Manipura, il terzo chakra, la città dei gioielli. Già il nome ti dice tutto: è un tesoro, un luogo ricco, potente, luminoso, collocato all’altezza dell’ombelico, associato all’elemento fuoco e al colore giallo, quel giallo intenso e caldo del sole quando splende in pieno. Ed è proprio questa l’immagine da tenere dentro quando lavori su questo chakra: non un sole che brucia e consuma, ma un sole che scalda e illumina, che dà vita, che sostiene, che permette a tutto di crescere.
Argomenti cardine della diretta sul terzo chakra
- Chakra solare, elemento fuoco, centro del potere personale
- L’unione di emozione e volontà come forza trasformatrice
- La scelta quotidiana tra controllo e amore
- Il kairos, la saggezza del tempo giusto
- Il fuoco del desiderio da purificare, non da spegnere
- L’azione senza attaccamento al risultato secondo la Bhagavagita
- Chi sei quando nessuno ti guarda: la domanda che rivela il sole interiore
- Agire dal cuore, non dalla mente
Il potere personale
Il terzo chakra è il centro del potere personale, il luogo in cui l’energia radicata nella terra di Muladhara e fluidificata nell’acqua di Svadhisthana si trasforma in fuoco di volontà. È il chakra dell’azione, della scelta, della responsabilità, e soprattutto il punto in cui l’ego può diventare un tiranno oppure uno strumento meraviglioso al servizio dell’amore. Questa non è una scelta che si compie una volta sola nella vita, è una scelta che si rinnova ogni giorno, in ogni piccola azione quotidiana. Persino nel fare una torta per gli amici: la faccio bella per impressionare, oppure la faccio sana per nutrirli davvero? La scelta del controllo è quasi sempre più immediata e rassicurante a breve termine, ma costruire sulla paura significa costruire su fondamenta che prima o poi cedono.
C’è però un aspetto di Manipura che viene raramente messo in luce quanto meriterebbe: il suo legame con il tempo, con quello che i greci chiamavano kairos, il momento opportuno. Chi ha il terzo chakra addormentato non percepisce il kairos: agisce sempre o troppo presto per ansia di controllo, oppure troppo tardi per paura di sbagliare. Chi invece ha purificato il fuoco del desiderio e lo ha messo al servizio dell’anima sviluppa una sensibilità straordinaria per il momento giusto, per quando avanzare e per quando restare in silenzio. È quella che lo sciamano chiama saggezza del tamburo: non è il tamburo a seguire il ritmo del mondo, è il mondo a seguire il ritmo del tamburo.
Il fuoco del desiderio che arde in Manipura non va spento, come ci insegna il Buddha. Va purificato, messo al servizio della missione dell’anima, trasformato da fuoco che brucia in fuoco che scalda. Come insegna Krishna nella Bhagavagita, hai pieno diritto all’azione, ma i frutti appartengono al supremo: agire con totale determinazione e allo stesso tempo con distacco dal risultato è la condizione del cuore, non della mente. E quando il tuo sole interiore arde davvero, non bruci il mondo. Lo scaldi.





