Nella tradizione più sciamanica, yogica, ascetica dell’alchimia, nell’opera al nero lo yogin alchimista si apre al ruggito del dolore della separazione degli opposti, che pervade l’anima del mondo.
Nell’opera al bianco l’alchimista fa proprio il dolore dell’anima del mondo, purificandolo, sublimandolo e trasmutandolo in conoscenza.
Nell’opera al rosso l’alchimista utilizza la vera conoscenza per riunificare ciò che è stato separato.
Tieni vicino a te il Nat alchimista e chiedigli di donarti l’amore e la conoscenza necessari per trasformare le situazioni di piombo in situazioni d’oro, la pesantezza e le difficoltà che il tuo io separato dal tutto sperimenta nella vita, in pura gioia ed entusiasmo.
L’alchimista è in grado di operare questa potente trasformazione perché è capace di servirsi del pensiero del cuore, anziché soltanto di quello della mente, un pensiero che include e unisce, che non conosce separazione.
Superato il dolore della separazione l’alchimista è unito al tutto, si riconosce e si ama incondizionatamente in tutto e di conseguenza il tutto lo ama.
Possa tu raggiungere questo stato di unione e donarlo a tutti gli esseri senzienti il cui numero è infinito come lo spazio!


