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Corso Intensivo di formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale. 

DATE DISPONIBILI
  • 2
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    2020
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SEMINARIO ONLINE IN DIRETTA

Orari: 

  • 2 dicembre: dalle 8 alle 14
  • 3 dicembre: dalle 8 alle 14
  • 4 dicembre: dalle 8 alle 14
  • 5 dicembre: dalle 7.00 alle 13
  • 6 dicembre: dalle 7.00 alle 13


Condotto da Selene Calloni Williams

Il  corso si rivolge a chi desidera  svolgere una professione  come  costellatore ad approccio immaginale e a  chi vuole conoscere la   psicogenealogia e sperimentare le costellazioni  familiari ad approccio   immaginale per compiere una profonda esperienza  di crescita  personale.

Questo  corso ti consente di comprendere quali archetipi ti   influenzano e in  quale modo, di risolvere la tua nevrosi sociale e   superare i limiti  imposti dall’autoboicotaggio inconscio.

Una costellazione  familiare immaginale è la messa in scena di eventi  occorsi agli avi e al  costellante stesso attraverso l’utilizzo di   “rappresentanti”, di  persone, cioè, che interpretano i personaggi   evocati dalla memoria del  costellante. Attraverso questa evocazione   –che è un vero e proprio rito  sciamanico- il costellante si trova   sempre a contemplare grandi  emozioni, che sono anima, a dialogare con   impressionanti eventi, che  sono spiriti. Grazie a questa  contemplazione  e dialogo egli si porta  oltre la mente ordinaria, in  uno stato di  coscienza ampliato in cui  avviene la sua liberazione e il  suo  risveglio. 

La psicogenealogia e le  costellazioni familiari ad approccio   immaginale funzionano perché si  fondano sulla pura esperienza al di  là  di soggetto e oggetto, oltre il  tempo e lo spazio. Centinaia di   operatori che oggi lavorano in istituti  pubblici e privati me lo   confermano ogni giorno.

“La Costellazione  Immaginale ha una marcia in più, è il lavoro  più  approfondito che si  possa fare in tema di psicogenealogia e   costellazioni familiari”  Stefania, psicoterapeuta.

Il corso rilascia il diploma di “facilitatore in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale” ed è parte della Scuola per operatori in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale.

Selene Calloni Williams parla della psicogenealogia : La psicogenalogia è un approccio alla  conoscenza di sé che passa  attraverso la contemplazione degli antenati. A  tal proposito le cose  possono essere viste da una prospettiva comune o,  come a me piace  definirla, da una visione immaginale o ribelle. La  prospettiva comune  dà per scontato il tempo lineare e quindi la  sensazione del prima e del  dopo, il principio della causa e  dell’effetto, il senso dell’Io e il  corpo quale realtà oggettiva. Da  questo punto di vista i nostri avi  sono individui esistiti in modo  oggettivo prima di noi e possono  influenzare il nostro destino. L’altra  prospettiva è nuova,  avveniristica e simultaneamente primitiva, propria  dell’umanità prima  che l’attuale civiltà prendesse avvio, è una visione  secondo natura.  Per citare Ungaretti, la nostra civiltà è “un atto di prepotenza contro la natura, un atto contro natura”  (si veda su You Tube “Pasolini intervista Ungaretti, “Che cos’è la  normalità”). 

Questo metodo di visione “altro”, non essendo propriamente  né nuovo  né rivoluzionario, a me piace chiamarlo immaginale o ribelle,  perché è  spirituale e naturale: la spiritualità e l’ecologia profonda  sono atti  di ribellione e di libertà. Per adottare la visione ribelle,  come  spiego nel libro “Lo zen e l’arte della ribellione”, bisogna  liberarsi  degli “arconti” che sono le norme, le leggi e le regole che  abbiamo  introiettato e che ci condizionano. Una di queste è sicuramente  la  convinzione che il tempo sia lineare e non circolare: nella visione   lineare del tempo gli eventi appaiono disposti in una sequenza lineare e   accadono perché hanno delle cause, mentre in una visione circolare del   tempo tutto è presente in ogni attimo e si manifesta perché ha un  fine.  In trent’anni di studio e lavoro ho approfondito la conoscenza  diretta  (non solo attraverso i libri ma soprattutto in prima persona)  delle  popolazioni primitive e animiste ancora esistenti sul nostro  pianeta.  

