari ad  approccio  immaginale per compiere una profonda esperienza  di crescita   personale.

Questo  corso ti consente di comprendere quali archetipi ti    influenzano e in  quale modo, di risolvere la tua nevrosi sociale e    superare i limiti  imposti dall’autoboicotaggio inconscio.

Una costellazione  familiare immaginale è la messa in scena di eventi   occorsi agli avi e al  costellante stesso attraverso l’utilizzo di    “rappresentanti”, di  persone, cioè, che interpretano i personaggi    evocati dalla memoria del  costellante. Attraverso questa evocazione    –che è un vero e proprio rito  sciamanico- il costellante si trova    sempre a contemplare grandi  emozioni, che sono anima, a dialogare con    impressionanti eventi, che  sono spiriti. Grazie a questa   contemplazione  e dialogo egli si porta  oltre la mente ordinaria, in   uno stato di  coscienza ampliato in cui  avviene la sua liberazione e  il  suo  risveglio. 

La psicogenealogia e le  costellazioni familiari ad approccio   immaginale funzionano perché si  fondano sulla pura esperienza al di   là  di soggetto e oggetto, oltre il  tempo e lo spazio. Centinaia di    operatori che oggi lavorano in istituti  pubblici e privati me lo    confermano ogni giorno.

“La Costellazione  Immaginale ha una marcia in più, è il lavoro   più  approfondito che si  possa fare in tema di psicogenealogia e    costellazioni familiari”  Stefania, psicoterapeuta.

Il corso rilascia il diploma di “facilitatore in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale” ed è parte della Scuola per operatori in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale.

Selene Calloni Williams parla della psicogenealogia : La psicogenalogia è un approccio alla  conoscenza di sé che passa   attraverso la contemplazione degli antenati. A  tal proposito le cose   possono essere viste da una prospettiva comune o,  come a me piace   definirla, da una visione immaginale o ribelle. La  prospettiva comune   dà per scontato il tempo lineare e quindi la  sensazione del prima e  del  dopo, il principio della causa e  dell’effetto, il senso dell’Io e  il  corpo quale realtà oggettiva. Da  questo punto di vista i nostri avi   sono individui esistiti in modo  oggettivo prima di noi e possono   influenzare il nostro destino. L’altra  prospettiva è nuova,   avveniristica e simultaneamente primitiva, propria  dell’umanità prima   che l’attuale civiltà prendesse avvio, è una visione  secondo natura.   Per citare Ungaretti, la nostra civiltà è “un atto di prepotenza contro la natura, un atto contro natura”  (si veda su You Tube “Pasolini intervista Ungaretti, “Che cos’è la  normalità”). 

Questo metodo di visione “altro”, non essendo propriamente  né nuovo   né rivoluzionario, a me piace chiamarlo immaginale o ribelle,  perché è   spirituale e naturale: la spiritualità e l’ecologia profonda  sono  atti  di ribellione e di libertà. Per adottare la visione ribelle,  come   spiego nel libro “Lo zen e l’arte della ribellione”, bisogna   liberarsi  degli “arconti” che sono le norme, le leggi e le regole che   abbiamo  introiettato e che ci condizionano. Una di queste è  sicuramente  la  convinzione che il tempo sia lineare e non circolare:  nella visione   lineare del tempo gli eventi appaiono disposti in una  sequenza lineare e   accadono perché hanno delle cause, mentre in una  visione circolare del   tempo tutto è presente in ogni attimo e si  manifesta perché ha un  fine.  In trent’anni di studio e lavoro ho  approfondito la conoscenza  diretta  (non solo attraverso i libri ma  soprattutto in prima persona)  delle  popolazioni primitive e animiste  ancora esistenti sul nostro  pianeta.  

