
Vishuddha: il potere sacro della parola, il quinto chakra
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Amo ergo sum

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Tornando all’amore, ai vari modi dell’amore, i greci, gli antichi, ne conoscevano diversi. Sul libro e sul taccuino del Digiuno Immaginale ne troverete diversi. Sì, perché in fondo cibarci ha a che fare con l’amore, no? Quando mangiamo qualcosa che sia una carota, una mela, insomma, è una vita che ci si offre. Se non ha a che fare questo col sacro e con l’amore, non vedo che cos’altro possa rappresentarlo. Il darsi, l’offrirsi per amore e per questo vengono declinati tutti i tipi dell’amore.
Tra i molteplici la philia, l’amore fondato sull’amicizia. Dico sempre a mia figlia Adelaide di fare in modo che il suo ragazzo sia anche il suo miglior amico. Ecco, se riusciamo a far sì che il compagno o la compagna che abbiamo al fianco sia anche il nostro migliore, la nostra migliore amica. Quando c’è la philia, la relazione è bellissima. L’amicizia è lealtà, è sincerità, è sostenere l’altro e volerlo aiutare. Purtroppo, vedo tante relazioni, specialmente di coppia, in cui c’è la sessualità, tanti altri aspetti, ma non c’è l’amicizia e quindi uno non si fida dell’altro.
Sai, dire una cosa a un’amica ma non al compagno, proprio perché non c’è una relazione di amicizia. Quindi, Philia, l’amore, inteso anche come lealtà, sostegno reciproco, amicizia. Poi c’è Eros, l’aspetto più sensuale e passionale dell’amore, quello più sensoriale e più istintivo. È caratterizzato dall’unione erotica, dall’esperienza passionale.
Poi c’è Xenia, un altro aspetto importante dell’amore. Nell’antica Grecia la parola “xenia” indicava l’accoglienza dell’ospite. Chi è benedetto da questo tipo di amore è aperto agli altri, a fare nuove esperienze, nuove conoscenze. Ospita nella propria vita e viene arricchito dagli altri che entrano nella sua vita. Perché l’ospite porta sempre un regalo, un dono. Xenia è ospitalità e quindi comporta l’accoglienza di un’ospite che porta un dono, porta un regalo con sé.
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Sono lieta anche che Paola e altri partecipanti alla masterclass sullo yoga sciamanico siano qui. Questa occasione mi offre la possibilità di discutere il concetto di “contratto” o “negoziato” con l’universo, un tema centrale nei corsi dell’Immagine Academy che affrontiamo sotto diverse prospettive, a seconda della disciplina in questione. Questo principio è fondamentale per comprendere come ogni evento della nostra vita sia frutto di un dialogo, spesso inconsapevole, che intratteniamo con l’universo.
Tutti gli eventi della nostra vita, tutto ciò che ci accade, in ultima analisi, è richiesto da noi stessi all’universo attraverso una sorta di contratto, un accordo. Il problema nasce dal fatto che viviamo in una società basata sul potere e sul controllo, e, come ho spesso ribadito e voi ben sapete, in questo contesto, a nessuno interessa insegnarci come si stipula questo contratto con l’universo. Anzi, chi tenta di farlo, come nel mio caso, viene considerato un outsider, un estraneo. Questo perché, in una società dominata dal desiderio di controllo, concedere a qualcuno le chiavi per comprendere e utilizzare consapevolmente questo contratto segreto significa permettergli di diventare padrone della propria vita, una condizione che il sistema cerca di evitare a tutti i costi.
E purtroppo, la nostra mente razionale, lo strumento principale attraverso il quale interpretiamo la realtà, è la prima a ostacolarci. Questa mente analitica, come abbiamo spesso detto, funziona come uno strumento del sistema, non dell’anima. Pertanto, essa tende a impedirci di comprendere e utilizzare il contratto con l’universo a nostro vantaggio, poiché ciò ci renderebbe liberi e indipendenti, condizioni che il sistema in cui viviamo cerca di evitare, preferendo che rimaniamo in uno stato di dipendenza e sottomissione.
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In questa nuova diretta ho deciso di parlare di due temi molto delicati e poi vi spiegherò perchè ho deciso di unirli: il suicidio assistito e l’aborto. Mi avete scritto diverse volte per chiedere la mia opinione su questi due argomenti. Sono temi molto intimi e su cui è impossibile fare teorie, avere un’opinione. Sono quegli argomenti sui quali la mente non ha giurisdizione (sulla nascita, sulla morte), perchè appartengono a una dimensione liminale, tra il visibile e l’invisibile, tra l’umano e il divino. La ragione non può avere giurisdizione su questi temi e tantomeno dovrebbe averla lo Stato. Anche se si sa che al giorno d’oggi siamo arrivati a un punto in cui lo Stato entra in ogni anfratto della vita, degli individui, delle famiglie.
