Il Nat 20 è la Signora della Pena, l'Arcano della Morte

  • 9 luglio 2019

Nello sciamanismo turco mongolo l’anima è vista come tre in una: esiste un’anima madre, un’anima del ricordo e un’anima della reincarnazione. Al momento della morte vi sono sempre due possibilità per l’uomo che si esercitano in una infinità di gradazioni e di intensità.

La prima è il culmine di una vita spesa bene, cioè spesa alla ricerca e al servizio della verità. Questa morte è un risveglio, una ricongiunzione di tutti gli opposti, un ritrovamento assoluto e definitivo dello stato di non-dualità. Nel buddhismo è chiamata Nirvana. La parola Nirvana tradotta letteralmente significa “estinzione” e fa riferimento alla fine dell’illusione della separazione, il dissolversi dell’inganno del tempo e il trionfo dell’amore.

La seconda morte accade quando si muore impreparati alla riunificazione e vittime delle paura. Allora si cade nella fossa dell’inconsapevolezza e si trasmigra di nuovo verso la sensazione di una nuova rinascita e di una nuova vita, che sarà un insieme di immagini, impressioni attraverso le quali saremo richiamati a ricordare l’amore, l’unione e, a superare la separazione.

La prima immagine che genera questa morte è l’impressione della separazione delle tre anime. Quando si muore perdendo la consapevolezza, allora si perde l’anima madre, la quale prende rifugio nell’osso pubico e qui permane fino a che l’osso non si rompa, quindi si unisce alla natura.

L’anima del ricordo, dopo la morte, prende rifugio nelle vertebre cervicali e qui permane fino a che queste non si rompano, quindi prende rifugio in un albero o in una roccia o nei pressi di un fiume. Alcuni sciamani turco-mongoli sono persino capaci di disegnare sul sasso o sull’albero l’immagine del volto della persona morta che lo abita.

Infine, l’anima della reincarnazione, dopo la morte, inizia il suo viaggio nel mondo infero e attraversa molteplici esperienze che le servono per sciogliere paure e attaccamenti, bruciando karma negativo. Sempre allo scopo di sciogliere paure e attaccamenti, l’anima della reincarnazione decide poi di manifestare una nuova nascita.

Quando questa decisione è presa, l’anima madre cerca l’anima del ricordo e ad essa si unisce. Quest’unione è simboleggiata dall’incontro di due genitori i quali sono portatori ciascuno di una storia che è tale da poter rappresentare per il figlio prove importanti che egli dovrà affrontare per sciogliere i suoi attaccamenti.

A parte l’intenzione dell’anima di sciogliere paure e attaccamenti e bruciare il karma negativo rappresentato da ignoranza e senso di separazione, non vi è nulla di reale: tutto è immagine, sogno, apparizione.

L’unione di due genitori è un’immagine e in questa immagine sono contenute tutte le immagini della vita del nascituro. La vita è una grande immagine complessa, ologrammatica, in cui la parte è nel tutto e il tutto è nella parte. Questa immagine è il desiderio dell’anima di ricongiungersi al Divino, al paradiso. Poiché quest’ultimo non è mai stato altrove, se non qui e ora, lo sforzo dell’anima è quello di togliere i veli che offuscano lo sguardo della coscienza, questi veli si chiamano senso di attaccamento, colpa, paura, ignoranza e cecità.

Il karma è la forza stessa dell’anima di creare immagini di sfide e prove importanti, cimentandosi nella quali, la coscienza possa rendersi conto dei propri attaccamenti, delle proprie paure e ignoranze e superarle.

In tutto ciò una delle sfide più importanti create dal karma sono le nostre relazioni umane.

Comprendere profondamente le nostre relazioni significa divenire coscienti di una grande parte del nostro karma. Il karma è un vento che s’acquieta non appena viene  osservato da uno sguardo consapevole che vi si affida, come l’aquila si affida all’aria che la porta.

Nello yoga sciamanico l’immagine della morte è vista come un potente ingrediente della chiave segreta dell’arte del vivere. Immaginarsi sul punto di morire, al termine della vita e guardare la propria vita dalla prospettiva della morte aiuta a prendere decisioni scevre da paure e condizionamenti e aiuta a vivere con più intensità. 

Selene Calloni WIlliams

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CALLONI WILLIAMS