Questo viaggio non è un semplice itinerario geografico, ma un percorso di attraversamento interiore. Dal cuore simbolico di Brasília alle terre cristalline della Chapada dos Veadeiros, fino alla foresta amazzonica e ai rituali ancestrali dei popoli originari, ogni tappa è una soglia, un passaggio, un invito alla trasformazione.
Programma
20/10/2026 – martedì – BRASILIA
- Arrivo a Brasilia in connessione da San Paolo
- Sistemazione in hotel e riposo
- Cena in Churrascaria (inclusa)
- Pernottamento in hotel a Brasilia
21/10/2026 – mercoledì – BRASILIA
- Colazione
- City Tour
- Memorial JK
- Santuario di Don Bosco
- Cattedrale di Brasilia
- Pirâmide das nações, dove fare il percorso a spirale teatro nazionale che sembra una piramide ziggurrat
- Congresso Nazionale (Stop per foto 5 minuti)
- Quadrata di tre poteri
- JK Ponte
- Alvorada Palace
Brasília: la città del sogno e della profezia. Un viaggio iniziatico tra simbolo, potere e spiritualità
Accompagnati da una guida specializzata nella lettura simbolica, esoterica e spirituale della città, esploreremo Brasília non solo come capitale politica, ma come un luogo iniziatico, un territorio di confine tra storia, utopia e destino.
Questo itinerario invita a leggere la città come un grande testo simbolico, dove architettura, geometria, religione e visione si intrecciano in un racconto più grande dell’uomo.
Juscelino Kubitschek: il visionario che osò sfidare il destino
Negli anni Cinquanta, Juscelino Kubitschek, presidente del Brasile, lanciò una sfida che sembrava impossibile: costruire una capitale nel cuore del Paese, nel mezzo di un altopiano quasi disabitato. Non era solo un progetto politico. Era un atto di fede nel futuro.
Kubitschek credeva che ogni nazione avesse bisogno di un centro simbolico, un cuore capace di orientare il suo destino. Brasília doveva essere questo: una città nata non dal passato, ma dal futuro.
In meno di quattro anni, dal nulla emerse una città futuristica, progettata secondo linee geometriche pure, come se fosse tracciata da una mente che guardava oltre il tempo.
Per molti, Kubitschek non fu solo un presidente, ma un iniziato: un uomo che intuì che le città, come gli esseri umani, nascono prima nei sogni e poi nella materia.