Amo ergo sum

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Meditazione del fuoco

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Uno sciamano è terra che pensa, acqua che ascolta, vento che parla e fuoco che aspira.

L’elemento Fuoco si manifesta con l’esperienza del calore e del raffreddamento. Lascia che l’elemento Fuoco danzi nei tuoi organi. Senti quali sono le zone del tuo corpo più calde e quali quelle più fredde. Percepisci questo alternarsi di calore e di fresco. Assorbi l’energia e la forza dell’elemento Fuoco dentro di te, nei tuoi organi, che sono gli dei.

Il metodo segreto consiste nel non avere ne speranze ne timori

Grande maestra tantrica Mag Cig Labsgron – (Canti Spirituali)

Quando si pensa al fuoco, il pensiero corre veloce a Prometeo, il titano preveggente. Un giorno Prometeo crea l’uomo, forgiandolo dall’argilla e animandolo con il fuoco divino.

Poi, durante una festa viene sacrificato un bue del quale devono cibarsi sia gli uomini che gli dei. Il capo dell’Olimpo affida l’incarico della spartizione a Prometeo, che approfitta dell’occasione per vendicarsi del re degli dei, che ha sterminato in battaglia i titani. Ammazza l’animale, lo fa a pezzi, ma agli uomini riserva le parti di carne migliori, nascondendole sotto la disgustosa pelle del ventre del toro. Agli dei riserva le ossa che mette in uno strato di grasso. Fatte le porzioni, invita Zeus a scegliere la sua parte. Zeus accetta l’invito, ma scopre le ossa nascoste, si arrabbia e lancia una maledizione sugli uomini.

Da allora gli uomini lasciano agli dei le parti immangiabili delle bestie, consumandone invece la carne; ma i mangiatori di carne divengono, per effetto della maledizione di Zeus, mortali. Inoltre Zeus toglie il fuoco agli uomini.

Tremendamente rattristato dal vedere la propria creazione in serie difficoltà, impossibilitata a sopravvivere a causa della mancanza del fuoco, Prometeo decide di rubare il fuoco agli dei per restituirlo agli uomini.

Zeus, furibondo, ordina ad Efesto di forgiare la statua di una donna, considerata la prima donna dell’umanità e dà vita alla statua, le consegna in dono il vaso nel quale Prometeo aveva rinchiuso tutti i mali dell’umanità, le ordina di non aprirlo, poi la fa portare sulla terra da Hermes, il quale, nel tragitto, le conferisce in dono la curiosità, prima di consegnarla a Epimeteo.
Successivamente Zeus ordina ad Efesto di legare Prometeo ad una rupe dove una aquila cala su di lui ogni mattina per divorargli il fegato. L’organo dell’immortale titano si rigenera in continuazione per essere di nuovo divorato la mattina successiva.

Il mito non è una descrizione della realtà soggetta a giudizio. Il mito porta in essere le cose, è un atto creativo.

Nel mito di Prometeo la dote della preveggenza, che era propria degli uomini, viene sottratta e Prometeo viene incatenato “altrove”.

Perduta la preveggenza, la speranza è tutto ciò che rimane agli uomini ed essi possono farne ciò che vogliono: una passiva illusione o una potente fede.

Ma il punto saliente è che, se la dote della preveggenza era umana, in un tempo delle origini, allora può essere riconquistata.

La storia della punizione di Prometeo da parte di Zeus, è la storia della sostituzione e della capacità di prevedere – rappresentata da Prometeo che viene incatenato – con la speranza.

Zeus – che rappresenta il nuovo potere insediatosi dopo la repressione delle forze ctonie, sotterranee (i titani) sostituisce tra gli uomini la capacità di prevedere con l’aspettativa della speranza.
Da allora riconquistare la capacità di prevedere e liberarsi dall’ipnosi esercitata dalla speranza, intesa quale passiva attesa, è la grande sfida dell’uomo.

“Il metodo segreto consiste nel non avere ne speranze ne timori”, afferma la grande maestra tantrica Mag Cig Labsgron nei sui Canti Spirituali.

Avvertenza

Il corso è svolto allo scopo della ricerca interiore, del problem solving e della crescita personale, non tratta e non si pone come obiettivo la risoluzione di patologie e sintomi di stretta pertinenza medico/sanitaria. Esso è per tutti gli spiriti liberi, per chi sa scorge nelle difficoltà delle opportunità di crescita, per chi crede che la felicità sia cosa di questo mondo, per chi sa piangere a volte e ridere molto ed è disposto ad amare incondizionatamente.

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