Il Nat 5, Thonban Hla, la dea della bellezza

  • 2 aprile 2019

Tre orchidee gialle per il Nat 5, Thonban Hla, la dea della bellezza

 La bellezza dovrebbe essere la prima preoccupazione di un politico. La politica dovrebbe cercare di sostenere la natura in primis per sottrarsi all’asservimento dei mercati.

Tradotto letteralmente il nome Thonban Hla significa “Tre volte bella”. La storia di questo Nat mi ha sempre affascinata molto, tanto che le ho dedicato un libro (Selene Calloni William, “Thonban Hla, la leggenda”, edito da Tlon.

Dostoevskij non si sbagliava nel dire che “la bellezza salverà il mondo”.

La bellezza, infatti, è un’esperienza di trascendenza di sé, di estasi. La contemplazione della bellezza genera un rapimento estatico che trasporta oltre i limiti ordinari della mente pensante e al di là dei confini dell’Io. La bellezza è un’esperienza spirituale. Infatti è il modo in cui l’amore e il sacro si rendono evidenti. La bellezza ha in sé una forte componente di caducità, di impermanenza. Un fiore è bello proprio perché effimero. Un fiore immutabile e imperituro non è bello, è un oggetto di plastica, non genera passione. La caratteristica di impermanenza della bellezza esprime il vero significato del sacro, che è darsi per creare oltre se stessi (darsi al mistero per creare vera conoscenza, darsi a un partner per generare una nuova vita, darsi a un ideale per manifestare una nuova possibilità nel mondo, ecc.).

La bellezza dovrebbe essere la prima preoccupazione di un politico. La politica dovrebbe cercare di sostenere la natura, l’arte, le scienze umane in primis per sottrarsi all’asservimento dei mercati. Invece natura, filosofia, arte sono sempre secondarie per i politici, il loro principale centro d’interesse continua ad essere l’economia.

Purtroppo abbiamo ecologisti che non sanno fare politica e politici che non stanno dalla parte della bellezza ma unicamente da quella dei mercati.  Questa è una situazione quasi scontata in una civiltà desacralizzata come la nostra nella quale il sapere e il potere non sono mai uniti: chi sa non ha il potere e chi ha il potere non sa. Certo, c’è una certa conoscenza del potere, ma è una conoscenza di tipo tecnico, strategico, e c’è un certo potere del sapere, però si tratta di un potere carismatico, non istituzionale, perché chi sa non è interessato al potere ma unicamente alla ricerca della verità. Bisognerebbe creare figure di veri leader, che uniscano in sé sapere e potere, ed è bene incominciare a farlo da noi stessi, unendo potere e sapere dentro di noi. Per questo compito lo strumento principale che abbiamo a disposizione è proprio la bellezza.  Difendere la natura e l’arte, cioè la bellezza, per riportare il sacro nella società deve essere il ruolo dei nuovi leader, dei veri leader.

Il progresso scientifico-tecnologico è il motore del progresso delle società, delle istituzioni, dei poteri.

Il sacro è il motore dell’evoluzione dell’uomo.

Che cosa ci importa di continuare a progredire se non riusciamo più ad evolvere?

L’evoluzione dell’uomo è strettamente connessa al senso del sacro.  L’uomo può superarsi soltanto svanendo, dissolvendosi in qualcosa di più grande. L’evoluzione comporta una morte e rinascita, implica il sacrum facere. La bellezza in quanto strumento del sacro, è fondamentale all’evoluzione umana. I politici dovrebbero saperlo e operare prima per la salvaguardia della bellezza e poi per quella dei mercati, invece continuano a fare l’opposto.

Le società che, come la nostra, hanno perduto il senso del sacro non possono più evolvere. In questo caso stagnazione significa lento, inesorabile, sofferto disfacimento.

Le tecnologie hanno reso le nostre vite, forse, più confortevoli, ma di certo non siamo più felici di quanto eravamo in passato, anzi, il cosiddetto tecno-stress sembrerebbe essere la base di nuove malattie, persino epidemiche. Le macchine sono strumenti, anche la bellezza è uno strumento, ci sono strumenti per il progresso e strumenti per l’evoluzione: VANNO USATI ENTRAMBI! Altrimenti lo squilibrio tra un mondo che cambia velocissimamente a causa del progresso tecnologico e un uomo che ristagna potrebbe divenire insostenibile.

Compito della politica dovrebbe essere sostenere l’evoluzione umana perché al progresso tecnologico ci pensa già il mercato e anche con grande interesse.