Per gli sciamani animisti (lo sciamanismo è incentrato sul culto  degli  avi) gli antenati sono i nostri stessi organi, i nostri spiriti  guida.  Inoltre per gli sciamani le idee non sono un secreto del nostro   cervello, esse sono piuttosto spiriti, dei, demoni e tali sono gli   eventi: “enti”, “entità” “spiriti”. Gli organi sono disposizioni,   modalità attraverso le quali incontriamo le idee, gli dei. Per esempio   il cuore è la modalità della passione, il cervello è la modalità della   conoscenza. Queste modalità di incontro con le idee sono spesso comuni a   numerose generazioni nello stesso clan familiare, in tal senso, per  gli  sciamani, i nostri organi sono i nostri antenati. Contemplare le   immagini degli antenati è fare un’esperienza viscerale di noi stessi e   del perché la nostra anima è venuta. Compiere la missione dell’anima   significa realizzarla, poiché essa non è conoscibile dalla mente se non   nella misura in cui viene vissuta. Da una prospettiva immaginale e  anche  sciamanica, spirituale, naturale e ribelle non è propriamente  corretto  affermare che gli avi influenzano il nostro destino, semmai  gli avi sono  immagini (“eidola”, per gli antichi,  raffigurazioni simboliche  e idoli, immagini di culto) che ci consentono  di conoscere più  profondamente il nostro rapporto con le idee e,  quindi, di vivere più  intensamente il nostro destino.  L’accento non è  posto tanto sul  carattere negativo/malato degli avi, bensì sulla  funzione positiva che  queste immagini possono avere sulla nostra vita  una volta  pacificate/guarite. Parafrasando Borges posso dire che non esiste un destino migliore o peggiore, ma ciascuno   deve compiere il proprio destino. La contemplazione degli antenati, in   quanto archetipi, cioè modi d’essere e di vedere le cose, ci aiuta a   realizzare il nostro destino. Quella che io chiamo psicogenealogia   immaginale è un esercizio di dialogo con le immagini degli avi che ci   avvicina alla realizzazione di noi stressi. La chiamo psicogenealogia   immaginale perché è sciamanica, cioè ribelle e aiuta a sviluppare un   diverso metodo di pensiero, avveniristico e simultaneamente primitivo.   Nella nostra epoca, che ha vitale bisogno di creatività, questo è   decisamente un metodo di pensiero vincente. È grazie a questa visione   diversa che il ribelle si gusta la pioggia, quando tutti gli altri si   bagnano: anche la pioggia è anima e non pura materia oggettiva, ma   bisogna “vederlo” per “viverlo”. Al fine di dialogare con gli avi,   utilizzo vari metodi tra cui il genogramma, le costellazioni familiari e   le Carte dei Nat. Queste ultime le ho messe a punto con l’aiuto di una   amica sciamana del Myanmar; i Nat infatti sono gli Spiriti di Natura  che  vivono in Myanmar, sul Monte Popa, sono simboli universali e ci   permettono di relazionarci con i nostri avi in quanto archetipi   universali. Le Carte dei Nat sono poi state disegnate da un grande   artista di arte sacra italiano, Luigi Scapini, che ha preso a modello   gli originali birmani, sono in vendita in libreria come allegato al mio   libro “Le Carte dei Nat”, edito da Mediterranee. Le costellazioni   familiari e il genogramma sono strumenti importanti, possono essere   proposti e vissuti alla luce di un pensiero comune, secondo i  meccanismi  del principio di causa ed effetto, oppure possono essere  rituali  sciamanici di straordinario potere capaci non solo di portarti a   dialogare con le immagini dei tuoi antenati, ma anche di permetterti  di  sviluppare un pensiero ribelle o immaginale. La visione immaginale  ti  ridesta dall’impressione che i tuoi avi ti abbiano preceduto, ti  sveglia  da un sonno ipnotico, liberandoti dal ruolo di vittima. Faccio  un  esempio per spiegarmi meglio. Luisa si è rivolta a me due