Il Ritiro del secondo anno della Scuola di Yoga Giapponese rappresenta una soglia. Non è più un incontro con la pratica, ma una immersione totale nella sua incarnazione.
Dopo aver risvegliato il KI e sperimentato l’armonia tra mente e corpo, questo ritiro conduce lo studente in una fase più profonda: l’integrazione.
Qui lo Yoga Giapponese non viene soltanto praticato, ma diventato.
In un tempo sospeso, nel cuore dell’inverno, il corpo rallenta, la mente si fa silenziosa e l’energia vitale trova nuove vie per espandersi. La pratica si fa più sottile, più essenziale, più potente.
Durante il ritiro, è consigliato indossare abbigliamento comodo.
A chi è dedicato questo ritiro
Questo ritiro è riservato a chi:
- ha completato il primo anno della Scuola
- sente il desiderio di approfondire la pratica in modo serio e continuativo
- intende proseguire nel percorso di perfezionamento
- percepisce lo Yoga Giapponese come una via di realizzazione e servizio
Eccezionalmente sarà possibile agli immaginilisti esterni alla scuola prendere parte al ritiro ma solo dietro motivate richieste.
Il cuore del Ritiro Invernale
Questo ritiro è dedicato a chi sente il richiamo di:
- stabilizzare l’energia risvegliata
- raffinare la percezione del Ki
- approfondire le pratiche di micro-movimento, immobilità viva e respirazione unificata
- entrare nella dimensione del Ma, lo spazio sacro tra le cose
- trasformare definitivamente le ferite in risorse attraverso il Kintsugi interiore
Lo Yoga Giapponese diventa qui una via di centratura permanente, capace di sostenere la vita quotidiana, le relazioni, il lavoro e il servizio nel mondo.
Kintsugi: l’oro dell’esperienza
Nel Ritiro Invernale, il Kintsugi si evolve. Non si tratta più solo di riconoscere le fratture, ma di onorare la forma unica che esse hanno creato.
Attraverso:
- mantra, formule psichiche e affermazioni rituali
- mudra e gesti simbolici
- pratiche avanzate di Pitha Nyasa
- visualizzazioni immaginali e meditazioni profonde
- utilizzo del Bo (bastone da combattimento)
le cicatrici diventano mappe di potere, memoria viva e sorgente di gioia.
Ogni partecipante è accompagnato a riconoscere il proprio disegno interiore, dove nulla è stato inutile e ogni esperienza trova finalmente il suo posto.