Il senso del bello e del sacro deve ritornare a farsi sentire nella vita politica e con ciò non mi riferisco solo a chi detiene le cariche istituzionali ma ad ogni cittadino, perché ognuno di noi è un soggetto politico e ognuno di noi è responsabile per la bellezza, l’estasi e l’evoluzione che porta nella propria vita e nella vita di coloro con i quali è a contatto.

Fino a quando il popolo sarà convinto che con la bellezza non si mangia, finché il popolo avrà un’opinione così svilente di se stesso, saremo in balia dei mercati e vendere il proprio tempo per denaro sarà  un’abitudine accettata e condivisa. Il fatto è che il tempo non esiste, è un parametro mentale, la vita, quella sì esiste per davvero; ciò che scorre via non è il tempo, ma è la vita.

Lasciare trascorre la propria vita senza tentare mai veramente di cambiare le cose, di stravolgere le parti, di restituire alla bellezza, alla natura, al sacro, all’amore, alla Madre dei Mondi (come la chiamerebbe un mistico) ciò che le appartiene di diritto, non significa forse essere complici del massacro della natura e della felicità del genere umano?

Tutte le ricchezze di questo mondo appartengono alla natura, da essa provengono e ad essa vanno restituite. L’uomo può usarle ma deve restituirle. Ad oggi ancora abbiamo un’economia che produce un quantità enorme di schifezze che non sono riciclabili.

Si fa bellezza, si lotta per il sacro anche rifiutandosi di comperare, BASTA COMPERARE! FINIAMOLA! Basta comperare oggetti che non possono essere restituiti alla Madre, perché non sono riciclabili, investiamo i nostri soldi, pochi o tanti che siano, nella bellezza, senza paura, investiamo il nostro tempo nella bellezza, e chi se ne frega se non avremo lo stipendio a fine mese, lavorare per uno stipendio non è forse una forma di schiavitù?

Anche passare la vita attaccati a un telefonino o a un computer per vendere e comperare valute o azioni è davvero una cosa degna? Magari a fine mese ti trovi più soldi nel conto in banca ma il tuo tempo –che è il solo vero valore che possiedi- se n’è andato.  Hai il denaro, ma non hai più il tempo. E invece dovresti avere sia il denaro, sia il tempo per evolvere e creare. Il denaro cos’è? È solo una convenzione, ha un valore perché c’è uno stato che lo garantisce. Devi sapere che in ogni momento chi detiene il potere può decidere di svalutare i tuoi soldi, la tua casa e che dall’oggi al domani quello che hai accumulato potrebbe non valere più niente; è successo tante volte nella storia, può succedere ancora e ancora. Il tuo denaro domani potrebbe non valere più nulla e di certo non varrà nulla di fronte alla morte.  La tua bellezza è il tuo solo vero valore, nessuno può rapirtelo o sciupartelo, nemmeno il tempo, nemmeno la morte, perché la vera bellezza è il potere di creare.

Esiste un modo di vivere nell’abbondanza, nella ricchezza senza vendersi. Ho conosciuto uomini tremendamente ricchi e impeccabilmente spirituali, uno è stato Michael Williams, il mio grande maestro di yoga e sciamanismo, uno è stato Raimon Panikkar, il celebre teologo uno è stato Kazimir, lo sciamano siberiano protagonista dei miei racconti, “Il Profumo della luna” e “Discorso alla luna”, una è stata la grande artista protagonista del mio libro “Ci credo, ci riesco”, che ho chiamato Carla nel libro.

Se hai compreso che il tuo tempo è sacro, perché esso è la tua stessa vita, e che devi usarlo per evolvere ed essere sempre più felice, fino all’estasi, sempre più ricco, fino all’abbondanza illimitata, sempre più realizzato, fino all’eudaimonia, allora puoi venire a uno dei miei seminari sul denaro. È risaputo che un alchimista deve già possedere un po’ di oro per fabbricare oro. Per sapere se hai questo oro devi guardarti dentro adesso che hai terminato di leggere questo articolo e onestamente ascoltarti: se dentro di te c’è qualcuno che sta pronunciando un “sì”, non importa se si tratta di un “sì” intimorito o deciso, se sussurrato o gridato, se qualcuno dentro di te adesso sta pronunciando un “sì”, allora hai tutto l’oro di cui hai bisogno.

 

 

Selene Calloni WIlliams

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