La magia è l’arte di dialogare con l’invisibile a mezzo delle armonie della bellezza. La bellezza ha le sue leggi: leggi di armonia, di ritmo, di proporzioni.
La bellezza in natura è espressione dell’amore, della capacità di ogni immagine di amare, di svanire per creare oltre se stessa, di darsi per amore: la vita incessantemente si dà alla morte e la morte incessantemente si fa humus che sostiene e nutre il vivente, il visibile si dà all’invisibile, l’invisibile si dà al visibile divenendo energie e idee che lo nutrono, così tutti gli opposti si danno l’uno all’altro per amore. Questo amore si esprime ovunque in natura come bellezza.
L’etica umana si costruisce sui ritmi delle leggi della bellezza ma, nel passaggio dalla natura alla mente umana accade una perturbazione che mistifica l’intento originario della bellezza: l’etica umana, le sue leggi, norme e regole, non sono più animate dall’amore, ma da una volontà egoica che si frappone tra la bellezza e l’amore.
Il mago ritrova i ritmi, le armonie naturali della bellezza e quindi si fa capace di dialogare con i Signori della Natura, i grandi invisibili, gli spiriti e gli dei, andando al di là del senso del bene e del male comune per ritrovare un’etica, un discernimento, un giudizio e valori superiori, che possiamo definire sovramentali.
La visione sovramentale nasce dall’unione del pensiero mentale con il pensiero del cuore, non è assenza di ragione, ma rappresenta una ragione e un intelletto illuminati.
Per il mago la vita non è lo sforzo di sopravvivere nelle tempeste -come è per molti- ma è la gioia di danzare nella pioggia.
Per esempio, se ha avuto una nascita combattuta e difficile il mago non l’attribuisce a un caso malvagio. Lui è capace di trovare ragioni più vaste, poiché vede l’invisibile. E magari, vedendo l’invisibile, egli sa connettersi con i propri Batori, i propri avi guerrieri e vedere che essi si sono espressi nell’immagine della sua nascita combattuta per permettergli di forgiare fin da subito le armi che serviranno alla sua anima per realizzare la sua missione in vita.
Se piove il mago si gusta la pioggia, mentre gli altri si bagnano. È una questione di ritmo interno. Il mago non percepisce il proprio cuore unicamente dai battiti, ma anche, e sopratutto, dalle pause tra un battito e l’altro, pause che gli altri non sentono e non considerano perché hanno paura.
La realtà è negli occhi di chi la guarda, e il mago è capace di modificare la realtà in conformità con la propria volontà, una volontà animata dall’amore.


