Il Nat 37, Shin–nèmi, l’arcano della Grande Fortuna.

  • 26 febbraio 2019

Essere vivi è la più grande fortuna. Ogni mattina quando ti svegli e ti ritrovi vivo dovresti essere pieno di entusiasmo per questo.

Oltre un milione di persone non hanno potuto svegliarsi questa mattina, mentre tu sei ancora vivo. È entusiasimante! È una grande possibilità!

Domattina quando ti sveglierai per prima cosa ricordati di provare entusiasmo per la vita e fai ciò ogni signola mattina in cui potrai svegliarti.

Essere vivo è una grande fortuna perché in tutto ciò che è vivo vi è l’immagine della nascita e del concepimento. 

Viviamo in un universo immaginale, in un mondo simbolico, in questa dimensione tutto è sogno, proiezione, simbolo. Il concepimento, come atto simbolico, è l’unione degli opposti. Madre e Padre rappresentano la Prakriti e il Purusha (i due termini sanscriti che indicano la natura e lo spirito), il visibile e l’invisibile, l’umano e il divino.

In tutto ciò che è vivo vi è l’immagine dell’amore, il simbolo della profonda comunione di visibile e invisibile e vi è, indelebile come un marchio di fabbrica, l’impronta del divino.

In tutto ciò che è vivo vi è il segno del mistero, dell’inconoscibile, dell’immisurabile.

Una montagna, la pioggia, un fiore, un albero, una tigre e il tuo corpo sono vivi.

Una macchina non è viva.

Ciò che non è vivo è prodotto dalla ente che crea unendosi a se stessa, alla conoscenza che essa stessa ha prodotto.

In un’opera d’arte o in una grande scoperta scientifica vi può essere la scintilla del divino, vi può essere un’anima, ma nei prodotti tecnologici in scala industriale c’è solo la mente.

Quando l’immagine della nascita e del concepimento non sono presenti allora non c’è vita.

Oggi il nostro mondo sta dando enorme importanza a ciò che non è vivo a discapito di ciò che è vivo. Un’immagine registrata da telefonino o trasmessa in televisione non è viva. La persona in carne ed ossa è viva.

Mentre velocemente e fortemente si potenzia il mondo senza vita dei computer, della robotica delle intelligente artificiali, bisogna che ciascuno di noi dia importanza alla vita e potenzi con eguale forza, velocità e convinzione la propria interiorità e la propria vita, altrimenti il mondo senza vita può travolgere il vivente costringendolo alla freddezza, alla tristezza, all’automatismo, alla perdita di creatività e allo spegnimento della vera vita, la quale è il soffio della creazione originaria che mai deve cessare di soffiare.

La velocissima rivoluzione tecnologica alla quale siamo sottoposti deve essere usata come strumento della realizzazione umana, non deve compromettere la felicità e la serenità dell’uomo.

Tu hai un modo semplice, efficace, meraviglioso di fare ciò: ogni mattina quando ti svegli pensa al Nat 37, la Signora della Grande Fortuna e sentiti nell’entusiasmo (“en” “theos” = “essere in Dio”) per la vita che ancora una volta ti benedice, e non è scontato. E più volte al giorno cerca di ricordati della vita che scorre in te e cerca di sentire che la vita che è in te ti unisce profondamente a tutto ciò che è vivo in questo universo in una meravigliosa unica onda di entusiasmo.

Selene Calloni WIlliams

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CALLONI WILLIAMS