Il suicidio assistito e l’aborto appartengono non agli arconti, alle leggi, alle regole, perchè la nascita e la morte fanno parte dello Stato Intermedio, della Grande Soglia. Laddove il conscio, l’inconscio, il visibile e l’invisibile, l’umano e il divino si incontrano, ovvero ciò che noi chiamiamo l’immaginare. La grande Terra di Mezzo. Sarete portati a dire che ci vogliono comunque delle regole, una legge. Il che in realtà è assurdo e incredibile perchè è frutto dell’ipnosi di massa, che ci vuole rendere impossibile pensare di vivere senza una norma, che gli arconti, le leggi, le regole siano indispensabili.
La grande Terra di mezzo. Sarete portati a dire che ci vogliono comunque delle regole, una legge. Il che in realtà è assurdo e incredibile perchè è frutto dell’ipnosi di massa, che ci vuole rendere impossibile pensare di vivere senza una norma, che gli arconti, le leggi, le regole siano indispensabili. Gli arconti, di fronte ai temi che riguardano la Grande Soglia, l’Immaginale, si trovano sempre in una direzione in cui, come accade in psicologia, ogni direzione che prendi sbagli. Come quando a Natale due persone distinte ti regalano entrambe un foulard, una sciarpa, e tu puoi metterne solo una. Perchè non puoi indossarle entrambe? Qualsiasi delle due deciderai di mettere, sbaglierai: una delle due persone ti chiederà spiegazioni.
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In questa diretta del 26 febbraio 2024, Selene ci parla del concetto profondo di felicità. Spesso le persone possono avere un’idea non realistica di che cosa voglia dire, a causa delle aspettative create dai mass media e dalla società. Per riuscire a entrare in contatto con il suo reale significato, occorre concentrarsi sulle esperienze dirette e personali, piuttosto che inseguire modelli di felicità esterni.
Il ritiro dalla società, come nel caso di un monaco che medita nella foresta, viene interpretato non come un atto di egoismo, ma come un gesto di profonda connessione con l’universale, beneficiando tutti gli esseri. La meditazione e l’isolamento vengono presentati come strumenti per influenzare positivamente l’inconscio collettivo e promuovere il benessere comune. Il testo invita a riflettere sull’essenza della felicità, che risiede nelle piccole gioie quotidiane e nella capacità di affrontare le sfide personali, proponendo una visione della vita che privilegia l’autenticità e la crescita interiore rispetto al rumore incessante del mondo esterno.
Che cos’è la felicità? Magari un cappellino colorato. Pensiamo bene a che cos’è la felicità. Perché, a volte, ho notato durante le sedute di coaching immaginale o al counseling immaginale, dicono di non essere felici. Il più delle volte, mi rendo conto che è dovuto al fatto che hanno un concetto di felicità non realistico. Per questo è molto utile parlare di che cosa sia davvero la felicità.
Abbiamo sempre delle aspettative, mentre ci confrontiamo con il mondo, con gli altri, che non sono reali. E questo è dovuto ai media, ovviamente, perché in una società tribale, dove i media non ci sono, dove tu sei quello che conosci e solo quello che sperimenti direttamente, non puoi farti dei falsi modelli. Perché non esistono i media, non esistono i giornali, le televisioni, e quindi quello che sperimenti è strettamente quello che vivi direttamente con i tuoi sensi. C’è un passo molto interessante del Ṛgveda dove si dice: “Ciò che non è qui non esiste in nessun luogo“.
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In questa diretta del 22 febbraio 2024, Selene ci parla dell’ansia in modo approfondito. Lungo il suo cammino spirituale ha cercato di trasformare sempre le sfide in grandi opportunità di crescita e fra queste troviamo l’ansia. Grazie ai mantra e ai riti tantrici, ha scoperto gli strumenti per affrontare e trasformare quest’energia, spesso travolgente. “Vausat vausat vausat”: un semplice ma potente Bīja mantra, che è diventato un faro nel suo percorso, aiutandola a distaccarsi dalle preoccupazioni e a vedere l’ansia sotto una nuova luce.
Secondo le tradizioni tantriche, l’ansia non deve essere vista come un nemico da combattere, ma come un’energia da comprendere e trasformare. Questo approccio non solo ti permette di affrontare le tue paure e incertezze ma apre anche la porta a una maggiore consapevolezza di te stessa/o e del mondo che ti circonda. La nostra vera essenza, quella divina, è il fulcro di tutte le energie che ti influenzano. Riconoscere questo significa accettare e valorizzare la tua unicità, trasformando ogni sfida in un’opportunità per evolvere.
Desidero condividere con voi un mantra eccezionale per affrontare l’ansia, che non è da intendersi come un’arma contro l’ansia, poiché l’ansia non è il nemico. È un’energia con la quale possiamo trasformare il nostro modo di interagire. Grazie alla tradizione tantrica, ricca di mantra, mandala e yantra, abbiamo un mantra straordinario per lavorare sulla trasformazione dell’ansia. Questo mantra è sorprendentemente semplice, è un Bīja mantra, un mantra-seme, molto breve, che è “Vausat Vausat Vausat”. Questa vibrazione facilita il distacco dalle preoccupazioni.
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