Il Nat 12, Aungbinlè Sinbyushin. Il Signore dell'Inganno, L’arcano del Tradimento.

  • 12 marzo 2019

Il Nat 12, Aungbinlè Sinbyushin. Il Signore dell'Inganno, L’arcano del Tradimento.


Avere un secondo fine nelle cose che fai e con le persone con cui le condividi è sempre il preludio di un fallimento.

Per avere successo devi avere le idee chiare, devi essere chiaro con te stesso e con gli altri.

Quando vieni tradito non è necessario che rispondi, semplicemente vai avanti nelle tue cose con amore e per certo, prima o poi, vedrai il cadavere di chi ti ha tradito passarti dinnanzi.

Se hai amato molto e scopri di non essere mai stato veramente corrisposto, cerca di non smettere di amare, non indurirti.

Il Nat 12 è una forza potente attiva nella natura umana, dove è presente per rendere più sacro l’amore, la verità, la consapevolezza.

Amare chi ci ricambia è una possibilità umana molto bella, ma amare chi ci ha tradito è divino.

Essere debole come un uomo e tranquillo come un dio è una condizione meravigliosa, nella quale ci si concede di fare l’esperienza di essere traditi e, non malgrado, ma proprio attraverso questa ci si eleva.

Forse che il grande Milarepa non si è fatto tradire?

Milarepa era uno yogin e uno sciamano himalayano, selvaggio e potente nella sua sadhana, la sua pratica yogica, grazie alla quale aveva ottenuto le siddhi, i poteri sovraumani conferiti dall’esercizio dello yoga.

Un giorno, un lama, un monaco buddhista, fu preso da grande invidia. Egli, infatti, non era riuscito a risvegliare nessun potere, malgrado fosse un lama, avesse preso i voti, recitasse preghiere, mantra e celebrasse tutte le cerimonie e i rituali con grande meticolosità e senso di abnegazione.  Milarepa, invece, era un selvaggio, viveva nudo, meditava nelle grotte, non nei templi e nei monasteri, non si lavava, non si tagliava né unghie né capelli e si nutriva di succo d’ortica al punto che la sua pelle si era fatta di un colore tendente al verde. Insomma un individuo che, nella visione del lama, era più vicino agli animali che agli umani, aveva acquisito tutti i poteri yogici e lui, che invece era un alto lama, non ne aveva nemmeno uno: intollerabile!

Così, quel giorno, il lama avvelenò Milarepa.

E questo è quello che accade sempre, ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo su questo pianeta terra, dove la selvatichezza viene sistematicamente avvelenata dagli uomini, tanto più da quelli che sono a capo di grandi organizzazioni economiche, e ogni giorni, ogni minuto, ogni secondo l’anima selvaggia viene sistematicamente tradita dagli uomini, tanto più da coloro che sono a capo di grandi organizzazioni religiose.

Milarepa aveva i poteri e poteva evitare di essere avvelenato, ma non l’ha fatto. E dopo avere assunto il veleno ha incominciato a contorcersi dai dolori di fronte ai propri discepoli, i quali, disperati, si sono chiesti cosa stesse succedendo e, alla fine, lo hanno capito. Allora hanno detto a Milarepa: “Maestro, tu possiedi il potere della trasferenza del principio cosciente, trasferisci il tuo principio cosciente nel corpo di chi ti ha avvelenato, perché lui deve morire, non tu!”

Milarepa, sulle prime, non voleva prestarsi a una simile cosa, ma poi, vedendo la sincera disperazione dei suoi discepoli,  trasferì il proprio principio cosciente nel corpo del lama che lo aveva avvelenato. Quest’ultimo incominciò a contorcersi dai dolori, mentre Milarepa incominciò a sentirsi meglio.

I discepoli fecero una grande festa, mai erano stati così felici! Al culmine della loro gioia, però, Milarepa si riprese il proprio principio cosciente e morì affermando due principi, i quali sono le colonne portanti di ogni Yoga Sciamanico:

-       Camminate sempre sul fermo suolo della non oggettività delle cose!

-       Le  malattie e perfino la morte che tutti gli altri rifuggono, per me sono un ornamento!

Il primo lo chiamiamo “principio di non oggettività”, il secondo lo chiamiamo “potere di trasvalutazione”.

Quando ti senti tradito, non importa da chi o da cosa, applica i due principi e allora conoscerai il vero volto del Nat 12. Esso è il divino, nel suo puro aspetto d’amore, si rivela come tradimento solo per mostrati che anche tu, se vuoi, puoi, nella tua debolezza umana, essere privo di paure, come un dio.

Tutte le cose sono un dramma unicamente fino a quando chi le vive ha paura. Tolta la paura, ogni cosa diviene luce, libertà e realizzazione.

Selene Calloni WIlliams

Il tuo carrelo è vuoto

Selene Calloni WIlliams
Selene Calloni WIlliams
Selene Calloni WIlliams

SELENE
CALLONI WILLIAMS