Il Nat 7, il Signore della Giustizia

  • 5 marzo 2019

Mintará è il Signore della Giustizia, l’arcano della Giustizia Naturale.

L’umanità si è molto allontanata dalla natura. Oggi comprendere cosa sia la giustizia naturale è molto difficile per l’uomo, ma è importante. Perdere il senso della giustizia naturale costringe l’individuo a una profonda crisi di sofferenza; egli non può spiegarsi la ragione di molti avvenimenti a mezzo della sola mente e rimane impotente di fronte al proprio destino, che talora subisce con un profondo senso di ingiustizia e di rabbia.

Controllare gli eventi con il pensiero logico non è mai possibile fino in fondo; se si fa conto unicamente sulla ragione si rischia di finire sgomenti.

La logica, con lo sviluppo della tecnologia, ci sta portando in un cambiamento epocale. Le macchine e le intelligenze artificiali stanno mutando i valori e i significati di molte azioni umane e spingono l’uomo a imporre alla natura il proprio senso di giustizia. La natura, dal canto suo, pare proprio non voler essere sottomessa dalla ragione, preferisce morire, finire, sparire. E così rischiamo di trovarci senza un mondo. Quello che succede fuori succede anche dentro di noi. Ci ammaliamo più facilmente, magari non moriamo subito perché le diagnosi precoci e le terapie protraggono la vita anche in presenza della malattia, ma che vita è?

L’essere umano non può essere felice lontano dalla natura.

D’altra parte la malattia è diventata un motore fondamentale dell’economia; dobbiamo essere un po’ malati, non morti, ma un po’ malati per essere dei buoni soggetti economici.

In tutto questo non vi è più neppure l’ombra della giustizia naturale, la quale è bellezza, eleganza, quiete, affidamento, fede, inclusione.

E proprio su questa ultima parola mi soffermo, parlando di giustizia naturale, sottolineo l’inclusione.

L’etica è la giustizia umana, ma l’etica è una dannazione, è sterco del demonio, peggio del denaro! Altra cosa è l’inclusione, che è una legge dell’esperienza estetica, della bellezza, dell’armonia che guida la natura.

Se sei capace di includere l’altro non hai bisogno di un’etica.

L’etica è sempre un’arma a doppio taglio perché non puoi operare il bene senza simultaneamente creare il male, non puoi premiare l’uno senza provocare frustrazione all’altro; l’etica è sempre ingiusta, è alla base dell’ingiustizia.

La giustizia umana che si fonda sull’etica è profondamente, irrimediabilmente ingiusta.

Dobbiamo smettere di essere etici. Dobbiamo fare un salto evolutivo, elevarci all’inclusione, aprire il cuore all’amore, che è rappresentato dalla bellezza, dall’eleganza e dalla quiete, perché chi è capace di includere vive nella bellezza e nella calma, non ha ansie, è felice e realizzato.

L’etica è un prodotto della mente che conosce senza il cuore.

Nel Paradiso –che è uno stato di coscienza che devi realizzare, a gradi d’intensità sempre più elevati, qui, sulla terra- la conoscenza e l’amore -rappresentati dalla Sophia e dal Cristo nell’esoterismo cristiano- sono inscindibili.

La conoscenza e l’amore uniti manifestano la giustizia naturale, che è l’inclusione.

La conoscenza tecnologica che avanza è il braccio armato della giustizia umana, dell’etica, questo è molto pericoloso.

Sappiamo bene che conseguenze possono avere le armi convenzionali, usate facendo fede sul senso della giustizia umana. Pensa a cosa si potrà fare con le intelligenze artificiali!

È urgentissimo fare un salto evolutivo che ci porti al di là dell’etica, verso il recupero della giustizia naturale, che è esperienza poetica, estetica, emozionale, sentimentale, esercizio d’amore e di inclusione. Dobbiamo riequilibrare il patricentrismo esasperato della nostra civiltà con il recupero dei valori femminili, irrazionali, emozionali, lunari, i valori del cuore e dell’anima.

Ciascuno di noi è chiamato a fare ciò in se stesso e nella propria vita. Il Nat 7 può aiutarci molto in questo.

Metti la carta sul tuo cuore e chiudi gli occhi. Per alcuni istanti includi in te, sotto la tua pelle tutti coloro con cui sei venuto in contatto, sia coloro con i quali hai avuto rapporti cosiddetti positivi, sia coloro con i quali hai avuto rapporti cosiddetti negativi.

Quando sei all’aperto, in natura, invece, porta l’attenzione al tuo respiro spontaneo e divieni consapevole del fatto che stai respirando. Di’ a te stesso: “so che sto inspirando”, quando inspiri e “so che sto espirando”, quando espiri. Simultaneamente rimani consapevole della presenza del bosco, del suo respiro, del suo alito che ti avvolge e ti compenetra.

Dopo qualche minuto di camminata e respiro consapevole chiediti: chi sta respirando?.

Visualizza i tuoi polmoni espandersi durante l’espiro e contrarsi durante l’inspiro. Realizza che affinché i polmoni si espandano bisogna che intorno vi sia un bosco e un universo che si contrae e, affinché i tuoi polmoni si contraggano è necessario che vi sia un bosco e un universo che si espande. Nella respirazione emetti anidride carbonica che gli alberi assorbono restituendo ossigeno che tu assorbi. In questo processo dove è dentro e dove è fuori di te?

Poi concentrai sull’emozione più forte che sta provando in questo periodo della tua vita e chiediti: chi sta provando cosa?

Quindi, in sincronia con il movimento dei tuoi passi, ripeti mentalmente questo mantra: a te, a te, a te! Dai alla natura la tua emozione e chiedigli di aiutarti a guarirla, se si tratta di un’emozione di sofferenza, di risolverla, se si tratta di un’emozione legata ad un problema, di espanderla a tutte le creature senzienti, se si tratta di un’emozione di gioia.

La stessa cosa puoi fare con un disturbo fisico, un problema esistenziale, un pensiero ossessivo.

Se il Nat 7 esce in uno schema di carte che hai fatto in seguito ad una domanda precisa, devi sapere che esso arriva per ricordarti che non sei solo.

Selene Calloni WIlliams

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