Per gli sciamani animisti (lo sciamanismo è incentrato sul culto   degli  avi) gli antenati sono i nostri stessi organi, i nostri spiriti   guida.  Inoltre per gli sciamani le idee non sono un secreto del nostro    cervello, esse sono piuttosto spiriti, dei, demoni e tali sono gli    eventi: “enti”, “entità” “spiriti”. Gli organi sono disposizioni,    modalità attraverso le quali incontriamo le idee, gli dei. Per esempio    il cuore è la modalità della passione, il cervello è la modalità della    conoscenza. Queste modalità di incontro con le idee sono spesso comuni a    numerose generazioni nello stesso clan familiare, in tal senso, per   gli  sciamani, i nostri organi sono i nostri antenati. Contemplare le    immagini degli antenati è fare un’esperienza viscerale di noi stessi e    del perché la nostra anima è venuta. Compiere la missione dell’anima    significa realizzarla, poiché essa non è conoscibile dalla mente se non    nella misura in cui viene vissuta. Da una prospettiva immaginale e   anche  sciamanica, spirituale, naturale e ribelle non è propriamente   corretto  affermare che gli avi influenzano il nostro destino, semmai   gli avi sono  immagini (“eidola”, per gli antichi,   raffigurazioni simboliche  e idoli, immagini di culto) che ci  consentono  di conoscere più  profondamente il nostro rapporto con le  idee e,  quindi, di vivere più  intensamente il nostro destino.   L’accento non è  posto tanto sul  carattere negativo/malato degli avi,  bensì sulla  funzione positiva che  queste immagini possono avere sulla  nostra vita  una volta  pacificate/guarite. Parafrasando Borges posso dire che non esiste un destino migliore o peggiore, ma ciascuno    deve compiere il proprio destino. La contemplazione degli antenati, in    quanto archetipi, cioè modi d’essere e di vedere le cose, ci aiuta a    realizzare il nostro destino. Quella che io chiamo psicogenealogia    immaginale è un esercizio di dialogo con le immagini degli avi che ci    avvicina alla realizzazione di noi stressi. La chiamo psicogenealogia    immaginale perché è sciamanica, cioè ribelle e aiuta a sviluppare un    diverso metodo di pensiero, avveniristico e simultaneamente primitivo.    Nella nostra epoca, che ha vitale bisogno di creatività, questo è    decisamente un metodo di pensiero vincente. È grazie a questa visione    diversa che il ribelle si gusta la pioggia, quando tutti gli altri si    bagnano: anche la pioggia è anima e non pura materia oggettiva, ma    bisogna “vederlo” per “viverlo”. Al fine di dialogare con gli avi,    utilizzo vari metodi tra cui il genogramma, le costellazioni familiari e    le Carte dei Nat. Queste ultime le ho messe a punto con l’aiuto di  una   amica sciamana del Myanmar; i Nat infatti sono gli Spiriti di  Natura  che  vivono in Myanmar, sul Monte Popa, sono simboli universali e  ci   permettono di relazionarci con i nostri avi in quanto archetipi    universali. Le Carte dei Nat sono poi state disegnate da un grande    artista di arte sacra italiano, Luigi Scapini, che ha preso a modello    gli originali birmani, sono in vendita in libreria come allegato al mio    libro “Le Carte dei Nat”, edito da Mediterranee. Le costellazioni    familiari e il genogramma sono strumenti importanti, possono essere    proposti e vissuti alla luce di un pensiero comune, secondo i   meccanismi  del principio di causa ed effetto, oppure possono essere   rituali  sciamanici di straordinario potere capaci non solo di portarti  a   dialogare con le immagini dei tuoi antenati, ma anche di  permetterti  di  sviluppare un pensiero ribelle o immaginale. La visione  immaginale  ti  ridesta dall’impressione che i tuoi avi ti abbiano  preceduto, ti  sveglia  da un sonno ipnotico, liberandoti dal ruolo di  vittima. Faccio  un  esempio per spiegarmi meglio. Luisa si è rivolta a  me due anni fa   affinché l’aiutassi a realizzare un importante  traguardo di lavoro   attraverso la psicogenealogia e le costellazioni  familiari ad approccio   immaginale. Luisa è un’imprenditrice nel mondo  della cultura, la   creatività è alla base del suo lavoro. Pochi giorni  prima aveva avuto  un  brutto incidente d’auto che l’aveva costretta a  non poter  presenziare  ad una riunione fondamentale per lo sviluppo  futuro della  sua attività  imprenditoriale. Questo incidente, che lei  considerava un  disastro  professionale, era stato l’evento scatenante  che l’aveva  condotta da me.  Luisa mi raccontò che l’incidente era  stato causato da  un colpo di  sonno che le era venuto a causa del fatto  che lei lavorava  troppo e  questo perché nella sua famiglia tutti si  erano conquistati la  propria  posizione lavorando molto, perciò anche  lei si sentiva in  obbligo di  faticare parecchio. Inoltre mi aveva  detto che lei era  proprio in  quell’età in cui sua madre aveva avuto un  terribile  incidente che  l’aveva costretta a zoppicare per il resto  della sua  vita, mentre sua  nonna, alla stesa età, aveva perso i suoi  averi a  causa della guerra.  Facile per Luisa collegare tutti questi  eventi in  una sequenza temporale  di causa ed effetto. Ho cercato di  spiegare a  Luisa che gli eventi sono  “enti”, “entità”, “spiriti”, dei e  numi, essi  non accadono perché  ubbidiscono a leggi di causa ed  effetto, ma in  quanto hanno qualcosa da  dirci, da mostrarci, sono voci  dell’anima che  ci chiama ristabilire un  equilibrio primevo, un ordine  universale  fondato sull’amore e sulla fede  che abbiamo tradito, un  patto con la  natura e con la bellezza che  l’essere umano ha disatteso.  Un dio non ha  necessità di un perché, lo  sapeva bene Euripide che nelle sue Baccanti fece dire al coro: “Nulla accade di ciò che è atteso, ma un dio trova le vie dell’inatteso”.    E così gli eventi non hanno bisogno di un perché per accadere. Il    perché lo costruisce la mente ma, come direbbero i buddhisti, è sempre chitta maya, “inganno della coscienza”. Quello che ho fatto con Luisa è farle evocare il suo dio, il suo daimon, farle rivivere l’evento dell’incidente: il rumore, il colore, la    sensazione fisica, il sapore, la forma dell’evento. E mentre lei era a    tu per tu con il suo daimon, ha incominciato a ricordare    l’incidente di sua madre e poi è arrivata la nonna con tutta la sua    emozione di perdita e rabbia. Mentre Luisa era nella rabbia, nel    fracasso delle lamiere che si contorcevano e nel sobbalzo del cuore,    nella sospensione del respiro, la sua mente si è completamente    annullata. Luisa è uscita dal tempo, io ho visto l’attimo esatto in cui   è  uscita: il suo ultimo attimo da vittima e il primo attimo della sua    libertà. L’ho vista in compagnia del suo daimon, del suo    demone, e ho “visto” il demone trasformarsi nel suo più potente alleato    non appena Luisa ha rinunciato a capirlo, a dargli un perché, a   volerlo  fuggire e controllare simultaneamente. Ho “visto” tutti i suoi  chakra aprirsi e ho “visto” sua nonna e sua madre al suo  fianco, anche loro   finalmente libere, perché la libertà di uno è la  libertà di tutti; le  ho  “viste” scaricarsi di dosso il bisogno di  passare attraverso lo  sforzo  personale per conquistare risultati e le  ho percepite insieme:  distinte  ma non separate. I nostri avi sono  immagini che ci aiutano a   intensificare le esperienze della nostra  vita perché a loro volta essi   hanno vissuto quelle emozioni e ci  aiutano a guardarle anche da altre   prospettive. In quelle emozioni vi è  il richiamo dell’anima ad   abbandonare il controllo, a dire di sì, a  ritrovare la fede e l’amore   incondizionato per ciò che è, esattamente  così com’è, nell’attimo in  cui  è, nel luogo dove si svolge:  eternamente qui e ora.