anni fa   affinché l’aiutassi a realizzare un importante traguardo di lavoro   attraverso la psicogenealogia e le costellazioni familiari ad approccio   immaginale. Luisa è un’imprenditrice nel mondo della cultura, la   creatività è alla base del suo lavoro. Pochi giorni prima aveva avuto  un  brutto incidente d’auto che l’aveva costretta a non poter  presenziare  ad una riunione fondamentale per lo sviluppo futuro della  sua attività  imprenditoriale. Questo incidente, che lei considerava un  disastro  professionale, era stato l’evento scatenante che l’aveva  condotta da me.  Luisa mi raccontò che l’incidente era stato causato da  un colpo di  sonno che le era venuto a causa del fatto che lei lavorava  troppo e  questo perché nella sua famiglia tutti si erano conquistati la  propria  posizione lavorando molto, perciò anche lei si sentiva in  obbligo di  faticare parecchio. Inoltre mi aveva detto che lei era  proprio in  quell’età in cui sua madre aveva avuto un terribile  incidente che  l’aveva costretta a zoppicare per il resto della sua  vita, mentre sua  nonna, alla stesa età, aveva perso i suoi averi a  causa della guerra.  Facile per Luisa collegare tutti questi eventi in  una sequenza temporale  di causa ed effetto. Ho cercato di spiegare a  Luisa che gli eventi sono  “enti”, “entità”, “spiriti”, dei e numi, essi  non accadono perché  ubbidiscono a leggi di causa ed effetto, ma in  quanto hanno qualcosa da  dirci, da mostrarci, sono voci dell’anima che  ci chiama ristabilire un  equilibrio primevo, un ordine universale  fondato sull’amore e sulla fede  che abbiamo tradito, un patto con la  natura e con la bellezza che  l’essere umano ha disatteso. Un dio non ha  necessità di un perché, lo  sapeva bene Euripide che nelle sue Baccanti fece dire al coro: “Nulla accade di ciò che è atteso, ma un dio trova le vie dell’inatteso”.   E così gli eventi non hanno bisogno di un perché per accadere. Il   perché lo costruisce la mente ma, come direbbero i buddhisti, è sempre chitta maya, “inganno della coscienza”. Quello che ho fatto con Luisa è farle evocare il suo dio, il suo daimon, farle rivivere l’evento dell’incidente: il rumore, il colore, la   sensazione fisica, il sapore, la forma dell’evento. E mentre lei era a   tu per tu con il suo daimon, ha incominciato a ricordare   l’incidente di sua madre e poi è arrivata la nonna con tutta la sua   emozione di perdita e rabbia. Mentre Luisa era nella rabbia, nel   fracasso delle lamiere che si contorcevano e nel sobbalzo del cuore,   nella sospensione del respiro, la sua mente si è completamente   annullata. Luisa è uscita dal tempo, io ho visto l’attimo esatto in cui  è  uscita: il suo ultimo attimo da vittima e il primo attimo della sua   libertà. L’ho vista in compagnia del suo daimon, del suo   demone, e ho “visto” il demone trasformarsi nel suo più potente alleato   non appena Luisa ha rinunciato a capirlo, a dargli un perché, a  volerlo  fuggire e controllare simultaneamente. Ho “visto” tutti i suoi chakra aprirsi e ho “visto” sua nonna e sua madre al suo fianco, anche loro   finalmente libere, perché la libertà di uno è la libertà di tutti; le  ho  “viste” scaricarsi di dosso il bisogno di passare attraverso lo  sforzo  personale per conquistare risultati e le ho percepite insieme:  distinte  ma non separate. I nostri avi sono immagini che ci aiutano a   intensificare le esperienze della nostra vita perché a loro volta essi   hanno vissuto quelle emozioni e ci aiutano a guardarle anche da altre   prospettive. In quelle emozioni vi è il richiamo dell’anima ad   abbandonare il controllo, a dire di sì, a ritrovare la fede e l’amore   incondizionato per ciò che è, esattamente così com’è, nell’attimo in  cui  è, nel luogo dove si svolge: eternamente qui e ora.


