Ogni vita è attraversata da immagini antiche. Alcune giungono da molto lontano, custodite nella memoria della famiglia, nei sogni degli antenati, nei silenzi tramandati di generazione in generazione. Altre abitano il paesaggio invisibile della psiche e continuano a manifestarsi sotto forma di incontri, scelte, desideri, paure, separazioni, successi e fallimenti.
Le immagini non appartengono al passato.
Vivono.
Respirano.
Cercano compimento.
Questo seminario è un viaggio nelle radici invisibili dell’esistenza, là dove nascono i simboli che orientano il destino e prendono forma le narrazioni profonde che abitano la nostra vita.
Lavoreremo con gli archetipi, con la memoria genealogica, con le immagini fondamentali che chiedono di essere viste, ascoltate e infine pacificate.
Il nostro lavoro servirà a restituire alle immagini la loro natura originaria. Perché quando un’immagine viene riconosciuta, smette di chiedere di essere ripetuta e comincia a offrire il suo insegnamento.
Il cammino della psicogenealogia immaginale è un’arte di riconciliazione. Un incontro con gli antenati interiori ed esteriori.
Una discesa nei territori dove nascono i miti personali e collettivi. Un lavoro sottile che permette di trasformare il rapporto con il proprio passato, con la propria storia e con il proprio destino.
Il mito che abitiamo
Ogni essere umano vive all’interno di un mito. Un mito che si manifesta negli eventi quotidiani, nelle relazioni, nei conflitti, nei desideri e nelle aspirazioni. Osservare la propria vita significa imparare a leggere questo linguaggio. Seguire le tracce delle immagini. Riconoscere i simboli che si ripresentano. Scoprire quale racconto invisibile stia cercando di esprimersi attraverso di noi.
Quando il mito torna alla sua forma naturale, la vita ritrova fluidità. Le immagini cessano di imprigionare e iniziano a guidare. L’energia che era bloccata nella ripetizione torna disponibile per la creazione.