APPROFONDAMENTI VIDEO

  • Cosa imparerai in questo corso
    • basi della psicologia transgenerazionale o psicogenealogia e delle costellazioni familiari ad approccio immaginale
    • disegno del genogramma e sua elaborazione
    • come evidenziare il mito che il “costellante” ripete incessantemente nella sua vita in modo inconsapevole,
    • come utilizzare le carte dei Nat
    • basi del metodo simboloimmaginale
    • come condurre una meditazione sulla storia familiare
    • come condurre una costellazione ad approccio immaginale, come  chiudere la costellazione con le “formule psichiche per la creazione immaginale.
  • Materiale da preparare
    • Il libro “Le Carte dei Nat” di Selene Calloni Williams (puoi acquistarlo cliccando qui)
    • Notizie sui membri della tua famiglia e sui tuoi avi: ad esempio      date di nascita, morte, date di matrimonio, eventuali bambini non nati,      eventi particolari accaduti (ad esempio: cambiamenti di status     economico  e sociale, fallimenti, incidenti significativi, migrazioni    di  parti  della famiglia); particolari malattie o eventi che possano    aver  influito  sul ‘destino’ della famiglia.
    • Fotografie, per te importanti e significative, dei membri della tua famiglia.
    • Una matita per scrivere sul retro delle Carte dei Nat
    • Fogli grandi da disegno, preferibilmente A3,
    • Pastelli o matite colorate
    • Una bandana per bendare gli occhi durante le fasi di meditazione.
    • Tappetino o analogo da stendere a terra.
  • Selene Calloni Williams

    Selene Calloni Williams è l’autrice di “Psicogenealogia e Costellazioni   Familiari ad Approccio Immaginale" , edizioni Spazio Interiore”;  “Le   Carte dei Nat e le Costellazioni Familiari", edizioni Mediterranee,    ed   è  caposcuola dell’immaginale applicato alle costellazioni. Questo approccio, ispirato all’insegnamento di grandi maestri, come C. G.  Jung    e  James Hillman e oggi divulgato dalla scuola svizzera di  Imaginal  Academy, vanta numerosi allievi che divulgano le  Costellazioni     Immaginali lavorando in istituzioni pubbliche e private  in Svizzera,  in  Italia e nel mondo.

  • Letture consigliate

    Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale, di Selene Calloni Williams, edizioni Spazio Interiore.

    James Hillman, il cammino del "fare anima" e dell'ecologia profonda di Selene Calloni Williams, edizioni Mediterranee

    Le Carte dei Nat e le costellazioni familiari di Selene Calloni Williams, edizioni Mediterranee.

    Thonban Hla, la leggenda di Selene Calloni Williams, edizioni Tlon 

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