APPROFONDAMENTI VIDEO

  • Cosa imparerai in questo corso
    • basi della psicologia transgenerazionale o psicogenealogia e delle costellazioni familiari ad approccio immaginale
    • disegno del genogramma e sua elaborazione
    • come evidenziare il mito che il “costellante” ripete incessantemente nella sua vita in modo inconsapevole,
    • come utilizzare le carte dei Nat
    • basi del metodo simboloimmaginale
    • come condurre una meditazione sulla storia familiare
    • come condurre una costellazione ad approccio immaginale, come    chiudere la costellazione con le “formule psichiche per la creazione    immaginale.
  • A chi è consigliato

    A tutti, ma in particolare a chi desidera migliorare la propria vita e sciogliere le proprie paure.

    “La costellazione immaginale non è paragonabile alle costellazioni    familiari che ho fatto in precedenza, è qualcosa di più profondo e    risolutivo, straordinario! Se avete tempo, denaro ed energia per una    sola esperienza di costellazione, non disperdete le vostre risorse,   fate  la costellazione immaginale!” Nicola, imprenditore.

  • Materiale da Preparare
    • Il libro “Le Carte dei Nat” di Selene Calloni Williams (puoi acquistarlo cliccando qui)
    • Notizie sui membri della tua famiglia e sui tuoi avi: ad esempio    date di nascita, morte, date di matrimonio, eventuali bambini non nati,    eventi particolari accaduti (ad esempio: cambiamenti di status   economico  e sociale, fallimenti, incidenti significativi, migrazioni  di  parti  della famiglia); particolari malattie o eventi che possano  aver  influito  sul ‘destino’ della famiglia.
    • Fotografie, per te importanti e significative, dei membri della tua famiglia.
    • Una matita per scrivere sul retro delle Carte dei Nat
    • Fogli grandi da disegno, preferibilmente A3,
    • Pastelli o matite colorate
    • Una bandana per bendare gli occhi durante le fasi di meditazione.
    • Tappetino o analogo da stendere a terra.
  • Selene Calloni Williams

    Selene Calloni Williams è l’autrice di “Psicogenealogia e Costellazioni    Familiari ad Approccio Immaginale" , edizioni Spazio Interiore”;  “Le    Carte dei Nat e le Costellazioni Familiari", edizioni Mediterranee,  ed   è  caposcuola dell’immaginale applicato alle costellazioni. Questo    approccio, ispirato all’insegnamento di grandi maestri, come C. G. Jung   e  James Hillman e oggi divulgato dalla scuola svizzera di Imaginal    Academy, vanta numerosi allievi che divulgano le Costellazioni    Immaginali lavorando in istituzioni pubbliche e private in Svizzera, in    Italia e nel mondo.

  • Letture consigliate

    Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale, di Selene Calloni Williams, edizioni Spazio Interiore.

    James Hillman, il cammino del "fare anima" e dell'ecologia profonda di Selene Calloni Williams, edizioni Mediterranee

    Le Carte dei Nat e le costellazioni familiari di Selene Calloni Williams, edizioni Mediterranee.

    Thonban Hla, la leggenda di Selene Calloni Williams, edizioni Tlon 

DATE DISPONIBILI
  • 2
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  • 5
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  • 6
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    2020

Costs

Participation fee for the course:

  • 650 euro, registration and payment of the deposit at least 45 days in advance
  • 690 euro, registration and payment of the deposit at least 30 days in advance
  • 760 euro, registration and payment of the deposit with less than 30 days in advance

How to register

  • Send an email to info@imaginalacademy.org confirming the 'intention to take the course and specifying your name, surname, date and place of birth and telephone number.
  • Pour a deposit of 400 Euros, according to one of the following payment methods:
    • Bank transfer to the following account: Current account n. 913191969 Association Nonterapia - Swiss Post - PostFinance CH-3030 Bern - Swift and BIC: POFICHBEXXX - IBAN: CH34 09000000913191969 - Branch of Bissone
  • paypal / credit card by going to the following link:   https://www.paypal.me/ ImaginalAcademy
  • Send confirmation of receipt of payment.

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